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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Match Point
«Un aspetto tragico del film, e della vita, è che gli innocenti siano sacrificati in nome di qualche beneficio superiore. E' terribile che persone credano nell'impunità, che giustifichino i loro comportamenti brutali per la soddisfazione dei propri desideri». Sta tutto qua il senso di questo quarantesimo film di Woody Allen, che molti hanno definito "inconsueto", ma che contiene tutti i temi a lui più cari. C'è un'unica differenza profonda che distingue Match Point da gran parte della produzione del regista di Brooklin: questo non è un film leggero, sia per la storia in sé, sia per come la storia è raccontata. Citazioni di Alfred Hitchcock alla grande: i fucili in magazzino di Notorious, i dialoghi surreali fra poliziotti di Frenzy e il tennis, sport preferito dell’uomo di Delitto perfetto.

Tutto il film è riassunto negli istanti iniziali, con la pallina da tennis che colpisce il nastro della rete, si impenna e resta bloccata in aria. Di qua la sconfitta, di là la vittoria. Allen con questa allegoria riconduce la vita a una roulette feroce, nella quale la fortuna conta più dell'abilità e del giocare pulito. Eccolo qui Woody Allen, con la sua ironia graffiante, con la sua descrizione feroce del bel mondo a cui anch'egli appartiene, ma da cui continua a sentirsi estraneo, nonostante un conto in banca probabilmente incommensurabile. Sono tutti più o meno colpevoli in match Point, da chi compie il delitto a chi lo subisce. Alla faccia di tanti sorrisi di circostanza, il mondo-bene descritto da Match Point è un immondezzaio dei valori, nel quale l'interesse del singolo ha sempre la precedenza assoluta su tutto il resto.

La madre non si trattiene dall'offendere la fidanzata del figlio che non le va a genio, il padre piazza il maestro di tennis a fare il manager per far contenta la figlia visiata, il figlio molla la fidanzata perché ne trova una più adatta al suo rango, la figlia non esita a tormentare il neo-marito perché vuole restare incinta, eccetera. Un quadretto molto poco edificante, con cui Woody grida forte la propria estraneità al mondo che descrive (e anche la sua misoginia progressiva).

Che dire? In molti hanno gridato al capolavoro. Ne prendiamo atto, visto che si tratta di Woody, proclamandoci però non all'altezza di perccepirlo come tale. Per una prima ora buona il film è lentissimo, la costruzione delle psicologie dei personaggi è tanto minuziosa da diventare quasi esasperante, i dialoghi quasi surreali. Ritmo e fruibiliytà per i non-iniziati crescono nella seconda parte, rendendola più scorrevole. Bravissimi gli interpreti, penalizzati dal doppiaggio che di fatto cancella le differenze tra i personaggi, sottolineate dagli accenti diversi, tra cui il cockney del poliziotto.

Certo che a ripensare all'amatissimo Sweet & Lowdown viene un po' di nostalgia. Da leggere l'intervista a Woody di Anna Zippel su Kataweb.
24.01.06 00:57 - sezione cinema
il 24 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Giorgia ha scritto:

mah.. a me è sembrato scontato.
Nn male x carità, guardabile. Ma capolavoro proprio.. A me davvero è semprato abbia voluto mettere in gioco tutti gli stereotipi possibili x farli collidere in 1 trama ke poi alla fine è molto reale. Ma eccessivamente stereotipata e ripeto a parer mio anke banale. Mah

il 24 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
oppi ha scritto:

Forse perfino banale, sì. Di sicuro semplicissima, e con una trama così semplice non si può che puntare sulla caratterizzazione psicologica dei personaggi. Ma allora avrebbe dovuto essere un altro tipo di film.

il 24 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
michele ha scritto:

Di sicuro non un capolavoro, ma il migliore film di Woody Allen da molti anni, questo sì. Ammirevole in un uomo così dotato intellettualmente il riconoscere la buona sorte come l'elemento decisivo per il successo. E sorprendente la messa in scena di un ambiente, personaggi, arredi e dialoghi very british.

il 24 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Giorgia ha scritto:

Concordo OPPIeno ;o)

il 24 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
giovanna ha scritto:

Senz'altro un Woody Allen diverso. Personalmente faccio fatica a discostarlo da grandi successi passati da lui abilmente interpretati. Zelig ne è un esempio.Diciamo che quello spirito trasformista lo ha aiutato ad affrontare un genere del tutto nuovo. Interessanti alcuni spunti. Dall'anello, che come la pallina da tennis simboleggia il ruolo determinante della fortuna.
Il richiamo della propria coscienza con l'apparizione delle due vittime. Senz'altro un quadro cinico e squallido di una certa società.

il 25 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
oppi ha scritto:

Giorgia :-DDD

il 25 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

Lo guarderò. Ho sentito pareri simili a quello di Giorgia, non mi aspetto moltissimo (io penso anche che Woody Allen sia davvero irresistibile soprattutto dove è anche interprete oltre che regista) però ci andrò al più presto.
Carolina

il 31 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Lukic ha scritto:

A me è parso tutt'altro che banale o scontato. E' un film semplice, vero, ma non per questo stupido.
A parer mio, l'aspetto da sottolineare è l'elemento "giallo" e "tetro" del film. La vera storia inizia dall'incontro dei due protagonisti nel museo di arte moderna. E' li che inizia il "casino" e la suspance sale ogni minuto.
A me il film è piaciuto proprio perchè non è il solito Woody, ma allo stesso tempo reca quell'inconfondibile impronta caratterizzante di Allen, capace di fare un bel film da vedere. E diciamolo senza complessi, nessuno è in grado di fare solo capolavori, ogni tanto va bene anche un film "normale", ma pur sempre bello. L.

il 26 Febbraio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
mario tacci ha scritto:

Non vorrei sembrare moralista ma l'idea che tutto dipenda dal caso e che non ci sia posto perla responsabilità individuale che consiste solo nel mettere le proprie porcherie sotto il tappeto non la condivido
Lo dice no che pensa che la libertà sia pressoché inesistente ma non mi sembra giusto che se ne faccia una bandiera e checché se ne possa pensare mi è sembrato un film di atogiustificazione di Woodyallen per i propri "crimini e misfatti"
Mario

il 10 Marzo 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Giorgia ha scritto:

Nn penso tu abbia tutti i torti Mario..
Kissà Mia (Farrow) come s'è incavolata.. C'è ki giustifica le proprie azioni (o magari errori..) commessi tramite le parole o con 1 lettera e c'è ki come Woody fa 1 film.
Ripeto: contenta Mia...

il 25 Agosto 2006 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

Visto ieri sera in cassetta. In una Milano deserta. Da solo.
Qui lo dico e qui lo nego, insieme a "Crimini e misfatti" e "Manhattan" il miglior film di Woody Allen in assoluto.
Ho detto insieme a "Crimini e misfatti" di cui la trama questo ripete praticamente identica nella sua sostanza. Eppure non è una ripetizione. E' un film drammatico. Non è una commedia. Non è per chi cerca di divertirsi. Per me è davvero un capolavoro. E' perfetto come ritmo: volutamente lento nella prima parte, secondo me, quasi a dirti questi sono annoiati, ma persone perbene. E invece no, ritmo subisci una serie di colpi di scena e cambi di situazione vertiginosi: questi personaggi sono di un cinismo, come hai detto tu, e di una "casualtià" assolute. E il tema del "net", della "fortuna", del "caso", prima solo accennato, quasi gratuitamente (e invece no), prende il sopravvento e si spiega: diviene costante in tutto il film e ben più profondo e amaro di quanto sembri. Bellissima anche la citazione che fa il protagonista di Sofocle (che non ricito a mia volta, per non rovinare la sorpresa e il piacere) alla fine. E' davvero un grande film: questa settimana mi sono visto 3 film in serie (2 al cinema) uno più bello dell'altro: "Inside man", "Romance and cigarettes" (strordinario, bellissimo, commovente Turturro) e "Match Point". Io che adoro il cimena europeo. Figuriamoci chi non ha di sti pregiudizi. Andate e affittate.
Eccezionale. Grande Allen.

il 24 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
elfi ha scritto:

signor mario tacci e meglio che stia la dove sta

il 21 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
alessandra ha scritto:

vi amo tutti siete meravigliosi ,tutti il film pero non e bello grazie

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