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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Responsabilità condivisa
«Esposti inermi al freddo, alla fame, alla violenza, agli SS e ai loro cani assassini, al fango e alla pioggia, eravamo tutti candidati ad una morte precoce. Politici, musicisti, scrittori, contadini, militari, sacerdoti, gente comune, zingari, omosessuali, mendicanti, prostitute, alcolizzati, persone affette da malattie veneree e testimoni di Geova, tutti condividevano le nostre pene e il nostro destino, anche se spesso in termini e in misura diversi. Un mondo di miseria, di sporcizia, di fame e di terrore ci assediava senza requie: il nostro corpo doveva far fronte ad una vita fisica e psichica devastante. E non sempre era vincente. Anzi. Posseduti contemporaneamente da tante emozioni violente, non eravamo più noi stessi, ma il prodotto di un mondo da incubo, irreale, i cui fili erano tenuti dagli SS. Molti di noi erano trasformati da questa lotta senza quartiere in violenti, ladri, vili e traditori. Altri, invece, riuscivano a mantenere saldi i propri principi».

Il 27 gennaio del 1945 le truppe dell'Unione Sovietica aprirono i cancelli di Auschwitz e il mondo non ebbe piùscuse, dovette inchinarsi all'orrore. Le parole di una persona immensamente cara, Nedo Fiano, sopravvissuto allo sterminio, chiudono la settimana che OMB ha dedicato alla memoria. Sono tratte da A5405 - Il coraggio di vivere, un libro che ogni persona di buona volontà dovrebbe acquistare e leggere di tanto in tanto.

A5405 Mentre scriviamo queste note, Nedo sta tornando da Vicenza dopo aver tenuto l'ennesima conferenza per la memoria (oltre 600 al suo attivo) di fronte a una platea di ragazzi che grazie a lui hanno potuto sfiorare la tragedia della Shoah. Una tragedia di cui l'Italia intera condivide la responsabilità. Ancora Nedo, da un'intervista a Varese News: «Tutto quello che è accaduto non sarebbe accaduto se ci fosse stata la solidarietà e la mancanza di questa è stato ciò che ha alimentato la strage. Per capire bisogna parlare del 1938 e delle leggi razziali. Il paese di Dante, di Michelangelo e di Leonardo, ha prodotto anche gli scienziati che hanno avallato la menzogna della razza, affermando che esisteva una razza ariana, e gli ebrei, non essendo ariani, era giusto che venissero estromessi dalla vita civile, dalla società, nonché avviati allo sterminio. Quello era il tempo in cui il signor Levi direttore di banca veniva cacciato e i colleghi, anziché indignarsi, si fregavano le mani perché si liberava un posto. E così successe nelle università, nelle scuole, nelle aziende. Questo è il punto, in Italia un movimento di opposizione alle leggi razziali non c'è mai stato».
26.01.06 23:48 - sezione memoria
il 26 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

"e i colleghi, anziché indignarsi, si fregavano le mani perché si liberava un posto."

perfetto

itaglia

il 27 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Cristina ha scritto:

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

Se questo è un uomo di Primo Levi

il 27 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
charlie ha scritto:

*e i colleghi, anziché indignarsi, si fregavano le mani perché si liberava un posto*

Ed oggi non sono sicuro che sarebbe diverso!

il 27 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

charlie, oggi probabilmente ha più possibilità di essere diverso. però bisogna tenere alta la guardia, e poi bisogna guardarsi sempre dentro e aborrire anche il minimo accenno da chiunque provenga (se stessi compresi) di "risposta" fascistoide ai problemi.
Carolina

il 27 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
tonii ha scritto:

*e i colleghi, anziché indignarsi, si fregavano le mani perché si liberava un posto*

di questo si parlava qui:

http://www.onemoreblog.org/archives/008366.html

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