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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Difesa della razza in Puglia
Tutto è cominciato con I dieci di Franco Cuomo (Baldini Castoldi Dalai), un saggio dedicato all'oscuro mistero italiano dell'intoccabilità dei dieci professori, medici e scienziati, che nel 1938 firmarono il Manifesto della Razza, legittimando la persecuzione e la deportazione degli ebrei italiani. A guerra finita e a repubblica nata, i dieci figuri continuarono a mantenere cariche e privilegi. Fra loro anche un pugliese illustre, Nicola Pende, a cui Bari ha intitolato una strada e un'aula dell'Università, mantre il vicino comune di Noicattaro - suo luogo di nascita - gli ha dedicato una scuola e indice ogni anno un premio internazionale alla sua memoria.

Nessuno finora aveva sollevato il caso, nessuno sembrava ricordare chi fosse Pende. Ora l'uscita del volume di Cuomo, presentato in Puglia nel giorno delle celebrazioni della Shoah, ha riaperto il caso. La giunta di Bari - non senza imbarazzo - è pronta a cancellare "via Pende" dalla sua toponomastica, ma il Comune di Noicattaro non ci sta e annuncia battaglia. Il sindaco del piccolo comune pugliese Giovanni Di Pierro (DS), ha messo in cantiere un convegno internazionale per rilanciare la figura di Pende. L'evento dovrebbe svolgersi tra ottobre e novembre di quest'anno «quanto piu' possibile lontano dalla campagna elettorale e da ogni strumentalizzazione politica. Inviteremo scienziati e storici di fama nazionale e internazionale, sarà nominato un Comitato Scientifico per individuare i relatori. Sarà un momento estremamente libero in cui ognuno potrà dire la propria opinione». Nell'ordine del giorno, già approvato, «si respingono con sdegno le accuse, comparse sui vari organi di informazione e si ribadisce la estraneità del professor Pende alle vicende relative alla definizione del manifesto antisemita sulla scorta della corposa documentazione in possesso di questo Comune, tra cui la sentenza della Suprema Corte di Cassazione della Repubblica che l'8 luglio del 1948 lo ha completamente scagionato da ogni accusa».

Ci permettiamo di suggerire al "compagno" Di Pierro la lettura del comunicato emesso il 25 luglio 1938 dalla segreteria politica del Partito Nazionale Fascista, in cui si leggono alcune informazioni interessanti sul suo esimio concittadino:

Il ministro Segretario del Partito ha ricevuto un gruppo di studiosi fascisti, docenti nelle Università italiane, che hanno sotto l'egida del Ministero della Cultura popolare redatto e aderito alle proposizioni che fissano la base del razzismo fascista. Erano presenti i fascisti

* On. Sabato Visco direttore dell'Istituto di Fisiologia generale dell'Università di Roma e direttore dell'Istituto nazionale di Biologia presso il Consiglio nazionale delle Ricerche
* Dott. Lino Businco, assistente di patologia generale all'Università di Roma
* Prof. Lidio Cipriani, incaricato di antropologia nell'Università di Firenze
* Prof. Arturo Donaggio direttore della clinica neuropsichiatrica dell'Università di Bologna, presidente della Società Italiana di psichiatria
* Dott. Leone Franzi assistente nella clinica pediatrica dell'Università di Milano
* Prof. Guido Landra assistente di Antropologia nell'Università di Roma
* Sen. Luigi Pende direttore dell'Istituto di Patologia speciale medica dell'Università di Roma
* Dott. Marcello Ricci assistente di Zoologia all'Università di Roma
* Prof. Franco Savorgnan ordinario di demografia nell'Università di Roma, presidente dell'Istituto centrale di statistica
* Prof. Edoardo Zavattari direttore dell'Istituto di Zoologia dell'Università di Roma.

Alla riunione ha partecipato il Ministro della Cultura Popolare Dino Alfieri. Il Segretario del PartitoACHILLE STARACE, ha elogiato la precisione e la concisione della tesi, e ha ricordato che «il fascismo fa da sedici anni praticamente una politica razzista che consiste - attraverso l'azione delle istituzioni del Regime - nel realizzare un continuo miglioramento quantitativo e qualitativo della razza». Il segretario del Partito ha soggiunto che «il Duce parecchie volte -nei suoi scritti e discorsi- ha accennato alla razza italiana quale appartenente al gruppo cosiddetto degli indo-europei. Con la creazione dell'impero, la razza italiana è venuta in contatto con altre razze; deve quindi guardarsi da ogni ibridismo e contaminazione».


Concludiamo ricordando che il tedesco Alfred Rosenberg - omologo di Pende - fu processato a Norimberga e impiccato. Interessante in proposito questo servizio di TG1.
04.02.06 11:31 - sezione memoria
il 04 Febbraio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
darth wanax ha scritto:

Il guaio dell'Italia è che il fascismo cadde nel 1943. Se l'Italia avesse combattuto fino alla fine a fianco nei nazisti almeno a fine guerra si sarebbe svolto un serio processo di defascistizzazione e oggi certe ed altre "amnesie" si verificherebbero assai più di rado.

il 04 Febbraio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

credo che pende e gli altri abbiano messo la loro firma sotto quelle cazzate per motivi politici, non per convinzione scientifica, come d'altronde e' piuttosto comune nel misero panorama accademico italiano.
l'immane farsa delle razze deriva dalla cultura positivista ottocentesca di stampo parascientifico-hegeliano, non si creda sia stata un'alzata d'ingegno di fascisti e nazisti.
la commemorazione di pende potrebbe essere comunque l'occasione per ricordare la miseria degli ambienti accademici, anche perche' non vedo come avrebbe potuto sensatamente un endocrinologo parlare di superiorita' o inferiorita' delle razze.

il 04 Febbraio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

ah dimenticavo di dire che gli omologhi di pende erano i medici che curavano i progetti di eugenetica del terzo reich, non rosemberg che sarebbe assimilabile con starace.
quei medici non furono mai toccati, anzi fecero anche carriera.
per intenderci erano quelli che uccidevano con un'iniezione ospiti di ospizi, istituti e brefotrofi; per migliorare la "razza" germanica.

il 04 Febbraio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Giorgia ha scritto:

berja sta d fatto ke la firma ce l'ha messa e ke sapeva quello ke faceva. Motivi politici? Appunto. Bell'esempio poi x gli allievi della scuola pugliese.. Nn voglio tirarti fuori la storia d mio nonno paterno (nn ebreo, come mio padre) ma nn eri obbligato a firmare. C'erano al3 soluzioni, sicuramente nn facili, ma c'erano.

il 05 Febbraio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

non era mica una giustificazione!
lo sai quanti accademici lasciarono l'universita' pur di non dichiarare, firmando, la propria adesione al fascismo? mi pare fossero 8 su alcume migliaia.
e' con questo che ci si deve confrontare, non con la storia delle singole personalita' come pende; con la mediocrita' vigliacca della maggioranza, non con l'infamia evidente di pochi.

il 05 Febbraio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

berja: l'altro lato della medaglia. Molti accademici antifascisti firmarono pur di poter restare nell'università e sperare di poter fare qualcosa per opporsi all'omologazione culturale del partito, per evitare che uscisse una generazione formata dal pensiero unico. In molti casi furono scelte coraggiose.

il 07 Febbraio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Depejo ha scritto:

Siete pronti? Sto per stupirvi: a Roma non esiste una via intitolata a Nicola Pende (perché nella citazione, nella lista dei firmatari non c'è "Nicola" ma "Luigi" Pende?).

Però esistono "Largo Arturo Donaggio" e "Via Edoardo Zavattari".

il 07 Febbraio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
tonii ha scritto:

berja: furono 12:

giuristi:
Francesco ed Edoardo Ruffini, Fabio Luzzatto
orientalisti:
Giorgio Levi Della Vida
storici:
Gaetano De Sanctis
teologi:
Ernesto Buonaiuti
matematici:
Vito Volterra
chirurchi:
Bartolo Nigrisoli
antropologi:
Marco Carrara
storici dell'arte:
Lionello Venturi
chimici:
Giorgio Errera
filosofi:
Piero Martinetti

il 07 Febbraio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
tonii ha scritto:

Helmut Goetz, Il giuramento rifiutato, I docenti universitari e il regime fascista (La Nuova Italia, pagg. 314

il 07 Febbraio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

dalla quantita' di cognomi giudii posso supporre che hanno ragione i nazisti quando chiedono le quote ebraiche nelle professioni liberali e nell'insegnamento o che hanno ragione i nazisti quando fanno l'equazione ebrei=comunisti ;-)
a questi 12 quante strade hanno intitolato?
quanti premi?
abituatevici, questo e' un paese di merda.

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