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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Un rassicurante tetto giallo in via Triboniano
«Sabato pomeriggio. Un'altra volta nella "terra di nessuno" che è il campo di via Triboniano. Oggi se possibile è ancora più desolante delle altre volte. Nella zona dove sono i Khorakhané i lavori sono in corso da più di quattro mesi, e il "campo" non è niente di più che una distesa piatta di fango, con tre bagni chimici (ammesso che siano tutti funzionanti) e una decina di roulottes. Nient'altro. Eppure, conosco molte facce, sono a Milano da almeno 15 anni (25 anni, mi dicono; i giovani sono tutti nati in Italia), sono in regola con i documenti e si trovano nella stessa situazione di chi sia appena arrivato in città». Lo sportello sindacale del campo di via Triboniano su Mahalla, blog sulla cultura Rom e Sinti.
24.02.06 00:29 - sezione milano
il 04 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
heelens ha scritto:

E’ passato ormai quasi un mese dall’incendio che ha portato in macerie il campo di Tribuniano.
Un mese in cui nulla si è mosso apparte qualche container.
In quel campo prima dell’incendio i bambini venivano morsicati dai topi, i cani morivano di leptospirosi e non c’erano le condizioni sanitarie basilari per far vivere persone o intere famiglie.
Da prima a dopo l’incendio nulla è cambiato in quel campo, le cose sembrano essere solo peggiorate per quanti di loro non avendo un permesso di soggiorno sono scappati per paura per strada o sotto le metropolitane.
Le situazioni di quel campo oggi, a un mese dall’incendio e a un mese dalle promesse dei vari assessori che promettevano una ristrutturazione appaiono drammatiche,
Drammatico è vedere i bambini giocare nel fango, donne cucinare con fornelli da campeggio, anziane stese sulla prima cosa accaparrata ai bordi del muretto che divide il campo dalla strada, drammatico è perfino vedere con quanta semplicità riescono a vivere queste persone, cittadini italiani con permesso di soggiorno ma concretamente di serie b.
L’umiltà di queste persone che vivono in simili condizioni la si può capire solo entrando nel campo, donne che ricambiano sorrisi che sanno non vedranno più, bambini che tentano di strappare la tua attenzione per qualche gioco o qualche racconto chiedendoti quando tornerai, ragazzi che ti salutano dalle loro roulotte e cani che al posto di abbaiarti contro si avvicinano scodinzolando cercando qualche carezza.
Queste persone si aspettano delle risposte, ne hanno tutto il diritto, non hanno scelto di vivere in un campo, ce li hanno messi.

foto:http://italy.indymedia.org/news/2006/04/1037224.php

il 05 Maggio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Fabrizio ha scritto:

grazie heelens, purtroppo ho visto solo ora il tuo commento.
E' facile, accorgersi di un problema quando scoppia la disgrazia e poi tutto ritorna come prima, sia per i Rom che per gli altri residenti. Ho provato a seguire l'evolversi della situazione. QUI e QUI alcuni primi aggiornamenti.

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