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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Claudio Velardi
Da Corsera del 18 marzo 2006: «Massimo mi chiamò e mi disse: vado là e mi dimetto. Ero d'accordo con lui. Eravamo stati troppo arroganti, troppo presuntuosi e troppo ingenui. Quando Guido Rossi, consulente della vecchia Telecom, ci lanciò un'accusa che ancora gira, quella "di avere costruito a palazzo Chigi l'unica merchant bank in cui non si parla inglese" avremmo dovuto rispondere, invece ci siamo chiusi nella torre e siamo finiti assediati. Pensavamo che, una volta al governo, avremmo portato in avanti l'Italia, pensavamo che tutte le chiacchiere sul complotto che fece cadere il governo Prodi e sullo staff dei Lothar, noi pelati, erano poco importanti rispetto al grande compito che ci attendeva. Certo, quando tutto finì e sentii Mussi parlare di "velardismo" come fosse un reato, mi tolsi qualche sassolino dalle scarpe: in un'intervista, li minacciai, utilizzando la memoria storica e la conoscenza delle storie di partito. Da allora, le battute su di me sono finite». PS: questo bel campione, un signor nessuno prima di entrare a palazzo Chigi, un riccone dopo, ha appena venduto le azioni del fogliaccio riformista alla famiglia Angelucci, che già controlla un altro quotidiano della stessa area politica: Libero.
18.03.06 23:34 - sezione in miniera!
il 19 Marzo 2006 (quando OMB accettava i commenti)
LUIGI MORSELLO ha scritto:

Non tutti sono al corrente dei dettagli.
Per poter commentare occorrerebbe, almeno per me, conoscere per intero l'articolo citato dal Corsera, che non è più in edicola.
Se ho afferrato almeno qualcosa, dovrebbe essere estremamente interessante.

il 19 Marzo 2006 (quando OMB accettava i commenti)
LUIGI MORSELLO ha scritto:

Bloggisti, qualcuno ha capito di che si tratta ?

il 19 Marzo 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Paolo Zinna ha scritto:

Mah, come si fa a capire quando nel testo si definisce Libero "quotidiano della stessa area politica" rispetto al "Riformista"?
Si può pensare quel che si vuole dell'uno e dell'altro, ma l'equivalenza mi pare curiosa....

il 19 Marzo 2006 (quando OMB accettava i commenti)
LUIGI MORSELLO ha scritto:

finalmente ho capito.
concordo.

il 20 Marzo 2006 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Paolo: il fogliaccio riformista è un succedaneo del Foglio, non è un caso se l'impomatato direttore promosso parlamentare (salvo clamorose e sognate trombature) frequenta il peggio della nomenklatura di destra. Il fogliaccio riformista è una testa di ponte della destra a sinistra, non l'opposto. E i velardi-rondolini che l'hanno inventato - non a caso - ruminano proprio nelle mangiatoie del loro padrone.

il 20 Marzo 2006 (quando OMB accettava i commenti)
.mau. ha scritto:

«in un'intervista, li minacciai, utilizzando la memoria storica e la conoscenza delle storie di partito. Da allora, le battute su di me sono finite»

Perfetto avvertimento in stile mafioso. Bella gente, nevvero?

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