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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Le elezioni degli emigrati
Vivo in Francia da cinque anni, faccio la professoressa in uno di quei licei dei sobborghi di Parigi da poco alzati all'onore delle cronache per le centinaia di macchine bruciate, gli scontri, la disperazione urlata. Ho appena ricevuto le schede elettorali per il collegio Europa. Non sono sorpresa dal basso livello dei candidati, anche perché due settimane fa ho assistito alla presentazione di alcuni candidati dell'Unione, e mi sembrava di essere su un altro pianeta. Se l'Italia non è pronta a un ricambio generazionale né a un dibattito su temi non ancora affrontati, i candidati che vivono all'estero non hanno nemmeno capito chi siano gli italiani che dovranno votare per loro. Ma, cosa ancor più drammatica, i partiti politici non hanno capito o non hanno voluto capire che oggi, nel 2006, a emigrare non sono più i muratori, i manovali e quelli che hanno bisogno di iscriversi a mastelliane associazioni come Calabresi nel mondo. Oggi esistono i progetti Erasmus, si viaggia con Ryanair e Easyjet.

Credo che, almeno in Europa, ci siano tre anelli di emigrazione, anelli che pero' si incrociano soltanto per alcune pratiche amministrative. Ci sono quelli che sono qui da tantissimi anni e che, con la legge Tremaglia, potranno votare per un paese che non conoscono più da tempo. Ci sono i loro figli, gente che non parla nemmeno italiano, ma che considera l'Italia come un paradiso. Un aneddoto: l'anno scorso sono stata sorteggiata dal consolato per lavorare all'elezione dei Comites (gli italiani all'estero). Ero segretaria di un seggio del consolato; con me c'erano Claudia, una ragazza romana, arrivata con l'Interail 8 anni fa, e non più ripartita, e tre italiani nati in Francia negli anni 50-60, con la collanina con un ciondolo a forma di penisola. Trovavano vergognoso il fatto che io e Claudia ci fossimo informate sul piccolo stipendietto che avremmo avuto. Loro avevano rinunciato al denaro perché era un onore lavorare per la patria. Poi pero' non sapevano contare in italiano e durante 12 ore di spoglio abbiamo lavorato in francese, mentre io traducevo per il verbale italiano.

Ci sono infine quelli come me, arrivati in Francia per studio, amore, viaggio, voglia di esperienze diverse. E credo siamo gli unici a conoscere davvero l'Italia, gli unici a cui la vera Italia manchi.

Vedendo i candidati (tutti appartenenti ai primi due anelli che vi ho descritto), si capisce che nemmeno i nostri cari partiti, dai DS a Rifondazione, abbiano capito chi siano gli elettori. I DS hanno candidato un sessantenne esperto di pensioni che lavora per la CGIL a Parigi da una ventina d'anni. La Margherita un sessantacinquenne esperto di pensioni per le ACLI. Tutti esperti di pensioni, e loro stessi vicinissimi alla pensione. Sui candidati della destra, preferisco tacere, e comunque non avrebbero mai il mio voto.

Il comportamento, le scelte di questi partiti mostrano ancor di più la distanza fra la politica e noi giovani all'estero: nessuno si batterà mai affinché mi venga minimamente riconosciuto in Italia il concorso da insegnante di scuola superiore che qui ho vinto; e quindi nessuno si batterà mai affinché io possa un giorno esprimere le mie capacità e idee in Italia. O meglio, qualcuno si batterà, è ovvio, e saro' soltanto io.

Quello che mi ferisce di più è l'incapacità dei nostri partiti di individuare, analizzare le condizioni, le ambizioni di chi cerca all'estero cio' che in Italia ha difficoltà a realizzare. So che in un paese allo sfascio come il nostro non sia la priorità, pero' non serve a niente gridare allo scandalo per tutti i "cervelli in fuga" se poi non si è pronti a proporre dei candidati in cui questi "cervelli" possano identificarsi.

Dopo aver visto i candidati 15 giorni fa, ho telefonato al consolato per sapere cosa si deve fare per votare in Italia (voglio votare per il caro buon vecchio Vannino Chiti, come faccio da quando ho 18 anni!). Avrei dovuto chiedere una deroga entro il 31 dicembre. Ho risposto che pero' i candidati sono stati presentati soltanto i primi di febbraio, quindi non è giusto. Posso sempre non votare, mi è stato fatto capire.
28.03.06 23:51
il 29 Marzo 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

ancora una volta meglio la sinistra della destra. alle primarie dell'Unione so di gente che era a Parigi e che quanto meno o si è trovata un buon clima o ha notato che i residenti in loco a volte erano un po' pressati dal fatto di non fare brutte figure all'estero.
Qui invece... questi disorganizzati che dicono pure che una se vuole può non votare... ahem. Tout se tient mi sa.
Carolina

il 29 Marzo 2006 (quando OMB accettava i commenti)
filox ha scritto:

Io (expat in Belgio) ho preferito fare un biglietto Ryanair, piuttosto che sottostare a tutte le formalità necessarie per votare all'estero e per di più dei candidati come questi...
Per fortuna non ero iscritta all'Aire.

il 29 Marzo 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Corrado for President ha scritto:

idem come filox dall'Olanda pero'...
devo iscrivermi all'AIRE (cosa che faro' in ogni caso) e dopo un sacco di tempo potro' votare da qui (il piccione viaggiatore ci mette un sacco di tempo dal comune di Cusano Milanino al comune di Delft, bisogna capirli...).
La cosa che mi ha rattristato di piu' e' che ho chiamato l'ambasciata e mi ha risposto un gentilissimo signore che mi ha detto che potevo benissimo non votare grazie a questa legge elettorale di merda.
Ma votare non sarebbe un dovere prima di tutto MORALE? Pensavo di avere lasciato il qualunquismo al confine, ma mi sa che mi ero sbagliato.

Corrado

p.s.
una settimana dopo che avevo sbrigato le pratiche per la residenza a Delft, mi e' arrivata al cartolina elettorale per le elezioni comunali di Delft... fate un po' voi i conti!

il 29 Marzo 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

Corrado for President!!!
Carolina

il 29 Marzo 2006 (quando OMB accettava i commenti)
depejo ha scritto:

E in tutto questo, uno straniero che vive in Italia, può, anzi, DEVE pagare imposte tasse e tributi vari, deve versare ogni cosa ci sia da versare, senza la minima eccezione, ma non può votare NESSUNO di quelli che poi amministrerà il denaro versato.
Certo, se chiede la cittadinanza e la ottiene può votare, salvo il fatto che dall'inoltro della domanda alla concessione ci vogliono almeno tre anni. E visto che lo straniero vuole diventare italiano, gli prendono anche le impronte digitali. Chissà se una volta acquisita la cittadinanza potrà chiedere la cancellazione dagli archivi della questura dei dati sulle sue impronte digitali. Mah?

il 29 Marzo 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Mario ha scritto:

Io voto semplicemente perchè in questi giorni sono in Italia. I candidati della circoscrizione America erano pietosi. Con un gruppo di colleghi italiani abbiamo cercato di contattarli via mail, eravamo un gruppo nutrito, e potete capire su una circoscrizione così vasta non ci era arrivata nessuna informazione. Eppure non ci hanno neanche pisciati di striscio, la metà non ha risposto. Dell'altra metà, alcuni ci hanno iscritti a delle newsletter del loro partito senza neanche chiedercelo. Solo i due candidati UDC e DS che abbiamo contattato ci hanno risposto e in modo sensato (con tutti i limiti che potevano avere).

Già pensare che dobbiamo andare all'estero per trovare un lavoro che in Italia ci viene negato. O peggio che viene assegnato solo ai figli di donne inseminate dal precedente detentore del lavoro che vorremmo.

Eppure no, io vengo a votare. I miei e i vostri nonni si sono fatti ammazzare per avere questo diritto. E io lo voglio esercitare.

il 30 Marzo 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Francesca ha scritto:

Ho votato! Nessuna preferenza, solo lista Prodi.
Ora tocca a voi italiani in Italia.

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