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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
La Francia del 1789 è lontana
Questo anno scolastico me lo ricorderò, questo è certo. Sommosse in novembre, manifestazioni e scioperi oggi. Gli amici dall'Italia molto preoccupati per me in novembre, quasi invidiosi oggi di questa Francia che si ribella. La verità, però, è che in novembre io non ho mai avuto paura in banlieue, mentre oggi mi sento a disagio. Forse perché prima le telecamere erano puntate su di noi e oggi nessuno si interessa più alle banlieues, senza che ci siano state soluzioni; forse perché in classe ho alunni anti-CPE e alunni che in novembre hanno partecipato alle sommosse; forse perché l'inverno è stato lungo e freddo; forse perché sono stanca; forse perché l'esame di maturità si avvicina e i ragazzini iniziano a rendersene conto; forse perché vivo a Parigi e tutte le mattine arrivo in periferia e mi sembra di aver cambiato paese, continente, pianeta.

Siamo tutti d'accordo: il CPE non è una bella cosa, e soprattutto è vergognoso il metodo di Villepin di imporre una legge senza consultare i sindacati. Questo anche in Italia tutti l'hanno capito, almeno credo. Però non dobbiamo dimenticare che comunque qualcosa va fatto perché la disoccupazione è a livelli altissimi e il sistema di aiuti sociali non ce la fa più. La sinistra cavalca il malcontento generale causato dal CPE. Ma nessuno propone, nessuno condanna ad alta voce eLa Franci con fermezza le azioni violente che accompagnano tutte le manifestazioni. D'altronde, la sinistra dopo la batosta dell'aprile 2002 non si è ancora ripresa, ha tempi di reazione degni di una lumaca; poi, nemmeno un anno fa, ha deciso di dire la sua sulla costituzione europea. Risultato: hanno litigato, si sono di nuovo divisi.
Sulla stampa italiana leggo: "i francesi stanno reagendo. I francesi hanno la rivoluzione nel sangue", spalanco gli occhi di stupore. Ricordo che gli attuali francesi sono quelli che nel 2002 hanno mandato al ballottaggio Chirac e Le Pen: c'era il sole, sono andati al mare, sicuri che tanto qualcuno avrebbe assicurato Jospin al secondo turno. Sarkozy poi ha fatto una politica dura, non lontana da alcune idee di Le Pen, e i francesi se ne sono stati zitti. Poi si sono stupiti per le sommosse delle periferie… La Francia del 1789 è lontana.

Nel giro di pochi mesi, la stessa fascia d'età reagisce, si ribella, spesso con violenza, a ciò che viene imposto dall'alto. Stamani a scuola ho parlato delle manifestazioni con i miei alunni del primo anno (equivalente alla seconda liceo per l'Italia): loro non vogliono il CPE perché è l'ennesima discriminazione per chi viene dai quartieri malfamati. Questa storia dei quartieri malfamati in Italia non è comprensibile, perché qui non decidi tu dove andare a scuola, ma sei obbligato dal sistema per cui, come dice un mio amico, "se indovini l'asilo, poi è fatta fino alla laurea!". E non è lontano dalla realtà: ogni alunno ha un dossier, va a scuola dove deve andare, tutto è deciso dall'amministrazione e, dopo le medie, dagli insegnanti che scelgono al posto suo il liceo. Il ragazzo e la famiglia seguono le indicazioni, tranne, ovviamente, quelli che hanno denaro e conoscenze importanti. La scuola francese è una scuola estremamente élitiste, e, per far sì che esista l'élite che poi ci governerà, istruirà, curerà, c'è bisogno del ghetto. Un ragazzo che non può nemmeno decidere cosa fare e che è messo d'ufficio in una determinata classe, come può sviluppare uno spirito critico?
L'unica disciplina di cui io possa dire qualcosa è la letteratura. Si procede con schemi, con scompartimenti e strutture, senza quello sguardo d'insieme che è dato in gran parte dalla cronologia. Come si può capire la potenza di Madame Bovary se non si sa cosa è stato scritto prima né quale sia il contesto storico di Flaubert?

Gli italiani, soprattutto quelli che abitano in Italia e quelli che abitano all'estero da poco tempo, sono molto esterofili. Anche io lo sono stata e per molto tempo; oggi ho imparato ad apprezzare le qualità e a riconoscere i difetti dei due paesi che amo. Non conosco bene la riforma Moratti per la scuola, ma posso garantire che la scuola che ho fatto io in Italia non ha niente da invidiare alla scuola francese, anzi.
31.03.06 14:56 - sezione dalla banlieue
il 31 Marzo 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Antonio ha scritto:

Io da qui, prendendo in considerazione questa fase in cui ci troviamo immersi segnata dalla presidenza Bush e tutto ciò che con l'11/09 e la guerra in Irak ha un po' stravolto il corso degli eventi, vedo una Francia davvero indecisa su cosa voglia fare da grande. Se mantenersi arroccata sulle virtù nazionali innalzando una barriera verso l'esterno e le spinte a cambiare, o se essere protagonista di un ripensamento europeo. Per ora, sia da parte del governo che della società, di fondo stanno scegliendo la prima possibilità, quindi decidendo di difendere un primato entro i confini, piuttosto che mettersi in gioco in campo aperto. Di buono c'è che comunque queste battaglie e questa determinazione a non transigere è di riferimento e di ispirazione anche per gli altri paesi. Ma se il primato morale non si accompagna a un primato politico (e lasciano la scena a un mediocre e impresentabile Blair) vanno poco lontano e noi con loro.

il 01 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Stefano Calzetti ha scritto:

Leggendo il servizio di oggi su Repubblica alcuni ragazzi, anche alcuni casseurs, dicono il contrario.
Vedono nel CPE un'occasione di uscire dalla disoccupazione.
Visto che assegno pari credibiita', come individui, a Francesca e al giornalista di Repubblica, penso che la posizione prevalente sia quella degli studenti di Francesca.
Sostengo questo perche' un insegnante conosce la situazione meglio di un giornalista medio.
Per nostra fortuna un'altra voce interessante e intelligente si e' aggiunta al gruppo degli inviati informali sui vari teatri del mondo.

il 01 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

alcune cose possono essere interessanti trovo. in Italia dubito che funzionerebbero, ma in Francia magari sì. mi riferisco soprattutto al cv anonimo, che ha delle potenzialità di contribuire a superare certe discrimazioni basate sul sesso, sull'origine, e simili e che è un'altra sfaccettatura del provvedimento contestato. insomma comunque all'estero si fa politica in un modo diverso in tutti i casi. d'altra parte però le proteste ci sono, e probabilmente oltre che un Villepin isolato c'è anche (se ho capito bene) uno Chirac che sì, lo sta tenendo su diciamo così per gratitudine, ma che deve stare molto attento a come muoversi anche lui. in ogni caso è vero che bisognerebbe cercare di guardare un po' a tutti i vari aspetti della questione CPE, che non sono affatto semplici.
Carolina

il 03 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
squa ha scritto:

benvenuta Francesca, spero di rileggerti presto.

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