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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Giampiero Borghini
Giampiero Borghini non è stato un pessimo sindaco per Milano, soprattutto se lo si confronta con chi è venuto dopo di lui. E' stato un sindaco scadente e ignavo, impegnato soprattutto a godersi gli anni di potere e priviilegi, navigando con la testa fuori dalla melma in un'epoca in cui personaggi come Mario Chiesa facevano sembrare persone a modo anche gli spacciatori di eroina. Dunque questo signore, all'epoca in forze al PDS, dimessosi nel '92 per diventare sindaco, rimasto in sella poco più di un anno, oggi molto vicino a Formigoni, ha una gran voglia di tornare alla ribalta. E lo fa nel modo più subdolo, millantando il suo ritorno come un «tentativo di individuare una linea nuova, che io chiamo liberal-riformista, adatta agli anni che Milano avrà di fronte, la grande Milano». Il che è una sacrosanta fanfaluca.

Non sappiamo se Letizia Moratti sarebbe un buon sindaco per Milano. Noi crediamo di no. ma di una cosa siamo certi: quella signora non ha mai mostrato la benché minima intenzione di essere "liberal" e tantomeno "riformista" (ammesso che capiamo cosa significa questa orrenda parola a cui tutti si aggrappano per far credere di avere un progetto politico).

Ogni atto della ministra Letizia è stato un atto di conservazione, di restaurazione dell'inciucio tra chiesa e amministrazione, di intolleranza nei confronti delle classi deboli, di supporto ai suoi pari (in termini di conto in banca).

Ora, che uno come Borghini abbia deciso di completare il salto della quaglia per avere le massime possibilità di conquistare una poltrona nel consiglio comunale di Milano è comprensibile, visto il personaggio. Ma non è accettabile che - per giustificare il proprio trasformismo e la propria fame di potere, prebende e privilegi - questo campione del trasformismo arrivi a definire "liberal" una politica che è l'esatto contrario: corporativa e attenta agli interessi del gruppo anziché della collettività. Le risposte a Giannattasio di Corsera sono un capolavoro di indecenza.
da Corsera del 24 aprile 2006

Borghini: con il ministro tornerà il riformismo
di Maurizio Giannattasio

Gianpiero Borghini, la sua presenza nella lista della Moratti significa che un mandato alla Moratti sarà un mandato al riformismo?
«È il tentativo di individuare una linea nuova, che io chiamo liberal-riformista, adatta agli anni che Milano avrà di fronte, la grande Milano».

Che anni saranno?
«Per capirlo bisogna guardare agli ultimi 10 anni. Anni tumultuosi, ricchi di energie. Che la sinistra, anche nei suoi migliori uomini come Filippo Penati, liquida come uno sbaglio. Ma se non si capisce che gli anni di Albertini sono stati anni di incubazione del nuovo che arriva, non si capisce niente. Vedo Ferrante che pensa alla città come a una vecchia signora cui bisogna restituire la dignità. Io vedo Milano come una ragazzona, un'adolescente, magari un po' sgraziata ma con grande vitalità e potenzialità».

Ma anche la Moratti non ha vede tutto positivo in questi anni.
«Questi sono dettagli. Ritengo giustificabile che la Moratti voglia dare la sua impronta alle nomine e al piano dei parcheggi. Ma sul fatto che Albertini consegni una Milano dove sono state realizzate importantissime opere pubbliche è assolutamente fuori discussione e questo la Moratti lo sa benissimo. Strutture su cui poter costruire il progetto di grande città».

I politici del centrosinistra dicono l'esatto contrario.
«E non capiscono che la città è sempre più avanti dei suoi amministratori. Che le pulsioni riformiste arrivano proprio dalla città e bisogna fare i conti con quelli che sono oggi i milanesi. Per questo motivo trovo più riformismo nella lista della Moratti che nelle parole dell'Unione».

In che senso?
«Se la politica si confronta con la società civile in modo diretto può produrre delle novità. La politicità della Lista Moratti sta prima ancora che negli schieramenti nell'atteggiamento: la politica che dialoga con la società civile. La Moratti cerca di ristabilire il circuito logico tra politica e società. A sinistra vedo solo autoreferenzialità».

Che farà Borghini? Il consigliere o l'assessore?
«La possibilità di tornare in Consiglio a Milano, il più importante d'Italia, mi sembra già un grande obiettivo. Non ho ambizioni governative. La Moratti troverà i suoi governatori».

25.04.06 00:04 - sezione la faccia come il culo
il 25 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
king lear ha scritto:

Un consiglio: non è meglio che rimanga in pensione ?

il 25 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
king lear ha scritto:

Consiglio supplementare: dialogare con questo blog ?

il 29 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
rancido ha scritto:

Veder tornare alla ribalta personaggi simili mi provaca violenti conati di vomiti; quanto poi leggo le loro deliranti dichiarazioni, mi viene voglia di emigrare. Confido nell'intelligenza degli Italiani, anche se da un popolo che si è tenuto sul groppone Berlusconi, Bondi, Cicchitto, Castelli, Calderoli, Schifani, Nania, Buttiglione e il resto della Corte dei Miracoli c'è ben poco da aspettarsi...

il 29 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina vs. foffa dilagante ha scritto:

che bugiardo!!! venduto??? la sx milanese è piena di guai se vogliamo, ma non è autoreferenziale e sptt non è vero che al confronto la dx dialoghi. la dx o fa come ha fatto a livello nazionale o regionale, o fa la campagna elettorale di strada tutto il tempo, o bodeggia in circoli (che un po' conosco, non i più estremi comunque) che davvero sono autoreferenziali. che o sono circoli di cattolici di destra che sul serio hanno un linguaggio tutto loro - altro possibile topic di un Fuzzy Dizzy volendo anche se è un'ennesima pessima ispirazione in quanto rientrerebbe nel tipico "parla come mangi" :-) - oppure sono circoli di intellettuali ex di sinistra o meglio ex 68ini passati a destra per ragioni di carriera o perché han rinunciato a ogni ipotesi di lotta, per stanchezza o per frustrazione. In ogni caso gente che non dice alcunché di dialogante. Le classiche trombonate che volendo potrebbe fare qualsiasi anziano al barsport.
Questo è il livello di rapporto con la società civile della dx milanese, esimio dott. Borghini!
Carolina

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