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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Quanti caduti?
paolapresciu.jpg Onorare i propri morti, ricordarli, sta certamente alla base delle usanze civili e nessuno chiede che questo non venga fatto.
Ma perchè alcuni morti valgono oro mentre altri poco più di piombo?
Se è vero, come dicono, che il nostro contingente in Iraq è lì per costruire acquedotti, ponti, scuole, allora come mai a coloro che muoiono in quel frangente vengono riservati onori e glorie mentre a tutti quelli che, per compiere le stesse opere in italia e in giro per il mondo, perdono la vita sul lavoro siamo capaci di dare solo indifferenza?

Perchè la morte per mano nemica sembra l'unica di cui si può davvero andare fieri? Perchè non si fanno minuti di silenzio per gli operai, i medici, i ferrovieri morti nell'adempimento delle loro funzioni. Sono forse meno utili alla nazione? I militari di Nassirya non era soldati di leva come quelli della prima e della seconda guerra mondiale ma persone che hanno scelto deliberatamente una professione sapendo cosa poteva aspettarli. Loro però sono eroi, a loro vengono dedicati minuti di silenzio mentre a tutti gli altri, morti nell'adempimento del loro dovere, solo l'oblio, due minuti di notizia nel telgiornale e arrivederci. A quanto pare, l'antica usanza medioevale che vede nei soldati una fascia della società superiore per rango e per impegno, rispetto a chi quell'impegno lo compie in panni civili, è ancora valida e lo sarà purtroppo per molto se non verrà messa in atto una cultura della pace come valore. Una cultura che non istighi i giovani a pensare che l'unica vita davvero eroica sia quella del soldato e di conseguenza che l'unica morte davvero onorevole sia quella sul campo di battaglia. Se dovessimo fare un minuto di silenzio per ogni operaio caduto da un'impalcatura mentre davvero costruiva una casa o una scuola l'Italia starebbe muta per settimane intere.
30.04.06 00:27 - sezione tre giorni da scrittrice
il 30 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Cristina ha scritto:

condivido tutto.

il 30 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
angelosiderurgico ha scritto:

esatto,
a questo punto chiedo alla coalizione dei volontari un'intervento umanitario anche all'ilva di taranto, nota "enclave" dove gli operai cadono come mosche....

il 30 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

"sono un figlio della pace e voglio la pace in eterno con tutto il mondo, dato che l'ho finalmente conclusa con me stesso".
Goethe
cit. da

il 30 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
KING LEAR ha scritto:

Begli interrogativi !
D’impulso avrebbe fatto di osservare che, se una differenza c’è, questa è dovuta alle diverse modalità con le quali si perde la vita.
Tento di spiegarmi.
Colpiscono l’opinione pubblica le morti che avvengono sui “teatri di guerra” (brutta espressione del linguaggio militare), sia che si tratti di militari di carriera sia di civili la cui presenza è connessa con le attività militari.
Uno Stato che si rispetti rende onore a questi caduti, per lunga tradizione e perché espressione di un sentimento popolare.
Sono i nostri figli, mariti, padri, fratello e sorelle che muoiono.
L’opinione pubblica nella maggioranza vive così tali morti.
Lo spartiacque sta nella pubblicità che viene data agli ‘onori di Stato’ per forza di cose, perché non possono che essere pubblici.
Poi accade che spesso le famiglie, per motivi sottratti a qualsiasi valutazione, decidano di non accettarli ed optino per funerali privati.
In tal caso gli onori di Stato sono resi in assenza del feretro.
Quanto all’andare fieri, non credo che questo sentimento sia condivisibile, ma esiste ed è di tipo consolatorio, sia per le famiglie che per chiunque abbia un parente ‘in armi’.
Qui il discorso si fa ancor più difficile.
Sono tanti, troppi i morti sul lavoro, in genere di persone comuni che sono costrette a lavorare per mantenere sé stessi e le famiglie in condizioni di precaria se non inesistente sicurezza, nonostante la legislazione italiana sia molto severa al riguardo.
Il punto è che, almeno in questo, il legislatore è stato bravo, ma il Governo, i Governi no, non lo sono (stati) altrettanto.
È la piaga non solo italiana dell’assenza di controlli (efficaci).
Queste morti restano oscure e sono piante solo dai familiari e dagli amici.
Il risanamento deve iniziare da molto lontano e coinvolgere il funzionamento dello Stato in generale e la tenuta etico-morale dei cittadini, latitante da tempo e negli ultimi cinque anni anche nel Governo del paese.

il 30 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
minimamoralia ha scritto:

conosco quattro o cinque persone che sono lì in iraq o afganistan in missione. non sono esaltati fascistoidi, o idealisti della divisa, bensì in massima parte sono proletari, economicamente parlando, che sono lì anzitutto per guadagnarsi il pane. Io li considero, al pari di un operaio che cade da un'impalcatura, anzitutto dei morti sul lavoro. La retorica ridicola che attorno ai loro freddi e morti corpi si scatena a partire dalle istituzioni per finire ai conoscenti, non centra anzitutto il fatto che la maggior parte di quella gente è lì per lavorare, e non per fare una comparsata eroica in platoon.

il 30 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
abc ha scritto:

Non é che ci voglia molto a capirlo...i militari morti in iraq facevano un lavoro leggermente piu' rischioso di un semplice operaio...rischiavano la vita per un altro popolo e aiutavano ad instaurare una democrazia nonostante tutto...se x te questo é niente...

il 30 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
contesticolo ha scritto:

ABC:
il valore di una persona si valuta in base al rischio che corre nel suo lavoro?

"rischiavano la vita per un altro popolo e aiutavano ad instaurare una democrazia", ti sei visto rambo troppe volte mi sa..

il 30 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
minimamoralia ha scritto:

lavoravano, cristo, se non meritano più rispetto dei lavoratori sull'impalcatura, non ne meritano meno, cazzo.

il 01 Maggio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Janko ha scritto:

Bravissima Tregiorni: detto bene, con completezza e misura. Non era mica facilissimo, su queste cose è facile seguire il gregge o strabordare in negativo, od andare da tutt'altra parte.

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