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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Si fidano ciecamente
Senza ombra di dubbio fra le presenze più belle a scuola ci sono le mamme e i papà dei miei alunni immigrati in Francia una ventina d'anni fa. Abitando in un quartiere dove la disoccupazione tocca il 40% e il tasso di immigrazione supera l'80%, dove le condizioni economiche sono catastrofiche e l'unico centro di aggregazione è il supermercato, queste donne e questi uomini non riescono a imparare il francese.
Soprattutto le mamme hanno difficoltà perché i figli sono tanti e, anche se ne hanno davvero bisogno, non possono andare a lavorare. In molti casi però muoiono dalla voglia di seguire gli studi dei loro ragazzi, prendono un autobus e vengono a incontrarci al liceo. Spesso l'alunno deve assistere al colloquio per fare da interprete (e noi spesso ci chediamo cosa traducano…), altre volte ce la facciamo da soli.
Una settimana fa con un collega di storia, abbiamo parlato con i genitori di una ragazza senegalese, fra i migliori della classe. Il papà era molto ben vestito e la mamma era bellissima con un abito tradizionale sui toni del giallo. Abbiamo fatto un mare di complimenti per la loro figlia così brava e studiosa, attenta, ben educata e generosa. Ottimi voti in matematica, ma da grande vuole fare la professoressa di storia. I genitori ci hanno ascoltati, orgogliosi dei risultati scolastici della ragazza, non hanno detto quasi niente, parlavano i loro occhi pieni di ottimismo e di fiducia. Non capiscono come si organizzi per studiare, non sanno cosa sogni di fare, cosa dovrà fare dopo il liceo per diventare insegnante di storia. Non si sono mai seduti dietro a un banco di scuola e si fidano ciecamente di tutto quello che la loro figlia fa da sola a soli quindici anni.
22.05.06 07:40 - sezione dalla banlieue
il 22 Maggio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Salvatore ha scritto:

Ma quando si capirà che la ghettizzazione degli immigrati porterà conseguenze nefaste per tutti?
Il caso delle Banlieu parigine dovrebbe allarmare non per la protesta degli immigrati ma perché si è voluto scientemente "immagazzinare" gli immigrati tutti in un unico posto perché dessero "meno fastidio" ad i soliti borghesi benpensati.
Questa forma di "apartheid morbido" porterà ad una divisione dirompente della società di cui le banlieu sono state solo un focolaio.
Le società occidentali hanno, per lo più, un concetto di integrazione completamente sballato!
Finchè si riterranno gli immigrati un "male necessario" e si penserà che integrarli voglia dire soltanto dargli un lavoro e un posto dove dormire, ma il più possibile lontano dagli occhi degli indigeni infastiditi da colore della pelle e modo di vestire diverso dal loro, allora non esisterà nessuna integrazione.
Si avrà un vero stato di integrazione sociale quando norme, valori, credenze, simboli del sistema sociale saranno connessi in modo da dare vita a un insieme coerente.
In tal senso valgono progetti come quello della Gazzetta del Mezzogiorno che pubblica una versione del giornale anche in Albanese: "Gazeta Shqiptare", ma ancora di più dovrebbero essere presi ad esempi casi come quello del paese di Badolato in Calabria:
http://www.cir-onlus.org/Progetto%20Badolato.htm

Da ricordare che questo è stato possibile grazie ad un grande gesto di solidarietà, infatti gli abitanti di Badolato hanno "donato" le loro case agli immigrati curdi, evento incredibile in una società materiale come la nostra.

il 22 Maggio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
antonella_c ha scritto:

salvatore questa storia di badolato è stata all'epoca ignorata completamente dai media .ricordo che mio fratello me la raccontò avendola appresa dalla tv in svezia dove ebbe invece molta risonanza ,impressionati dal fatto che fossero state donate più case di quelle che servivano .

il 22 Maggio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Salvatore ha scritto:

Certo Antonella, i media esaltano sempre le cose negative mai quelle positive.

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