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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Nessun conflitto o quasi
dalla redazione di OMB
Letizia Moratti ha un conflitto grande grande, almeno quanto quello di Silvio Berlusconi. Per tutti questi mesi di campagna elettorale milanese non è stato scritto o raccontato niente (o quasi) su quotidiani, televisioni e radio. Nulla a proposito del fatto che la signora Moratti, ministro e al contempo socia della Carlyle (insieme ai Bush e ai Bin Laden, questi ultimo solo fino all'11 settembre 2001), abbia da una parte venduto (come rappresentante dello Stato Italiano) e dall'altra comprato (in quanto socia della Carlyle, appunto) ben 36 immobili di prestigio messi in vendita a prezzi stracciati dal governo Berlusconi (la famosa cartolarizzazione di Tremonti). Nulla neanche a proposito del fatto che quest'ultimo governo di centrodestra abbia trasformato il TFR (trattamento di fine rapporto) in un enorme businnes per le assicurazioni, e come mai? chi ci guadagna da tutto ciò? Proprio le assicurazione della signora Letizia e del signor Silvio, ma che strano... E queste sono solo le cose più "grosse" che ci sono in ballo nei vari conflitti d'interesse della Morattona (altri in pillole: il polo sulle biotecnologie "Renato Dulbecco", gli interessi di "Pirelli RE Franchising servizi immobiliari" sulle case popolari del Comune di Milano). L'unico organo di stampa che ha parlato degli interessi privati di Letizia Moratti è stato Left, che settimana scorsa ha pubblicato un approfondito dossier firmato da Paola Baiocchi che racconta nel dettaglio segreti e contraddizioni della famiglia di Letizia, con Brichetto Arnaboldi (papà di Lety) finanziatore del golpe bianco di Sogno e mister Moratti senior (papà di Massimo e Gianmarco) dei fascisti picchiatori nella Milano degli anni '70.

da Left del 19-25 maggio 2006

Lady Business
di Paola Baiocchi

Nel 1992 Letizia Moratti fonda una società per l'ottimizzazione dei servizi dell'amministrazione pubblica. Nel ’93 è vicepresidente dell’Ente nazionale italiano di unificazione. Nel ’94 presidente Rai, carica da cui si dimette nell’aprile ’96. Non senza aver prima, di fatto, provocato le dimissioni dei direttori generali, Gianni Billia e Raffaele Minicucci.
Sempre nel ‘94 attraverso la finanziaria di famiglia, la Securfin SpA, acquisisce Nikols, il gruppo che, prima diventa leader in Italia del brokeraggio assicurativo e che si espande, poi, in Europa e in America Latina. Dopo varie operazioni di fusione in 12 paesi, nel ’97 si allea con il gruppo Sedgwick. Nel ‘99 il cento per cento delle quote è acquisito dal colosso americano Aon Corporation. Ovviamente della filiale italiana, Aon Italia spa, fino al 200, è Letizia a ricoprire la carica di presidente non esecutivo.

Mediazione, Mediobanca, media
Nel ’96, Donna Letizia pare abbia fatto incontrare D’Alema con l’allora amministratore delegato di Mediobanca Vincenzo Maranghi e con Luigi Fausti della Comit, magnificando «l’onestà intellettuale e la modernità dell’esponente Ds» che poi nel suo governo le offrirà un ministero, che lei però non accetta.
Seguirà, d’allora in poi, la sua performance al grido di “spezzetta, rileva e vendi”. Così in Rai cede, per esempio, i mensili Moda e King, che raccoglievano pubblicità per decine di miliardi di lire, ad una srl con capitale sociale venti milioni, della vecchia valuta. I proprietari sono i fratelli Cinzia e Mario Palmonella coinvolto quest’ultimo nello scandalo Intermetro e nessuna esperienza nell’editoria. Risultato: nel giro di un anno le due testate falliscono e la pubblicità migra verso la concorrenza.
È il momento giusto per collaborare con Rupert Murdoch come presidente e amministratore delegato della News Corporation Europe. Ma resta sotto padrone solo dal novembre ‘98 al settembre ’99. Segue in quel periodo il piano di espansione in Europa del gruppo, che prevede il rilancio produttivo e commerciale di Stream, piattaforma digitale e lo sviluppo di TM3 Gmbh, pay-Tv tedesca. Per non perdere tempo Moratti partecipa al Consiglio di Amministrazione della News Corporation Ltd USA e della società televisiva britannica BSkyB.

Nozze d’oro greggio
Dal matrimonio con Gian Marco Moratti nascono Gilda e Gabriele. Ma della famiglia fanno parte anche i due figli di Moratti, nati dal primo matrimonio con Lina Sotis.
L’holding di famiglia è la Saras, petrolio ed energia, con sede a Sarroch vicino a Cagliari. La società è stata fondata da Angelo Moratti, padre di Gian Marco e Massimo, acquistando una raffineria nel Texas. L’ha fatta smontare e poi trasportare ad Agusta, in Sicilia.
Lo ricordano come padrone dell’Inter, sua dal 1955, ma Angelo è stato anche uno degli avversari di Enrico Mattei (Eni) e noto, all’epoca, come uno dei capi del neofascismo. Racconta Aldo Ravelli, il grande vecchio della Borsa di Milano intervistato da Fabio Tamburini in Misteri d’Italia (Longanesi & C., 1996): «Io abitavo, e abito ancora oggi, dietro Piazza San Babila. In quegli anni era la roccaforte dei neofascisti, che la presidiavano giorno e notte per l’intera settimana. Per molto tempo il Movimento sociale italiano ha avuto sede proprio qui sotto, in via Borgogna. E in piazza San Babila, come ricorderai, le aggressioni contro militanti della sinistra e democratici di passaggio erano numerose quanto casuali. Insomma sotto casa mia bivaccavano gli esponenti più aggressivi delle squadre di picchiatori. Io ero amico fin da ragazzo di Angelo Moratti, il petroliere, uno dei capi del nuovo fascismo. I picchiatori, a quel tempo, erano ai suoi ordini».

Sempre con i più forti
Nonostante la girandola di cariche, la Moratti siede dal 2001 nell’advisory board del Gruppo Carlyle, come risulta dal Who’s Who in Italy (edizione aggiornata al 2005). Il Gruppo Carlyle nasce a New York per iniziativa di tre navigati signori del mondo degli affari: David Rubinstein, Bill Conway jr e Daniel D’Aniello, che nel 1987 mettono insieme cinque milioni di dollari ed iniziano a lavorare. Nel 2003 dalla loro sede di Washington in Pennsylvania Avenue, a metà strada tra la Casa Bianca e il Congresso, gestiscono 14 miliardi di dollari, distribuiti in 23 fondi con interessi economici in 55 Paesi e filiali in 21 nazioni. Carlyle investe e ricava profitti solo in settori strategici: industria aerospaziale, farmaceutica, difesa, telecomunicazioni, energia, media. La struttura dell’advisory board non è ufficiale, ma qualche nome circola: Karl Otto Poehl, ex presidente della banca centrale tedesca, l’ex segretario di Stato Colin Powell, Etienne Davignon, il finanziere George Soros e l’ex presidente delle Filippine Fidel Ramos. Tra gli italiani risulterebbero: Marco De Benedetti, Chicco Testa e, dal 2001, Letizia Moratti. L’ex ministro dell’Istruzione non ha difficoltà a introdurre in Italia il gruppo ai suoi primi affari. Si comincia con l’acquisizione di due aziende leader: la Riello di Verona, produttrice di bruciatori e la Tecnoforge di Piacenza, specializzata nei raccordi per oleodotti.
Nel 2003 Carlyle acquista dal ministero dell’Economia, retto da Tremonti, 36 edifici di valore storico di proprietà dello Stato, cartolarizzati attraverso la società Scip 1. Per poco più di 230 milioni di euro, con sconti anche del 32 per cento sui prezzi di mercato, vengono venduti beni vincolati come villa Manzoni sulla via Cassia con un parco nell’area della tomba di Nerone.
Mentre in Francia l’acquisizione e poi la vendita da parte del gruppo Carlyle del giornale Le Figaro, provoca un acceso dibattito, in Italia l’unica a protestare è Giovanna Melandri.
Non fa scandalo neanche il fatto, in realtà poco noto, che Letizia, considerando i suoi interessi, possa discutere in sede di governo di riforma previdenziale e Tfr. Promiscuità ai limiti del conflitto d’interessi tipico d’altronde della Carlyle. Quando la società acquista l’intero patrimonio immobiliare del San Paolo-Imi, consulenti dell’affare sono i legali della Clifford Chance, che si avvale della consulenza fiscale dello studio Vitali creato da Tremonti.
Sempre nel 2003 il Gruppo in Italia arricchisce il suo portfolio e il know-how con l'acquisizione di Fiat Avio, in partnership con Finmeccanica. Fiat Avio, che partecipa con i satelliti ai programmi di difesa europei, , passa sotto il controllo di un gruppo americano, connesso con quel complesso militare-industriale che porta diritto al Pentagono.
Bush padre è stato advisor ed è speaker della Carlyle; anche Bush figlio ha lavorato per Carlyle, dopo aver venduto le sue azioni della Arbusto, partecipate com’è risaputo dai sauditi Bin Laden.

Donna strategica
L’ultima creatura di Letizia Moratti è la Syntek Capital AG, di cui è socio di maggioranza e presidente onorario dell'advisory board. È una società di investimenti che opera nell’area dell’intelligence communications: internet security, wireless. Come reclama il sito dei farmacisti Pharmaidea: «con sedi a Monaco, Milano, Londra, New York e Tel Aviv, Syntek è nella posizione ideale per supportare i business provenienti da Israele e dagli Stati Uniti che intendono svilupparsi in Europa”. Sono nel supervisory board: Antoine Bernheim, Assicurazioni Generali e Lazard Frères, Oliver de Givenchy di Jp Morgan Chase, Eckard Pfeiffer, Martin Schoeller, H. Count Metternich e Lorenzo Pelliccioli del Gruppo De Agostini con qualche interesse nell’editoria scolastica. Si fa infine notare peraltro come fra i proprietari della Syntek ci sia anche il gruppo francese Marcel Dassault, noto per i cacciabombardieri Mirage.

DE LUTIIS: “RENDETE PUBBLICI QUEI DOCUMENTI”
Professor Giuseppe De Lutiis, lei è un esperto di servizi segreti. Come giudica le contestazioni a Letizia Moratti e a suo padre Paolo, avvenute a Milano il 25 aprile scorso?
È abbastanza sorprendente che il signor Paolo Brichetto, ex partigiano con Edgardo Sogno nell’organizzazione “Franchi”, di ispirazione liberale, non abbia mai partecipato, come pare, alle manifestazioni degli anni e dei decenni precedenti, e abbia scelto di aderire solo ora che è in precarie condizioni di salute. Se fossimo maliziosi potremmo sospettare che la signora Moratti abbia deciso di partecipare alle manifestazioni per accrescere i suoi sostenitori in vista delle elezioni comunali di Milano, dove lei è candidata.
Il senatore Andreotti dice che ad essere maliziosi si fa peccato, ma di solito si indovina.

Lei ha appena sostenuto che il padre della Moratti è stato legato ad Edgardo Sogno. Ci vuole raccontare chi era Sogno?
Edgardo Sogno era un diplomatico di fede monarchica, che durante la Resistenza guidò un suo gruppo, l’organizzazione “Franchi”, appunto, che godette di generosi aiuti da parte degli Inglesi.

All’inizio degli anni Cinquanta, Sogno fondò un’associazione fortemente anticomunista, “Pace e Libertà”, che si distinse per una campagna denigratoria dei dirigenti del Pci, con la fabbricazione di autentici falsi storici e fotomontaggi fotografici. Ufficialmente “Pace e Libertà” era un’associazione privata, ma un appunto del Sifar, il servizio segreto dell’epoca, svela compiti e finanziatori: «Il movimento si dovrebbe persino sostituire alla polizia, specie nello schedare gli attivisti del Pci e le maestranze comuniste. Risulta in modo certo che il conte Sogno ha già ricevuto finanziamenti dal prof. Valletta della Fiat e dal noto industriale Viberti di Torino».

Quali rapporti tra i gruppi legati a Sogno e l’eversione?
Nel 1974 l’allora giudice Luciano Violante aprì un’istruttoria contro Sogno, Cavallo ed altri con l’accusa di aver «programmato un’iniziativa diretta a sovvertire violentemente le istituzioni dello Stato». Due anni dopo, il 5 maggio 1976, lo stesso giudice fece arrestare Sogno e Cavallo, per aver organizzato un atto eversivo, che poi la stampa definì 2golpe bianco”. La vicenda si concluse nel 1978, con il proscioglimento degli imputati.

Il gruppo legato a questo nobile piemontese aveva collegamenti internazionali?
I legami internazionali furono accertati per “Pace e Libertà”: l’organizzazione faceva capo ad un omologo movimento francese fondato da un’ex funzionario della Nato, Jean Paul David. Esistevano organizzazioni parallele anche in Belgio, Olanda e Germania. “Pace e Libertà” fu la prima struttura parallela sovranazionale dell’Alleanza Atlantica.

Tra gli uomini di Sogno c’erano anche ex partigiani o uomini provenienti da formazioni di sinistra? Quali i loro compiti?
Molti uomini vicini a Sogno provenivano dalle formazioni partigiane liberali e monarchiche. Poi vi erano alcuni ex comunisti come Luigi Cavallo e Roberto Dotti. Sull’attività di provocatore di Luigi Cavallo esistono interi libri, il più importante dei quali è intitolato appunto Il provocatore di Alberto Papuzzi.

In quali vicende troviamo coinvolto Roberto Dotti?
La figura di Roberto Dotti è ancora da esplorare: Alberto Franceschini, l’unico ex brigatista che abbia svelato gli aspetti oscuri delle Br, racconta che Corrado Simioni, dirigente dell’Hyperion di Parigi, una centrale eversiva internazionale che si presentava come una scuola di lingue, aveva accompagnato Mara Cagol ad un incontro con Roberto Dotti e le disse che «era a lui che avrebbe dovuto rivolgersi nel caso in cui avesse avuto bisogno di soldi o di altri aiuti». Come mai un uomo vicino a Sogno era pronto ad aiutare le Brigate Rosse? Anche il generale Dalla Chiesa sospettava che vi fosse un legame tra l’ambiente di Sogno e le Br, e chiese all’allora colonnello Nicolò Bozzo di indagare. Poi il generale Dalla Chiesa fu ucciso e il colonnello Bozzo trasferito in Calabria.

Edgardo Sogno aveva fatto nascere i Comitati di resistenza democratica (Crd). Qual era il loro scopo?
Instaurare una repubblica presidenziale, una proposta che è presente anche nel Piano di rinascita democratica di Licio Gelli del ‘75. Ma nel mandato di cattura spiccato contro Sogno nel 1976, il giudice Violante affermava che l’iniziativa appariva «dotata di notevoli finanziamenti e di legami di carattere internazionale, diretta a sostituire con la violenza all’attuale sistema costituzionale e di governo un sistema incentrato su un governo composto da tecnici e militari, il quale avrebbe dovuto assicurare la “stabilizzazione” in senso anticostituzionale della situazione politica ed economica del Paese». In alcune interviste successive, Sogno ha ammesso che: «uno dei modi per dissuadere il Partito comunista italiano era creare il “complesso cileno”: era bene che i comunisti sapessero che ci sarebbe stata una risposta. E noi allora avevamo preso l'impegno di colpire anche gli italiani traditori che avessero fatto un governo con i comunisti. Oggi la Dc si guarda bene dal dire queste cose, perché ha paura. Ma noi prendemmo l'impegno di sparare contro coloro che avessero fatto il governo con i comunisti». Gli uomini legati a Sogno siano dei sinceri democratici in sintonia con i valori della nostra Costituzione? Sogno e i suoi amici sono stati prosciolti, quindi la magistratura non ha individuato reati. C’è da aggiungere che, poiché Sogno nel 1971 era ambasciatore in Birmania e fu richiamato in patria, probabilmente la costituzione dei Comitati di resistenza democratica fu decisa in una sede più alta. Come del resto la fondazione di “Pace e Libertà”, di cui ormai abbiamo documenti che attestano la sua nascita negli ambienti Nato. È augurabile che anche i documenti sui Comitati di resistenza democratica siano desecretati, in modo che si possa chiarire questa vicenda e collocarla correttamente in quel periodo tormentato della nostra storia. Andrea Montella

QUELLA VOLTA CHE MARA RICONOBBE L’UOMO DI SOGNO
Alberto Franceschin, come capo storico delle Brigate rosse, si è mai imbattuto in personaggi che avessero contatti con Edgardo Sogno?
Sono stato condannato per un’incursione armata nella sede del Comitato di resistenza democratica di Milano, un’organizzazione che faceva capo a Edgardo Sogno. Nei primi anni Settanta fiancheggiava quella che si chiamava la Maggioranza silenziosa, un movimento di cittadini di destra, che chiedevano una riforma autoritaria dello Stato e che propugnavano per l’Italia delle soluzioni di tipo gollista, quindi un rafforzamento dell’esecutivo, togliere l’indipendenza alla Magistratura, il controllo sui mezzi di comunicazione.

Sembra il progetto della P2.
Esatto, il programma era molto simile, diciamo che molti dei punti centrali del piano di rinascita democratica della loggia massonica P2 li ritrovavi anche nel programma dei comitati di resistenza democratica.

Nel libro-intervista Cosa sono le Br, realizzato con Giovanni Fasanella (Bur, 2004), c’è una figura interessante: Roberto Dotti, uno degli uomini di Edgardo Sogno. Ci vuole dire come è venuto a conoscenza di questa persona?
È una storia complicata e, per certi aspetti, inquietante. Durante il sequestro del giudice Mario Sossi, era il 1974, facemmo due incursioni armate: una alla sede del Crd di Milano e un’altra in una sede di Maggioranza silenziosa a Torino. Nella sede di Milano portammo via una lista di iscritti al Crd. Quando andammo a spulciare i nomi trovammo tra le carte un necrologio per la morte di Roberto Dotti. Andammo verificare il necrologio sul Corriere della Sera e vedemmo che questo Roberto Dotti era uno degli uomini di Edgardo Sogno.

Con Mara Cagol facemmo il lavoro di controllo e, a un certo punto, lei disse: «Io conoscevo un Roberto Dotti. Mi era stato presentato da Corrado Simioni come un ex partigiano, un compagno. E mi era stato detto che potevamo considerarlo il nostro punto di riferimento per tutti i problemi che ci si potevano presentare, dalla richiesta di documenti falsi, a altra roba del genere». A noi questo fatto sembrava strano, perché il Roberto Dotti trovato nell’elenco doveva essere uno di destra, e non poteva essere un ex partigiano di sinistra. Per sicurezza prendemmo la foto dalla tomba per mostrarla a Mara, che poi fu ritrovata in uno dei covi. Lo stesso giudice Caselli riportò questo dettaglio della foto che si faceva risalire a Dotti. La vicenda finì nell’istruttoria finale, quella in ci rinviò a giudizio, e fu ritenuta come uno dei punti da chiarire nella nostra vicenda.

Quasi vent’anni dopo, leggendo il libro-intervista ad Edgardo Sogno di Aldo Cazzullo Testamento di un anticomunista, l’ex ambasciatore parla di Roberto Dotti come di un uomo fondamentale e ne rifà la storia: dice che era stato a Praga, che era un ex comunista, che era uno della Volante rossa, e la biografia che lui traccia è identica a quella che Mara mi aveva indicato. Era sicuramente la stessa persona, anche se per noi negli anni Settanta era impossibile pensare che un ex partigiano comunista fosse poi collegato organicamente alla destra.

Che ruolo ricopriva?
A Milano era l’organizzatore del Crd e ne curava tutti gli aspetti organizzativi.

Che idea ti sei fatto di questa persona e dei suoi rapporti con le Br?
Tenga presente che questi rapporti erano precedenti alla nascita delle Br. Avvenivano all’epoca del Cpm, il collettivo politico metropolitano, quando tutta quella galassia che darà in parte origine alle Br era ancora insieme. Però già allora, all’interno del Cpm, c’era chi pensava alla lotta armata e si preparava a questo possibile sviluppo. Uno dei riferimenti principali era Corrado Simioni, ed era lui che aveva i contatti con Dotti e lo presentò a Mara.

Corrado Simioni è un’altra figura ambigua.
Certo. Quando ci fu la rottura all’interno del Cpm, coloro che facevano riferimento a Renato Curcio, a Mara Cagol e a me formò le Brigate rosse, Corrado Simioni, invece, fece un’organizzazione ambigua, che noi chiamavamo Superclan, che poi divenne a Parigi il Centro di lingue Hyperion.

26.05.06 14:39 - sezione milano
il 26 Maggio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
sensi ha scritto:

Carlyle, qualche nome:
John Major, former British Prime Minister; Fidel Ramos, former Philippines President; Park Tae Joon, former South Korean Prime Minister; Saudi Prince Al-Walid; Colin Powell, the present Secretary of State; James Baker III, former Secretary of State; Caspar Weinberger, former Defense Secretary; Richard Darman, former White House Budget Director; the billionaire George Soros, and even some bin Laden family members. You can add Alice Albright, daughter of Madeleine Albright, former Secretary of State; Arthur Lewitt, former SEC head; William Kennard, former head of the FCC, to this list. Finally, add in the Europeans: Karl Otto Poehl, former Bundesbank president; the now-deceased Henri Martre, who was president of Aerospatiale; and Etienne Davignon, former president of the Belgian Generale Holding Company...

abbastanza material per gli appassinoati di conspiracy theories...

certo...pensare che cervelli come la moratti possano dominare economicamente (E NON) il mondo da i brividi.

il 26 Maggio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Salvatore ha scritto:

Ho comprato left della scorsa settimana.
Prima delle elezioni politiche avevano previsto quasi punto per punto il comportamento di Berlusconi alla fine delle elezioni.
Mi piace come giornale, ma rimane il punto oscuro del perché hanno trombato Giulietto Chiesa a causa di un certo Fagioli!

http://www.giuliettochiesa.it/modules.php?name=News&file=article&sid=192

il 26 Maggio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
LUIGI MORSELLO ha scritto:

ACCIDENTI !

il 26 Maggio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
sensi ha scritto:

molto bello (molto ironico, un po' amaro) l'articolo di Chiesa su micromega primavera, sul tal professor (!!) fagioli

il 26 Maggio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
drizzt... ha scritto:

c'è ben più di una velata amarezza e di una lucida ironia in questo articolo...

il 26 Maggio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Salvatore ha scritto:

Drizzt, sensi parla dell'articolo di Chiesa su Micromega.

il 26 Maggio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Salvatore ha scritto:

Ecco l'articolo:

http://www.giuliettochiesa.it/modules.php?name=News&file=article&sid=191

il 26 Maggio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
drizzt... ha scritto:

sti uazzz...
l'ho letto... grazie Salvatore...

il 26 Maggio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

nota a margine: "Pirelli RE Franchising servizi immobiliari" e' una rete di agenzie immobiliari in franchising autonome che usufruiscono solo del nome della pirelli e della conseguente pubblicita'.
la pirelli a cui ci si riferisce riguardo alla gestione delle case popolari e' la pirelli gestioni immobiliari che peraltro si spartisce gia' da anni con la romeo, la toscano e la gabetti la gestione del patrimonio immobiliare pubblico e semipubblico.

il 26 Maggio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
LUIGI MORSELLO ha scritto:

Giulietto Chiesa è giornalista a base di acido solforico, un po' più del vetriolo.
a me piace.

il 26 Maggio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
LUIGI MORSELLO ha scritto:

ho letto e c'è di che restare strabiliati sull'arroganza della c.d. 'Proprietà'.

il 26 Maggio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
LUIGI MORSELLO ha scritto:

pare che non sia prof.:
"A me Fagioli non convince affatto!
10-03-2006 02:14:57
Ma come fate a non rendervi conto che siamo di fronte all'ennesimo manovratore col piglio carismatico di tutti quelli come lui, a cominciare da Berlusconi! Anzi, da quanto leggo c'è gente che lo segue, seguaci appunto, da molti anni, come si seguono i profeti e i maghi. Ma se Fagioli ha qualcosa da dire di scientifico perché lo dice solo sui giornali e fa tanta politica, forse perché nel mondo scientifico reale non lo apprezzano abbastanza?
E allora, siccome là non se lo filano proprio ecco che si inventa strane e discutibili assemblee che chiama analisi e coopta da anni persone di vario tipo, tutte intorno al mito della sua presunta genialità, e scientificità che invece, non sembra che agli addetti ai lavori interessi. Che cosa abbiamo, il Berlusca della psicoanalisi o il Mussolini dell'inconscio?
Secondo me è l'ennesimo impostore che è riuscito a influenzare decine di gente in crisi, approfittando della confusione culturale e politica e della ruota libera che è concessa a quelli che, come lui, parlano di cose vaghe e poco verificabili.
Qualcuno mi ha detto che sono molti anni che cerca di emergere il Dott. Fagioli (non Prof. anche se l'hanno invitato a fare lezioni di psicologia nella piccola università di Chieti) facendo l'outsider a tutti i costi e raccontando la favoletta dell'antifreud. A me pare che cercando di imporsi mediaticamente voglia proporsi come il nuovo Freud.
Povero Fagioli, qualcuno mi ha detto che tanti anni fa parlava male della politica e del comunismo, oggi per una comparsata sui giornali o in tv deve continuare a sbracciarsi e mettersi in vista, tra Vladimir Luxuria e Nichi Vendola, ossia i da lui vituperati omosessuali e Bertinotti e Diliberto, ossia i sempre molto criticati comunisti!
Inviato da: Emanuela"
da Nuova Agenzia Radicale.

il 26 Maggio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

su fagioli aveva scritto cose interessanti Helena Velena argomentando il suo rifiuto a votare rifondazione, ricordate comunque che tal fagioli e' colui che ha collaborato molto a lungo con bellocchio e che ha avuto a che fare per 30 anni con diverse strutture della sinistra del pci e non solo.
"a volte ritornano" viene da dire, c'e' chi aveva verdiglione e chi fagioli.

il 27 Maggio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

la sto facendo girare in tutta Milano. per cortesia, voi che passate di qui, fate altrettanto!!! Grazie, Avvenimentionline, e grazie Redazione di OMB!!!
Carolina

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