«Saremo presuntuosi,macrediamo che la nostra voce sia essenziale, che il nostro essere uno strumento di lavoro per la critica dell'esistente sia una cambiale che non dobbiamo pagare da soli. E che, perciò, la nostra sorte non riguardi solo chi lavora in via Tomacelli o chi continua a stare «dalla parte del torto», ma anche chi la pensa in modo opposto. Per questo la nostra crisi la mettiamo in piazza, per questo faremo «l'appello» dei sottoscrittori e ne racconteremo gli esiti. Da oggi entriamo in una fase di mobilitazione generale. Siamo convinti di farcela. Noi ci metteremo tutto il nostro lavoro di sempre e le nostre aperture al mondo.Maabbiamo bisogno di tutti voi. Diteci se voi avete bisogno di noi. O se - come ha detto quel genio del Savoia - siamo solo una pessima carta e un terribile inchiostro». Dall'editoriale di Mariuccia Ciotta e Gabriele Polo.
E' triste pensare che una delle voci della sinistra rischia di spegnersi mentre altra stampa (ma la si può definire tale?) prospera grazie ai soldi pubblici.
Ma è soprattutto impossibile pensare di fare a meno delle prime pagine del Manifesto. Almeno, io non credo di farcela e agirò di conseguenza...
Se il Berty mollasse un po gli artigli da Liberazione ci potrebbe stare una fusione...
A me il Manifesto fa simpatia. anche solo per il correttore di bozze della Rossanda, per chi si ricorda della vignetta di Cuore. :-))) cerchiamo di aiutarli!!!
Carolina
Ma per dare un contributo come si può fare? Solo acquistando delle copie?
@mauro
www.ilmanifesto.it
e potrai contribuire..
ciao
Un contributo è necessario, ma andrebbe anche rivista la distribuzione dei finanziamenti pubblici.
ho ancora le riviste degli anni 60. sono uno dei pochi dinosauri che nel 72 ha votato per Pietro Valpreda (il mio primo voto). non riesco ad immaginare una edicola senza il manifesto, quindi resistere, resistere, resistere !
sto per inviarvi il mio contributo e spero di convincere qualche amico a fare altrettanto