qui giace OneMoreBlog2.31
«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Silvio l'australiano
giuseppe civati ha scritto a OneMoreBlog:
Doccia fredda per il sempre più sconfitto Berlusconi. Sperava che con l'alta affluenza di votanti (una sorta di superiorità numerica) il risultato dicesse sì. E invece è arrivato un no sonoro e stentoreo, da tutto il Paese, con la solita e sempre più preoccupante eccezione di Lombardia e Veneto. E' presto per affermarlo, ma è evidente che non si sono visti alle urne i berlusconiani dell'ultima ora che avevano tanto influito sul risultato di aprile e che il tratto nordista della campagna del sì non ha pagato, esponendo il centrodestra al disagio dei cittadini non padani (per usare le loro stesse categorie). Ha contato certamente la presa di posizione di Ciampi e la difesa della Costituzione ha fatto breccia anche tra le forze della Cdl.

Un gran bel segnale per chiudere il conto con la stagione Berlusconi-Bossi e aprire una nuova fase per questo Paese: un rigore che non si poteva sbagliare e non si è sbagliato. Berlusconi si sentirà un po' australiano e ben gli sta, se si pensa che aveva usato le solite parole offensive nei confronti degli italiani democratici e che si ritrova a commentare un'altra sconfitta, in questo bel 2006. Il gioco del centrodestra nel suo complesso ha fallito, comprese le ambizioni di Fini e di AN di diventare a tutti i costi forza costituente. Non è andata così e la devolution rimane un ricordo di una scampagnata in Cadore. Come con Totti, l'Italia va avanti.
27.06.06 00:09 - sezione politiche
il 28 Giugno 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Gianluca ha scritto:

Sono soddisfatto del voto espresso dagli italiani che hanno mostrato una certa maturità nei confronti del referendum.
Ciò dimostra che quando un referendum presenta una materia che può essere vagliata da un "si" o un da "no", giudice il volere popolare, sappiamo essere anche un popolo che ben sopporta i vari appuntamenti con le cabine elettorali, così certo non è stato con i precedenti referendum a causa di temi troppo complesse da poter essere sopportate da una semplice scheda elettorale.
E' indubbio, comunque, che, al di là del risultato dell'ultimo referendum, è necessaria una riforma della costituzione che tuttavia non snaturi troppo il senso di una "carta" che ha scandito le pagine della nostra storia dal dopoguerra ad oggi.
Mi auguro che l'attuale governo sia sensibile a tutto questo e che trovi il giusto dialogo anche con l'altra parte politica per quel che riguarda questo delicatissimo tema, affinchè l'Italia libera e democratica, che a fatica si è costruita in questi 60 anni, non diventi schiava di decisioni di pochi.

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