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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
O Brother, Where Art Thou?
Forse il clou della genialità dei fratelli Coen, questo è un film instant cult che si lascia vedere innumerevoli volte, regalando sempre dettagli nuovi. La storia paradossale di Everett e dei suoi amici in qualche modo riposiziona il mito di Ulisse nello stato del Mississippi all'epoca della depressione. Everett - che ha il volto di uno strepitoso George Clooney (opportunamente imbrattato di polvere, baffetti e brillantina) fugge dai lavori forzati assieme ai "colleghi" Pete (John Turturro) e Delmar (Tim Blake Nelson). Li convince promettendo loro una parte di un colossale bottino che - sostiene Everett - è sepolto in una valle che sta per essere allagata, bisogna far presto.

Tra un'avventura e l'altra, incontrando personaggi bizzarri e rubando Ford T, i tre attraversano la storia con ironia ed eleganza, tra un pezzo folk di Norman Blake, un blues di Ralph Stanley, un gospel del Fairfield Four. Come Ulisse, anche Everett ritroverà la sua Penelope, anche se in edizione riveduta e corretta, un po' meno fedele e paziente dell'originale.

Interpretato magistralmente, anche questo film richiede la visione in versione originale (ovviamente disponibile in 5.1 sul DVD, assieme all'ottima traccia di sottotitoli per i non udenmti, si fa anche esercizio di lingua), anche per evitare che la recitazione a tratti sopra le righe di Turturro e Nelson si trasformi in macchietta a causa di un doppiaggio che appiana le differenze culturali e geografiche. Lo sforzo viene ampiamente ricompensato da 106 minuti di goduria totale, grazie anche alla strepitosa colonna sonora.



Abbiamo dedicato il podcast di oggi a questo film, con una playlist dei quattro brani che ci piacciono di più: I Am A Man Of Constant Sorrow, Big Rock Candy Mountain, You Are My Sunshine, In The Jailhouse Now.
23.07.06 12:22 - sezione cinema
il 23 Luglio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Larry ha scritto:

Film molto bello, ma a mio parere la cima artistica dei Coen per ora è rappresentata dal meraviglioso "L'uomo che non c'era".

il 23 Luglio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
oppi ha scritto:

Non so, dovrei rivederlo. Figurati che è uno dei Coen che mi è piaciuto meno...
Per me la genialità vera è in Lebowski, perchè qui mi sembra (ma è un'impressione, personale e sottilissima) che siamo già nel terreno in cui l'autore ne è conscio, della propria genialità.
Sofismi. Memorabile comunque.

il 23 Luglio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Ellroy ha scritto:

Geniale. vedo che le tue serate dvd+acqua&menta mantengono una qualità altissima...

il 24 Luglio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Andrea_Riot ha scritto:

Molto piu' blues di "Blues Brother", divertente, sempre sul filo dell'autoparodia, mi e' piaciuto molto; la prima volta l'ho visto al cinema, mi sembra di ricordare il pubblico abbastanza freddino.

Personalmente ho preferito "big Lebowski", al quale sono particolarmente legato.

il 24 Luglio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Marco ha scritto:

Cosa non darei per vedermi un concerto dei Soggy Bottom Boys.
I am a man of constant sorrow
I've seen trouble all my day.
I bid farewell to old Kentucky
The place where I was born and raised

il 24 Luglio 2006 (quando OMB accettava i commenti)

Concordo sul fatto che la cima dei Coen è stata "il grande Lebowsky", ma questo si avvicina moltissimo.
Forse come film è addirittua migliore, ma due personaggi come The Dude e Walter Sobcjack sono inarrivabili......

il 24 Luglio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Ellroy ha scritto:

Vedo che il grande lebowsky è di gran lunga il preferito. in effetti pure per me. Ma non credo sia il loro migliore. Forse Fargo o l'Uomo che non c'era lo sono..

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