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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Letizia Moratti senza la maggioranza
(OMNIMILANO) Milano, 27 lug «Al momento della votazione del Piano generale di Sviluppo, tutti i consiglieri dell'opposizione a palazzo Marino, tranne Davide Corritore, sono usciti dall'aula. Il provvedimento ha ricevuto quindi 26 voti a favore, un contrario e nessun astenuto. I consiglieri presenti non sono stati sufficienti per garantire il numero legale». Ieri sera in consiglio comunale avrebbe dovuto essere votato il "Piano quinquennale di sviluppo", una sorta di lettera di impegni dell'amministrazione, ma i consiglieri di maggioranza presenti erano 24 su 37: 13 assenti tra vacanzieri e (molti) dissidenti. L'opposizione - a eccezione di Davide Corritore - ha lasciato l'aula.

Il centrosinistra - che fino a ieri non aveva mai fatto mancare il numero legale- ha aperto una trattativa sulla propria presenza in aula. Marilena Adamo: «Serve un atto politico del sindaco, che prenda atto della situazione della sua maggioranza»), a cui Moratti ha risposto ringraziando «l'opposizione per tutti i contributi che ha portato a questo documento, molti dei quali sono stati recepiti». L'opposizione però non si è accontentata, ritenendo che la Moratti dovesse chiedere esplicitamente di restare in aula (ammettendo implicitamente di non avere una maggioranza). Visto che la richiesta non è arrivata, tutti i consiglieri di minoranza tranne Davide si sono alzati e hanno lasciato l'aula.

Fatichiamo un po' a comprendere queste guerriglie da sottobosco consiliare, non riusciamo a capire a cosa possa servire costringere la Moratti a "chiedere", anziché "ringraziare", non riusciamo - nella nostra totale incomprensione delle logiche politichesi - a comprenderne l'utilità. Con tutto l'odio per ogni tipo di inciucio, visto che comunque la giunta non cade, a pelle ci sembra più sensato il tentativo di aprire un credito con Moratti anziché crearle una difficoltà più di forma che di reale sostanza. Proponiamo tre commenti di opposizione, per cercare di capire qualcosa di quanto è successo.

Maurizio Baruffi: «Tre ex assessori della giunta Albertini, Aldo Brandirali, Guido Manca e Giovanni Bozzetti, e l'ex presidente del consiglio Vincenzo Giudice, erano in aula questo pomeriggio, e l'hanno lasciata quando e' intervenuto il sindaco. Se questo non e' un segnale politico, non so cosa altro possa essere»

Davide Corritore: «Non si puo' pensare di fare il Tavolo per Milano e poi non tenerne conto in consiglio comunale. Dopo il lavoro proficuo fatto oggi, si poteva pensare di rimanere in aula. Restare in aula è una apertura di credito, nella logica della collaborazione».

Pier Majorino: «Avevamo chiesto al sindaco di fare una comunicazione in cui prendesse atto della situazione nella sua maggioranza e riconoscesse quanto abbiamo fatto in questi due giorni, garantendo il funzionamento del consiglio. Abbiamo sentito invece da parte della Cdl in aula dichiarazioni imbarazzate od offensive. Non potevamo che lasciare l'aula»
28.07.06 08:47 - sezione milano
il 28 Luglio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
oberon ha scritto:

Mi rimane oscuro il pensiero e la posizione di Davide Corritore. Sono deluso e allibito.

il 28 Luglio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
alberto biraghi ha scritto:

oberon: a me invece è molto chiaro, ed è un pensiero che condivido. Riassumiamo quanto è successo ieri.

Il consigli è stato appeso per tutto il giorno alla presenza dell'opposizione, la maggioranza non c'era. Sono state votate varie cose, poi è arrivato il documentone. A quel punto l'opposizione ha chiesto un segnale di gratitudine alla Moratti. Lei l'ha dato, a modo suo, l'opposizione l'ha reitenuto insufficiente ed è uscita. Ovvero: ora letizia farà un cazziatone ai suoi, che arriveranno in aula, voteranno il documento e chi s'è visto s'è visto. Tanto la giunta non cade certo su una cosa del genere.

Se l'opposizione avese seguito l'esempio di Corritore, dopo il voto avrebbe potuto fare una bella dichiarazione unitaria vantando il proprio senso di responsabilità e tirando una bella frecciata ai colleghi di destra. In più, avrebbe aperto un credito - ancorché virtuale - con la sindaca, facendo al contempo fare una figura da peracottari alla maggioranza.

A me sembra che la soluzione B sia di gran lunga il più pragmatico e utile. E credo che la scelta di Corritore sia stata di gran lunga più sensata di quella dei suoi colleghi.

Aggiungo una cosa: a me pare che l'opposizione non abbia capito che Moratti non è Albertini. Qui ci troviamo di fronte a una persona intelligente, sicura di sé, ricchissima, potentissima, con una sua coerenza che io posso trovare deleteteria, ma che è evidente e innegabile. Albertini ha fatto il sindaco su ordine di Silvio, per sistemarsi, Letizia lo fa perché - a modo suo - ci crede. Quindi le tecniche di guerriglia efficaci con il sindaco in mutande secondo me con la sindaca petroliera sono destinate a fallire. Spero che la schiera di navigati politici che siede in consiglio comprenda la differenza. Altrimenti rischiamo 5 anni di uscite dall'aula. E comunque Letizia impara subito, vedrete che la prossima volta i suoi ci saranno, eccome.

il 28 Luglio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
oberon ha scritto:

La sindaca non ha maggioranza. La sua lista è stata un flop. Se non vogliamo che riservi a Milano il trattamento che ha messo in crisi l'istruzione in Italia, bisogna essere più decisi.
Corritore lo stimo e l'ho votato. Vorrei che mi rappresentasse, senza fare da suporto alla Moratti in assenza di concrete contropartite.

il 28 Luglio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
alberto biraghi ha scritto:

oberon: ripeto, non cambiava nulla. La giunta non cade, la Moratti la maggioranza ce l'ha quando occorre sul serio. E' molto meglio essere pragmatici, fare opposizione dura solo dove ha davvero senso e aprire crediti dove vale la pena di farlo. I temi su cui lottare non mancheranno, traffico, aria, trasporti, eccetera. Cominciare subito impattando vuol dire chiudere ogni possibilità di dialogo. Dieci anni di Albertini e di opposizione inetta e inutile dovrebbero averci insegnato qualcosa.

il 28 Luglio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Davide Corritore ha scritto:

Caro Oberon, sono persona di contenuti.
Noi dell'opposiozione siamo stati per tre ore a proporre e fare passare emendamenti sulla questione in discussione (Piano Generale di sviluppo). Abbiamo fatto passare ad esempio l'impegno a studiare agevolazioni per lo sviluppo dell'energia solare negli edifici. E ancora l'impegno a studiare con il Provveditorato formule che consentano e incentivino l'uso delle palestre scolastiche a favore delle società sportive di quartiere. E ancora abbiamo strappato l'impegno a discutere in una commissione la questione del voto agli immigrati per le prossime circoscrizionali. E altro ancora. Insomma, abbiamo ottenuto migliorie. Tutto ciò e successo in tre ore, mentre il centro destra non aveva mai avuto il numero legale (e quindi avremmo potuto abbandobnare l'aula e far sospendere il tutto).Non l'abbiamo fatto perchè volevamo migliorare il documento. Perchè allora, mi sono chiesto, abbandonare l'aula dopo gli emendamenti prima del voto finale sul piano?Solo per mettere un pò di bastoni tra le ruote alla maggoranza? Allora potevamo farlo prima, considerando che nelle precedenti tre ore il centro destra non aveva mai avuto in aula consiglieri a sufficienza.
Ho proposto allora, prima della votazione, e la cosa è stata accettata dal centro sinistra, che si chiedesse al sindaco di venire in aula e di dare pubblicamente atto al centro sinistra della sua collaborazione attiva. Il sindaco è venuto, ha ringraziato il consiglio e anche la minoranza. Tale discorso è stato ritenuto insufficiente dai consiglieri del centro sinistra, che hanno deciso allora di abbandonare l'aula. Io ho invece deciso di rimanere per coerenza, perchè non ritenevo giusto vanificare un pomeriggio di proficuo lavoro. Un pomeriggio nel quale non avevo visto porgere da parte nostra alcuna stampella al Sindaco, ma solo migliorare concretamente alcuni aspetti del piano di svuluppo. Io credo fermamente nell'opposizione costruttiva, nell'interesse di comunità.Per questo sono rimasto dentro, anche per rispetto verso l'impegno che avevamo tutti dedicato al lavoro effettuato

il 28 Luglio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Francesca P. ha scritto:

Bravo davide. Fatti non parole è quello che serve.

il 31 Luglio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Paolo Zinna ha scritto:

A inizio mese avevo già scritto qualcosa su questo argomento: "..... un ragionevole accordo è meglio dello scontro..... per molti campi della gestione corrente (chessò, la neve da spalare o la lotta alle zanzare, su cui Albertini non brillava) e per altri che interessano un area metropolitana più vasta del limite comunale (il ticket o le misure antismog). Molto più cauto sarei sui grandi progetti, ove contrastano due visioni diverse di città e, soprattutto, dove c’è odore di soldi: contrattazione non vuol dire inciucio, non deve voler dire spartizione.
In generale, il “muro contro muro”, la ricerca del rallentamento e persino della paralisi amministrativa, protratta per cinque anni, non mi sembra un bene per la città. Scartarlo del tutto? Se la maggioranza si sfaldasse, .... allora il “muro” potrebbe essere la spallata giusta".
Perdonatemi la autocitazione, ma mi pare che si applichi perfettamente al caso concreto. Un "bene!" per Corritore.

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