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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Cara Letizia ti scrivo...
metroweb_home_r2_c2.gif Roberto Dicorato dice di sé: «Quarantasei anni, musicista per passione ed ex editore di musica attualmente in fase sabbatica in attesa di decidere cosa fare da grande. Detesto visceralmente la metapolitica, la dichiarazione dell'onorevole davanti alla selva di microfoni (ma anche il giornalista che regge il microfono mi riesce sospetto), mi piacciono i film stile "Memento" e sono un sostentiore della decrescita e del pil negativo». Personaggio noto in Rete, soprattutto nei forum politici e musicali, ieri ha preso carta e penna e ha scritto una lettera a Letizia Moratti sulla vicenda Metroweb. Visto che l'ha girata anche a OMB, la pubblichiamo volentieri come contributo al dibattito sulla vicenda Metroweb.

al Sindaco di Milano Letizia Moratti

e, p. c., a

Filippo Penati, Presidente della Provincia di Milano
Basilio Rizzo
Fiorello Cortiana
Marilena Adamo
Davide Corritore
Maurizio Baruffi

Linea Diretta con la Margherita (Rete Civica Milano)
Linea Diretta con i Verdi (Rete Civica Milano)
L'Unione di Milano (Rete Civica Milano)
OneMoreBlog

Gentile signora Moratti,

Metroweb è una società pubblica proprietaria, nel breve raggio, di 243.562 chilometri di fibra ottica che collegano Milano, Assago, Basiglio, Bresso, Buccinasco, Cologno Monzese, Cinisello Balsamo, Cusago, Rho, San Donato Milanese, Sesto San Giovanni, Vimodrone, e ha quindi un potenziale strategico fondamentale per connettere imprese, lavoratori, scuole e ospedali dell'area metropoliana, utilizzare in modo massiccio la teleconferenza, rivoluzionare la mobilità e, volendo, perfino eseguire interventi chirurgici a distanza.

La rassegna stampa di Metroweb è un fiorire di successi e promesse, non ultima delle quali il lavoro a distanza su fibra ottica, il quale (insieme con una buona rete WiFi per poter lavorare ovunque, parchi e bar inclusi, e cambiare radicalmente, come si conviene al terzo millennio, il concetto di lavoro e di flessibilità trasferendolo dal salario al tempo e allo spazio) è un filone promettente e di cui ha trattato, fra gli altri, il Corriere del 3 agosto 2004 (pdf).

Logica ci suggerisce che quando un'azienda importante non va ma trova un compratore disposto ad accollarsene i debiti, due sono le possibilità: o il management non ne ha colto appieno le potenzialità, oppure è un'azienda obsoleta senza alcuna prospettiva di sviluppo e tenerla in vita è un suicidio. Se è vera la prima, mi pare che per il bene di Milano si dovrebbe considerare come rivitalizzare la struttura decisionale dell'azienda, mentre se è vera la seconda, allora, certo, non ci sono alternativa alla cessione (ma, ripeto, ci chiediamo per quale ragione un pool di fondi che fa capo, si legge, a una fiduciaria con sede a Londra, dovrebbe accollarsi una società decotta quale NON è Metroweb).

La nostra opinione ce la siamo fatta, e le chiediamo di bloccare in via definitiva la vendita di quella che è la vera autostrada del futuro: quella digitale, e per di più pubblica.

Un saluto cordiale,
Roberto Dicorato

30.07.06 19:32 - sezione la Rete bene pubblico?
il 31 Luglio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Roberto ha scritto:

Aggiungo una cosa, già che ci siamo.

Poiché l'infrastruttura pubblica rende sempre meno a misura che scendono i prezzi dei servizi (gli affitti non possono crescere), per quale ragiuone nella città che, si dice, vanta "eccellenze" universitarie a non finire, informatica e ITC incluse, il pubblico non offre anche il servizio di connessione? Altrimenti a che serve una Università pubblica?

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