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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Le scoperte di Letizia
metroweb_home_r2_c2.gif Letizia Moratti ha scoperto un sacco di cose interessanti. Che il Comune ha dato a Telecom l'appalto della connettività in fibra tra le proprie 740 nonostante di fatto "possieda" Metroweb. Che il presidente di AEM si sta svendendo Metroweb dopo un'asta di cui nessuno sa nulla. Che l'acquirente è un fondo inglese senza capitali. Che AEM da un lato vende, dall'altro finanzia l'operazione sottoscrivendo l'acquisto di un prestito emesso da Metroweb. Che il fondo si finanzierà grazie a un porestito di ING (la banca olandese del Conto Arancio) che non avrebbe ma i avuto se nella Newco che acquisterà Metroweb non ci fosse AEM... Facciamo così, le sveliamo il primo arcano: il Comune non poteva comprare connettività da Metroweb perché non ha (e/o non vuole/può avere) la tecnologia per accendere la fibra. Ora magari Letizia spiega a noi il resto.
da Corsera del 6 agosto 2006

«Appalto bloccato, voglio le carte di Metroweb»
Il sindaco chiede i documenti all'Avvocatura. L'opposizione: audizione di Scarselli sulla vendita
di Elisabetta Soglio

Il sindaco vuole vedere le carte. Da Palazzo Marino ieri mattina è partita una richiesta indirizzata agli uffici dell'Avvocatura: Letizia Moratti, dopo aver letto le dichiarazioni rilasciate dal presidente di Metroweb, l'avvocato Aldo Scarselli, al Corriere, vuole conoscere i termini del contenzioso che dal 2005 contrappone Comune e Metroweb.
Il paradosso è sotto gli occhi di tutti: Metroweb, che ha cablato oltre 65 mila edifici, facendo contratti anche a Regione e Provincia, non conta fra i suoi clienti il Comune che pure è proprietario della rete. Nel 2005, ha ricostruito Scarselli, l'amministrazione aveva bandito una gara per la connessione in fibra ottica delle sue 740 sedi. La gara era stata vinta da Telecom, che aveva presentato un ribasso d'asta di oltre il 60 per cento. Metroweb era ricorsa al Tar e al Consiglio di Stato, contestando l'offerta anomala: ma la giunta si è costituita in giudizio (con l'altro paradosso: la vicenda giudiziaria ha visto contrapposto l'ex sindaco Albertini al suo braccio destro di sempre, lo stesso Scarselli) e Metroweb si è vista negare la sospensiva. Una vicenda discussa e complicata, sulla quale era intervenuto anche l'internal auditing del Comune, istruendo un fascicolo ad hoc.
Altra questione su cui la Moratti vuole vedere chiaro è quella della conclusione della trattativa fra Metroweb e la società inglese Stirling Square. Scarselli ha infatti ha ammesso di essere all'oscuro dell'ultimo passaggio: «A me risulta solo che sia stato firmato un accordo preliminare che è tuttora condizionato al nulla osta dell'Antitrust e al reperimento di mezzi per l'acquisto da parte di Stirling Square». La notizia della stretta finale è arrivata inattesa giovedì scorso, dopo che il presidente dell'Aem, Giuliano Zuccoli aveva concordato con sindaco e giunta la «pausa di riflessione», durante la quale si sarebbe studiato il modo per evitare che la vendita penalizzasse l'amministrazione, ma anzi prevedesse una serie di garanzie.
La sensazione che qualcuno abbia voluto forzare la mano è diffusa. «E a questo punto — sottolinea Basilio Rizzo, della Lista Fo — la Moratti non si può chiamare fuori. Se non interviene a fermare l'operazione, è lei ad avallarla: non basta dire che non si mette il naso nelle decisioni di una società quotata». Ancora Rizzo: «Questa operazione non è nell'interesse di Milano e la Moratti, che aveva spiegato di considerare strategico il sistema delle telecomunicazioni, deve chiarirci quale sia il vantaggio del vendere. Forse il sindaco si è limitata a seguire le indicazioni dei suoi consiglieri, Bruno Ermolli e Stefano Parisi».
Anche Davide Corritore, della Lista Ferrante, invita la Moratti a congelare l'operazione: «Ci sono dubbi sul prezzo, sulle garanzie effettivamente date dalla società acquirente, su chi ci potrebbe essere dietro la Stirling Square: per di più, Aem diventerebbe azionista di una società che si dovrà indebitare pesantemente, con la banca olandese Ing, per sostenere l'operazione. Le dichiarazioni del presidente di Metroweb aggiungono dubbi ai dubbi. Il sindaco Moratti deve bloccare tutto, in attesa di chiarimenti convincenti». Corritore guarda avanti: «Chiederemo che anche il presidente Scarselli venga ascoltato dalla commissione Bilancio. E poi, se la vendita dovesse procedere in questi termini, senza i chiarimenti che tutti stanno sollecitando, allora sarebbe necessaria una commissione d'inchiesta e si dovrebbero valutare tutte le strade percorribili per evitare che il Comune commetta un grosso errore».
Il consigliere dell'Ulivo, Pierfrancesco Majorino, concorda sulla necessità di bloccare l'intervento, «almeno fino a quando il presidente Scarselli non avrà esposto dati e circostanze alla commissione Bilancio».

06.08.06 02:55 - sezione la Rete bene pubblico?
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