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Quelli intelligenti a prescindere
«Insomma, se siamo esposti agli attentati di Al Qaeda, è colpa di Prodi e della Procura di Milano, nonché dei giornali che informano sul caso Sismi. Senza di loro, il Sismi sarebbe ancora il nonplusultra dell’intelligence. Invece è completamente sputtanato. La tesi è interessante, oltreché intelligente. Se non fosse per alcuni minuscoli dettagli che è il caso di riassumere». Marco Travaglio sui commenti della stampa di destra ai possibili attentati. Condivisibile come al solito, ma anche un po' di più nella conclusione dedicata al Copaco presieduto dall'infame Claudio Scajola.

da l'Unità del 12 agosto 2006

Pompa o non Pompa
di Marco Travaglio

Siamo «in mano a imbecilli», avverte l’autorevole Libero: «L’Islam ci vuole tutti morti e la sinistra scarcera i terroristi, fa italiani i clandestini, arresta chi ferma i kamikaze, smantella gli 007». Intanto il prestigioso Foglio dell’intelligentissimo Giuliano Ferrara informa che l’Italia è nuda e indifesa dinanzi al terrorismo a causa di «un’inchiesta della magistratura, propalata a mezzo stampa»: «l’Italia non è più considerata affidabile dai servizi internazionali anti-terrorismo», ed è ormai «abbandonata a se stessa». Insomma, se siamo esposti agli attentati di Al Qaeda, è colpa di Prodi e della Procura di Milano, nonché dei giornali che informano sul caso Sismi. Senza di loro, il Sismi sarebbe ancora il nonplusultra dell’intelligence. Invece è completamente sputtanato. La tesi è interessante, oltreché intelligente. Se non fosse per alcuni minuscoli dettagli che è il caso di riassumere.
1) Il Sismi pagava riscatti ai terroristi per liberare gli ostaggi italiani in Iraq, tant’è che quando gli americani se ne sono accorti hanno eliminato un agente del Sismi, il povero Calipari.
2) Il Sismi girò agli americani un dossier sull’uranio che Saddam avrebbe acquistato in Niger, poi rivelatosi una bufala.
3) Mentre la Digos e la Procura di Milano tenevano d’occhio l’imam Abu Omar per scoprire eventuali legami col terrorismo, il Sismi aiutò la Cia a sequestrarlo e deportarlo in Egitto, dove fu torturato per 7 mesi di seguito senza cavare un ragno dal buco e rovinando definitivamente l’indagine antiterrorismo.
4) Dalle indagini risulta che la Cia in Medio Oriente informò due anni fa il Sismi che l’Italia non correva pericoli, perché Al Qaeda nel nostro paese non disponeva di cellule capaci di offendere. Ma il Sismi continuò a propalare falsi allarmi su falsi progetti di attentato (chi non ricorda l’attacco al Vaticano e quelli ai metrò di Roma e Milano, sussurrati da Berlusconi a Renato Farina di Libero, in arte Betulla?), disinformando l’opinione pubblica e seminandovi paure ingiustificate.
5) Il Sismi, tramite l’addetto alla disinformatija Pio Pompa, spiava pm e giornalisti sgraditi, preparava dossier farlocchi (persino contro Prodi e il capo della Polizia De Gennaro), distribuiva ai giornali veline e lettere anonime con notizie false. Ancora l’8 giugno 2006 il Pompa telefonava a giornali e tv per convincerli che l’arresto di Al Zarqawi in Iraq da parte degli americani era tutto merito del Sismi: «L’hanno beccato sulla base di un video che ho trovato io!». La Cia smentì subito la maxiballa, pregando il Sismi di piantarla, ma Pompa continuò a raccontare ai cronisti amici che «sono risaliti ad Al Zarqawi proprio attraverso il nostro video!». Per la verità, i nostri sagaci 007 faticavano addirittura a distinguere fra Al Zarqawi e Al Zawahiri. Il 29 aprile il superagente Marco Mancini chiamava Pompa: «Pio, ho sentito per radio che c’è il nuovo video di Al Zarqawi?».Pio: «No, di Al Zawahiri». Marco: «Ah, è Al Zawahiri, non Al Zarqawi?». In fondo cominciano tutti e due con Al e con la Zeta,e poi questi arabi sono tutti uguali. Pare uno sketch dei fratelli De Rege, è la nostra intelligence al lavoro.
6) Pio invia Betulla, ovvero l’agente Farina Doppio Zero, in missione per conto di Dio: deve spiare i magistrati che indagano sul Sismi, fingendo di intervistarli. I magistrati, che intercettano tutto, lo aspettano al varco e gli vendono un po’ di fumo. Poi gli chiedono perché sia tanto interessato al ruolo di Pollari nel sequestro Abu Omar. Il vice-Feltri se ne esce con questa scusa: «Io sono cattolico, Pollari è cattolico, mi spiacerebbe se un cattolico facesse cose brutte». Manca poco che i pm finiscano sotto il tavolo per le risate. Appena uscito dal palagiustizia, Betulla fa subito rapporto: «Un’ora di confronto durissimo, ma alla fine li ho messi nell’angolo e ho avuto quel che cercavo». Balle, ancora balle. Poi Farina parte per la Germania, in missione sulle tracce di Italia-Ghana. Solo che non trova i biglietti. Chiede aiuto a Pompa, che glieli trova. Betulla lo ringrazia su Libero, ovviamente in codice: «Come procurarsi i biglietti, pagando s’intende? Ho usato amici che la sanno lunga. Fatta! Grazie a Pio e a Dio». Ora purtroppo le toghe islamiche hanno delegittimato agli occhi del mondo questi impavidi servitori dello Stato e difensori dell’ Occidente. Ma i cittadini onesti conoscono la verità, come pure il governo, l'opposizione e il Copaco, che ogni giorno assicurano al Sismi «piena fiducia». Siamo in buone mani.

12.08.06 16:49 - sezione politiche
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