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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Paura di volare
paolapresciu.jpg Non abbiamo fatto in tempo a rilassarci sui nostri colorati asciugamani di spugna, contenti di non essere né libanesi né israeliani, che il mostro ci ha scovato facendoci saltare dalla paura. E’ lontano il tempo in cui la guerra era ermeticamente sigillata dentro il televisore. Come non ripensare agli anni in cui i bombardamenti di Beirut stavano laggiù, lontani oltre il mare, irraggiungibili nemmeno col miglior vento. Ora di nuovo il Libano è messo a fuoco e fiamme e noi, noi che stiamo di qua dal mare, non possiamo nemmeno distrarci con un viaggetto nelle città europee. Dobbiamo sentircela addosso la guerra. Si insinua come un baco affamato nella polpa del nostro presente, fatto di viaggi di piacere, di centri finanziari, di pendolari. Proprio come una tenia ceca e affamata ci toglie il cibo dallo stomaco, il sonno dal cuscino, la pace dal seggiolino.

La faccia triste di un ragazzo costretto a versare la sua boccetta di profumo in un bidone di spazzatura dell’aereoporto. Perché quel profumo poteva essere ‘esplosivo’. Ma non nel senso di seducente purtroppo. La prima cosa che viene da pensare è che a confronto dei bambini morti nei bombardamenti quella tristezza è immotivata. Poi però ci si ferma e si comincia a capire che un grande male non elimina quello piccolo. Anzi i soprusi si sommano e quel profumo è un simbolo di invasione, non mortale, ma dolorosa. Poiché non abbiamo solo il diritto di vivere ma anche quello di vivere sereni. Ma questo ai signori della guerra (di ogni guerra) a quanto pare non piace. E’ il regime del sospetto quello in cui ci condannano a vivere. In ottica in cui chi è odiato pretende che quell’odio aumenti fino al parossismo. Quasi per una sorta di curiosità scientifica: dove può arrivare il conflitto se invece di provare a domarlo lo si alimenta quotidianamente? L’importante è essere più cattivo del nemico, più pauroso, più pericoloso. L’importante è non dimostrare la paura. E questo fanno i cosiddetti signori della guerra, mentre noi (passeggeri degli aerei, abitanti del sud del Libano, civili israeliani e irakeni) non siamo più padroni nemmeno della nostra pace interiore. E mentre loro giocano a chi fa più paura il mondo si paralizza terrorizzato.
12.08.06 17:07 - sezione tre giorni da scrittrice
il 13 Agosto 2006 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

la cosa veramente agghiacciante e' stato leggere sul corriere di oggi i commenti di riotta, del "solito" allam" e del vituperato cerchiobottista sergio romano: tutti a battere la grancassa dell'odio, allam che accusa l'ucoii (l'organizzazione maggioritaria dell'islam italiano) di essere contigua ai fratelli mussulmani "organizzazione fuorilegge in molti paesi mussulmani" (come se fosse una garanzia, riotta che parla di scontro tra buoni ("noi") e cattivi (loro), romano che da' pezze d'appoggio "storiche" alla tesi di bush dei "fascisti islamici" ma con un colpo al cerchio ed uno alla botte, al solito, prima dice che i fondamentalisti non sono fascisti e poi fa uscire fuori da "la poubelle de l'histoire" una serie di ridicoli esempi a supporto della tesi bushiana.
ma e' giornalismo questo?
e' giornalismo parlare di 40 arresti per terrorismo in italia quando si e' trattato di arresti per violazione della legge sui permessi di soggiorno e reati contro il patrimonio?
(reati da morti di fame)
e' giornalismo instillare l'odio per il diverso?
signor mieli, non crede che il suo corriere col valido apporto di allam e della grande fallaci somigli piu' allo "sturmer" che al "times"?

il 13 Agosto 2006 (quando OMB accettava i commenti)
onebloger ha scritto:

forse il vero terrorismo oppure il vero fascismo è quello scritto sulle pagine del corriere, e su quelle di molti altri quotidiani itagliani

il 13 Agosto 2006 (quando OMB accettava i commenti)
pallepiene ha scritto:

Le guerre non finiranno mai finchè esisteranno signori che con la guerra si arricchiscono e finchè un giovane, per potersi sposare, fare una famiglia (forse) ed una casa è costretto ad andare in guerra in missione di pace in Iraq, in Afghanistan e tra breve in Libano.
Ma che razza di mondo è mai questo?
Siamo davvero senza speranza?
La soluzione ci sarebbe senz'altro: che si mettessero tutti ad un tavolo e negoziassero nell'interesse dei loro paesi!!
Non credo che nemmeno l'Iran sia totalmente dalla parte del torto e nemmeno Israele. Credo che si debbano mettere al tavolo e discutere. Purtroppo chi ci va di messo non sono i vari dirigenti ma la povera gente che, ne sono quasi certo, della guerra non vuole sentire parlare e nemmeno la vorrebbe sulle proprie teste e su quelle dei propri figli!!
Ma sono CERTO, CERTISSIMO che anche noi faremo la "nostra parte" anche in Libano, così come facciamo già la "nostra parte" con gli oltre diecimila soldati strapagati in ogni parte del mondo a "garantire la pace" in "tenuta da guerra".
Così come la chiesa cattolica sembra essere diventata una "fabbrica di santi" lo stato italiano sembra essere diventato un "FABBRICA DI EROI". Che pena per quei poveri ragazzi che già ci hanno lasciato la pelle e per gli altri buttati allo sbaraglio che che la potrebbero lasciare! Ma i signori della guerra così hanno deciso e...LA GUERRA CONTINUERA' alla faccia dei poveri cristi con le pensioni da fame, i lavoratori dipendenti con gli stipendi con cui si fatica ad arrivare alla fine del mese e gli ammalati che attendono per mesi e mesi il bene di una visita specialistica (provare per credere).

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