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Uma (non) cerca compagnia in Rete
«Una ragazza bruttina ma dotata per la prosa avrà più chances di una velina zoticona? Forse no, però non spenderà una lira: l’iscrizione , quasi in tutti i portali, è gratuita per le donne, mentre gli uomni pagano. Come nelle vecchie balere: le femmine gratis perché fanno parte del piacere del maschio pagante, come la birra e il panino». A seguire la riflessione sulla stupidità di Sartori, un pezzo di Lidia Ravera che prende spunto dalla notizia data da Panorama (e ovviamente farlocca) che Uma Thurman sta cercando compagnia in Rete.

da l'Unità del 17 agosto 2006

Nella Rete di Uma Thurman
di Lidia Ravera

Sulla copertina di Panorama campeggia Uma Thurman, lo strillo dice: «Cosa succede nel rapporto fra uomini e donne se anche Uma Thurman, una delle più belle attrici del mondo, cerca il compagno su Internet?». La domanda è interessante, ma quello che veramente attira l’attenzione è questo sconvolgente megagossip sulla Thurman. D’accordo, le agenzie di cuori solitari non sono più la soluzione estrema degli sfigati , però... che si rivolga ad esse addirittura la bellissima Beatrix di «Kill Bill»! Incuriosita ho acquistato il settimanale e sono corsa a leggere la “cover story”, pensando di scoprire “il o i fortunati” che hanno saputo sedurre chattando la mia attrice preferita, tanto da arrivare a un incontro, e che cosa è successo poi e come andrà a finire. Non ho trovato nulla naturalmente, la magnifica Uma era presente soltanto con una battuta, ripresa da La Stampa: «Se esistesse un’agenzia internet per celebrità, mi ci rivolgerei di sicuro». Grazie tante! Anch’io se ci fosse un sito che mette in relazione scrittori e scrittrici di tutto il mondo scopo relazione epistolare vivificante e scambio poetiche e nevrosi creative, mi iscriverei con entusiasmo. Ma non vale. Cioè: il bello dell’incontro in rete dovrebbe essere proprio la sorpresa, il contatto fra diversi, la riproduzione di una vastità del mondo che nessuno ha più voglia o tempo di affrontare. Comunque, il dato emerso dall’inchiesta di Panorama è interessante: «Le italiane tra i 18 e i 48 anni registrate sui portali dell’amore sono già un milione e mezzo. La rete sembra ormai aver preso il posto del locali cult dell’abbordaggio». È l’età, quella che stupisce. I 48 anni come limite superiore (credevo che la difficoltà a trovare un nuovo compagno crescesse dai 50 in poi) e il limite inferiore che non è 40 ma 18. Vuol dire che ventenni e trentenni hanno bisogno di passare per distanze elettroniche a scopo accoppiamento? E l’università? I gruppi? Le vacanze? Le associazioni? Che succede: non c’è più contiguità, spazi da condividere, esperienze comuni? Ciascuno a casa sua, collegato e solitario, tesse una ragnatela di autoritratti. Sarebbe bello se, per rimorchiare in rete, italiani e italiane imparassero a scrivere. È una motivazione forte, no? Sarebbe bello se riuscissero a risalire gli abissi dei condizionamenti scolastici e impararssero a formulare pensieri. Una ragazza bruttina ma dotata per la prosa avrà più chances di una velina zoticona? Forse no, però non spenderà una lira: l’iscrizione , quasi in tutti i portali, è gratuita per le donne, mentre gli uomni pagano. Come nelle vecchie balere: le femmine gratis perché fanno parte del piacere del maschio pagante, come la birra e il panino. Comunque per i 24 mila utenti che si iscrivono quotidianamente e «per milioni di internauti italiani il dating on line» è, fondamentalmente, un modo per far prima, per sbrigarsi, per velocizzare. In un mese puoi avere dieci contatti e tre “tete-à-tete”... in quattro settinmane si arriva alla stretta di mano. Segue ristorante e poi “live party”. La cosa buffa è che il 67% dei frequentatori dei portali da rimorchio non aspira ad una sana avventuretta rapida e indolore, no no, aspira addirittura all’amore. Se questa è la tendenza nel mondo occidentale forse ha ragione Giovanni Sartori che mette in discussione, sul Corriere della Sera, l’indagine di quella Università americana secondo cui «Noi - noi genere umano - stiamo diventando non solo più longevi, più alti, più belli. Ma anche più intelligenti» . «Il concetto di intelligenza», scrive Sartori che è, in effetti, un uomo intelligentissimo, «sfugge quasi più di ogni altro al nostro intelligere». Lui ne dà una definizione folgorante. «Una persona è intelligente se sa riconoscere e apprezzare l’intelligenza di un altro». Questo riconoscimento consente la trasmissione del sapere. Secondo Sartori «la rivoluzione giovanile (o giovanilista) del ‘68 ha interrotto la trasmissione culturale fra il passato e il presente» . E questo ci ha resi tutti un po’ più stupidi.
Chattando chattando si invertirà la tendenza? Mah...

17.08.06 13:13 - sezione società
il 18 Agosto 2006 (quando OMB accettava i commenti)
charlie ha scritto:

Mah, non ho capito nulla; saranno il caldo e la stanchezza.

Però resto connesso, hai visto mai che Uma...

il 18 Agosto 2006 (quando OMB accettava i commenti)
darth wanax ha scritto:

un bel' 'sticazzi, ce lo voliamo mettere?

il 18 Agosto 2006 (quando OMB accettava i commenti)
darth wanax ha scritto:

e anche una "g" ogni tanto...

il 14 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Giuseppe ha scritto:

Amo Uma Thurman.

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