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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Il castello bianco
giuseppe civati ha scritto a OneMoreBlog:
In questi giorni di vacanza, ho scoperto, grazie a un'indicazione di Roberto, Il castello bianco di Orhan Pamuk. Una lettura - benché troppo ricercata per i miei gusti - di grande interesse soprattutto per lo svolgimento del tema dell'identità. L'italiano e il turco, due sosia in una Istambul secentesca dai colori vividi e dalle molte bellezze, si confrontano, si raccontano vicendevolmente, fino a scambiarsi, fino a ricercare se stessi nel confronto con l'altro, in un percorso di transfert esistenziale e culturale, improntato esclusivamente alla conoscenza di sé.

E allora emerge con forza il tema dell'identità, tema scivoloso e difficile come pochi altri, che si scopre definirsi soltanto nel confronto con l'altro, nello studio degli altri come se fossimo noi stessi, nell'impossibile tentativo di guardarci negli occhi del vicino per comprendere chi siamo e di definire, così, noi e il mondo. Il protagonista di Pamuk, prese ormai non soltanto le sembianze, ma la vita dell'altro, torna alla propria infanzia, nell'ultima, spettacolare pagina del romanzo. Ed è un percorso di suggestioni e di immagini che ci parla di noi, e del rapporto con l'Oriente, attraverso il fondamentale tema della vita umana, che tutti ci accomuna, ben più del sapere e della scienza o delle eredità e provenienze di cui siamo espressione. Per capire che siamo tutti alla ricerca di noi stessi e che gli altri - così simili, così diversi -, in questa ricerca, risultano essere decisivi.
02.09.06 10:26 - sezione libri
il 02 Settembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

Ciao, "Ciwati"! :-) Bel suggerimento letterario... lo leggerò anche perché mi ha fatto venire in mente "i miei turchi", a Thessaloniki e sulla nave di ritorno da Igoumenitsa c'erano volti splendidi, quadretti di vita quotidiana del tutto lontani da immagini di guerre e di violenza - al limite qualcuno se vedeva italiani usava il "ponte linguistico" greco per far presente quel che comincia a pensare della nostra politica estera o meno, :-) tipo "agorafobia" :-D - e anche musiche splendide... mi mancano, tanto, tutti: i miei turchi, i miei greci e tutti gli altri popoli che ho visto in vacanza...
Carolina

il 06 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
gigi ha scritto:

a me non è piaciuto...la trama non è male e neanche il messaggio che l'autore vuole mandare..ma questo no basta a compensare uno svolgimento troppo lento, noioso, difficile da capire, e troppo scientificamente dettagliato....

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