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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
C'est la rentrée
L'anno scolastico inizia oggi, i problemi di sempre non fanno più notizia, aspettiamo le liste degli allievi per capire se qualcuno è stato rispedito al suo Paese d'origine durante l'estate dal ministro Sarkozy, ci stupiamo che questo anno avere 35 alunni per classe è la regola. La vice-preside dice che le aule sono state costruite per accogliere una trentina di alunni, non sa come fare quindi ci saranno dei turni per occupare le aule più ampie. Le lezioni di lingue straniere spesso si faranno nel laboratorio di informatica. Poteva andar peggio, temevamo i laboratori di chimica e fisica con rubinetti, sgabelli e quant'altro.

Nonostante il parere contrario del ministero della Pubblica Istruzione, la settimana scorsa un settimanale ha pubblicato la lista delle scuole medie superiori più violente, o meglio quelle in cui si registra un'alta percentuale di violenze. Con stupore dei media le famose banlieues parigine non sono affatto ai primi posti, poi però si avverte il pubblico che spesso i presidi non vogliono denunciare i fatti violenti alla polizia per evitare che l'immagine della scuola e del Provveditorato ne risenta troppo. E ripenso a quando in aprile una collega di tedesco è stata aggredita in classe da due ventenni entrati a scuola dal dietro, dove non ci sono telecamere. Uno dei due tipi urlando oscenità le ha lanciato un banco, ma non l'ha centrata, lei ha iniziato a gridare, i ragazzi l'hanno difesa. I tipi sono usciti dalla scuola cantando a squarcia gola. Dopo due notti insonni, il suo medico le ha consigliato di denunciare il fatto alla polizia, lei l'ha fatto nonostante il parere più che negativo del preside.
04.09.06 14:09 - sezione dalla banlieue
il 05 Settembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

molti presidi sono contrari a denunciare, ma ciò non c'entra con la distribuzione geografica/sociale dei fenomeni violenti. qui a Milano c'è, proprio in tutte le scuole centrali, la cosa del "caricone" - la classe meno uno prende di mira quell'uno con calci, pugni, lanci di banchi anche in questo caso etc., a oggi ce n'è già una vittima che sedrà forse per sempre su una sedia a rotelle -; i traffici di estorsione fra minorenni, il vandalismo e le cose tipo il commercio di telefonini rubati. mica sempre problemi "dei poveri"!
spero che la collega stia meglio. quanto ai 35 alunni per aula, in molte università comunque ci sono gli accampamenti, almeno in Italia. cerca di pensare che hai un grande pubblico che ti segue! ;-)
Con affetto,
Carol

il 06 Settembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Francesca ha scritto:

Lo so, non penso assolutamente che sia un problema di "poveri". Il disagio, le difficoltà di organizzazione...tutto questo fa riflettere.
In Francia poi la rentrée è un fenomeno sociale, commerciale, politico. Non si parla d'altro. Sarkozy e Royal dibattono, senza mai incontrarsi, sulla scuola: lui propone alcune cose, alcune nemmeno oscene, altre completamente fuori da ogni logica; lei afferma che bisogna rivedere il metodo di assegnazione alle scuole (qui i ragazzi sono obbligati ad andare nella scuola attribuita loro dall'amministrazione; chi vuole e può riesce a evitare; il risultato è che talvolta c'è poca mescolanza di classi sociali e culture). I negozi pubblicizzano vestiti per la rentrée (!!!), viaggi per le prossime vacanze... Insomma, al centro di tutto è la rentrée, ma mi sembra che si parli ben poco della rentrée di coloro che la rentrée la fanno, e cioè i bambini.

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