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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Retroweb
metroweb_home_r2_c2.gif giuseppe civati ha scritto a OneMoreBlog: Pareva strano: che Moratti fosse cambiata, che l'avessero riprogrammata dopo la nefanda esperienza da ministro e che da sindaco sembrasse trasformata. Seria, competente e, soprattutto, aperta al dialogo. Infatti, era un'illusione ottica: era troppo vicina all'inizio del mandato, per essere messa correttamente a fuoco. Ha iniziato con una letteraccia "a gioco fermo" indirizzata a Prodi sui finanziamenti a Milano: legittimo preoccuparsi per la propria città, ma dopo cinque anni di Berlusconi - con Moratti seduta nel Consiglio dei ministri più pazzo del mondo - un po' di umiltà o, quantomeno, di cautela sarebbe stata gradita. Ora apprendiamo che Moratti - dopo aver fatto capire che la vendita di Metroweb programmata da Aem era una mezza idiozia - fa marcia indietro.

In una conferenza stampa chiarisce che si tratta di una rete ormai obsoleta, che le fibre ottiche sono sorpassate e che in sostanza l'operazione va bene così. Con buona pace non soltanto dell'opinione della minoranza, ma di larga parte della sua maggioranza. Non fa niente se l'acquirente ha sede in un paradiso fiscale e non è un partner strategico per il cablaggio, ma un fondo azionario. "E' strabiliante - osserva Marilena Adamo, capogruppo dell'Ulivo a Palazzo Marino - che dopo due campagne elettorali in cui Albertini prima e Moratti poi hanno enfatizzato Milano come la città più cablata del mondo, i milanesi scoprano oggi che questo cablaggio è un bidone! Se così è qualcuno dovrà pur prendersi la responsabilità delle scelte fatte in passato e dei soldi spesi". Se posso, rincaro la dose: la Lombardia, dopo secoli di centrodestra, al confronto con i suoi omologhi europei, fa ridere dal punto di vista delle cosiddette autostrade informatiche. Le aree rurali vanno a 56k, gli investimenti li fanno i privati e - giustamente - guardano al loro tornaconto. Le poche iniziative positive sono assunte da realtà medie e piccole, come Teanet in provincia di Mantova. Credo che sia venuto il momento perché l'Ulivo lanci la grande battaglia dell'internet veloce, libero e - perché no? - gratuito per tutti. Sono pronto a organizzare convegni, a proporre progetti di legge, ad aprire un dibattito sull'argomento. Proprio qui, nella regione più avanzata del mondo (?!) che sul web ha messo la retro.
04.10.06 08:59 - sezione la Rete bene pubblico?
il 04 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
pedrito ha scritto:

In questo clima da Baci Perugina con la Moratti ci si è dimenticati troppo presto della battaglia che proprio qui a Milano è stata fatta da retescuole contro la riforma della scuola proposta dall'ex ministro della pubblica istruzione.
Credo che un'iniziativa per Internet libero e gratuito debba necesariamente coinvolgere quelle energie che hanno dimostrato di sapersi opporre sul serio quando c'è bisogno. I risultati dell'Ulivo qui a Milano sono sotto gli occhi di tutti.

il 04 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
mauro ha scritto:

Io spero che l'Ulivo lanci una campagna per i tagli agli sprechi pubblici, che ne abbiamo fin sopra i capelli. Se l'Italia fa schifo non diamo la colpa alla Moratti e a Metroweb, ma agli eserciti di pre-pensionati con il doppio lavoro che vengono pagati dal governo e che evedono le tasse.

il 04 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
giuseppe civati ha scritto:

Mauro: apparentemente la questione dei tagli agli sprechi pubblici non c'entra con Metroweb, invece non è vero. Perché per tagliare gli sprechi, una rete telematica che funziona, al servizio delle imprese e della pubblica amministrazione, sia molto utile. No?

il 05 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Antonio ha scritto:

Caro Giuseppe, non sono d'accordo. A quanto deduco dal tuo intervento, secondo te il ruolo dello stato e' di gestire imrese efficienti, che facciano concorrenza alle imprese private come ad esempio Metroweb che fa concorrenza a Telecom Italia. Secondo me, invece il ruolo del pubblico e' quello di regolare i privati in modo tale che si facciano piu' concorrenza possibile per poi dare benefici ai cittadini. E' chiaro che se lo stato compartecipa nel capitale di una societa' in un mercato concorrenziale, si crea un'ambiguita' dove lo stato e' regolatore e regolato. Non sarebbe questo forse un conflitto di interessi?

il 06 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
giuseppe civati ha scritto:

Antonio: mai affermato quanto mi attribuisci. Certo è che la proprietà delle reti è cosa ben diversa dalla gestione o erogazione del servizio, è prima di venderla (anzi svenderla) sarebbe il caso di pensarci su. A Milano è successo esattamente il contrario: Moratti ha ribadito la posizione di Zuccoli, sottraendosi oltretutto alla possibilità di valutare altre proposte d'acquisto.

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