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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Scoop
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«Sono nato ebreo, ma presto mi sono convertito al narcisismo». E' una delle irresistibili battute che il più geniale regista vivente regala agli spettatori del suo ultimo gioco cinematografico (per chiunque altro si sarebbe detto "sua ultima fatica cinematografica", ma per Woody è chiarissimo che la parte faticosa della vita viene quando si sta riposando tra un film e l'altro). Siamo consapevoli - lo hanno fatto anche gli amici esperti con cui abbiamo trascorso la serata cine-pizza - che una gran parte dei cinefili salterà su con la litania «Woody Allen non è più quello di una volta, vuoi mettere Prendi i soldi e scappa...». Non "vogliamo mettere", ma restiamo sereni nella convinzione che ogni sua opera, nessuna esclusa, sia migliore di tutte le altre, indipendentemente dalla percentuale di battute esilaranti o di messaggi edificanti.

sccop.jpg Woody Allen è un messaggio di suo. Di intelligenza e capacità di raccontare le umane debolezze. Da qualche tempo il suo filo conduttore è il mix di ipocrisia e cinismo che permea la società moderna e di cui lui imbeve con generosità gran parte dei protagonisti delle sue pellicole. Eccolo qui il bellissimo e ricchissimo Peter Lyman (il bietolone Hugh Jackman - Van Helsing), che per tutto il film appare sinceramente e profondamente innamorato di Sondra Pransky (Scarlett Johansson) ed ecco il mago Sid Waterman (impersonato da Woody stesso) che blandisce gli interlocutori con un linguaggio viscido e cerimonioso.

Non diciamo altro della storia, per non svelare più di quanto lo spettatore non capisca fin dalle prime scene. Ma non serve per dare l'idea dell'arguzia di Allen, che per dimostrare quanto sia difficile superare i pregiudizi (anche quelli al contrario, per cui il bello-ricco-nobile per definizione è innocente) fa entrare in gioco un morto che torna sulla terra per tentare di smascherare il colpevole di un delitto.

Il nuovo film di Woody non è Anna e le sorelle, non è Provaci ancora Sam, non è Zelig. E Scoop, un altro film, delicato, divertente, arguto, fresco, bellissimo, a tratti feroce. Non è poco.
08.10.06 01:09 - sezione cinema
il 08 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Giorgia ha scritto:

Il film è molto divertente, visto col mio moroso e la mia migliore amica.. Piaciuto molto ad entrambi.
(a parer mio nolto + originale del precedente Match Point, accrokkio visto e stravisto d banalità)

il 08 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
laciliegina ha scritto:

L'ho visto venerdì sera al termine di una settimana decisamente faticosa...

Ma ritmo e battute di questo film mi hanno aiutata a divertirmi e rilassami.

Da vedere assolutamente, lo sto consigliando a tutti quelli che incontro e soprttutto al mio papà che dice da una vita che quelli che guardano i film di Woody Allen sono snob (a causa di questa osservazione "scoop" è il primo film di Allen che vedo, devo recuperare)...

il 08 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

ho trovato il precedente "match point" un capolavoro, un eccellente esercizio di stile sulla falsariga di "delitto e castigo", come del resto viene suggerito di continuo nel film; "scoop" segue sulla stessa via pigiando sulla commedia: i rapporti di classe, i rapporti UK-"colonie", i rapporti di coppia, la verita', le bugie.
penso che woody allen si sia liberato durante la sua carriera di tutte le sue inibizioni, di tutti i suoi complessi, delle ideologie e addirittura della religione e della cultura ebraiche (opera quasi impossibile); l'unica cosa di cui non riesce proprio a liberarsi e' un marxismo di base, quasi istintivo, una specie de "l'unico ricco buono e' il ricco morto" senza decadere pero' nel manicheismo.
woody allen parti' 40 anni fa con bergman e fellini come modelli, e' mia opinione che abbia compiutamente raggiunto bergman, senza fretta ma con grande classe.

il 09 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
turco ha scritto:

Concordo con Berja. Match Point era un capolavoro. Ma anche questo Scoop è estremamente gradevole. Ho come l'impressione che Londra abbia soffiato nell'arte di Allen un pò di quella leggerezza Hitchcockiana tutta suspens e ironia. Poi, concordo ancora con Berja, c'è dietro un artista che lentamente negli anni, come un vino pregiato, è divenuto protagonista assoluto del cinema. Ogni annata, ogni film, come un buon rosso, ha caratteristiche diverse. Ma sempre a livello Chateau Lafitte. (Mai assaggiato, ma non deve far schifo).

il 09 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

Non l'ho visto. Ripeto però: "match point" a mio avviso, insieme a "crimini e misfatti" è il più bel film in assoluto di Woody Allen. Quindi personalmente dubito possa arrivare a tanto.
Per il resto concordo: Allen è arrivato ad essere un Bergaman. Dopo Match point.

il 09 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

bravissimo achab, hai sottolineato un'analogia non evidentissima; da "crimini e misfatti" che ha ancora moltissimo della commedia d'ambiente ebraico newyorkese discende direttamente "match point", depurato e affinato da quasi 20 anni di invecchiamento.
in pochissime parole allen ci descrive una realta' quasi tautologica: il lieto fine non esiste.
forse e' per questo che nell'america gonfia di prozac del 2000 di allen non ne vogliano piu' sapere.
turco: ma i tanti chateau rotschild saranno kosher? (co' quello che costano)

il 09 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

Beh, la trama è praticamente identica. Eppure non è una ripetizione.
I personaggi di Match point come sottolineava Alberto sono tutti negativi. Ognuno pensa cinicamente al proprio: non da ultima la moglie che da lui vuole solo un bambino, non amare. Non essere amata. gli unici personaggi positivi sono quelli che muoiono. In crimini e misfatti non era esattamente così. Anzi, c'era il regista a fare l'attore protagonista di una storia d'amore bella, realistica e ironica. E nemmeno Mia Farrow è negativa. Match Point ha sì qualcosa di tragicamente Dostoevskijano. Dove chi paga di più è davvero chi è stato più sincero. Vedi Dmitrj nei Fratelli Karamàzov. Per questo, forse, sono due film splendidi. Che pur essendo "uguali" sono diversissimi.
Poi c'è un difetto mio personale: non riesco mai ad amare completamente woody allen quando è comico. Lo amo solo quando è tragico.

il 09 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
turco ha scritto:

Achab la relazione con "Crimini e Misfatti" è direttissima. La trama di "Match Point" è praticamente detta nella scena finale di "Crimini e Misfatti" dal dentista proprio a Woody Allen, sotto forma di sogno fatto, se non mi sbaglio.

Berja: Boh, fanno pure i gamberetti kosher!

il 16 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
mari ha scritto:

mi aspettavo qulcosa in più ma devo ammettere che non mi opsno annoiata un momento e che la sala rideva--

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