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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Contarsi, meglio scontrarsi
Dopo il seminario di Orvieto, forse, la nascita del partito democratico non è più una chimera. Forse, si sta delineando una agenzia politica non più legata ad un fatto di identità, un'organizzazione a cui si aderisce per fede, o per interesse. Questo tuttavia non significa che stia nascendo per davvero un partito politico. Che cosa permette la nascita di un partito che, da una parte non riproponga l'associazione a sfondo ideologico che abbiamo conosciuto nei partiti di massa del Novecento e, dall'altra, non rappresenti un puro gruppo di interesse? Essenzialmente: un'idea di sviluppo.
Idea di sviluppo significa svolgere un'analisi che prenda atto delle carenze di oggi, dei pesi e dei condizionamenti culturali, sociali e politici che hanno definito finora il modello italiano e indichi uno scenario in cui dare allo sviluppo una chance.
Dopo Orvieto non sarà sufficiente fare la conta nei partiti dell'Ulivo e andare a un confronto interno definendo maggioranze e minoranze. Quella sarà una prima tappa, quanto mai salutare peraltro, perché i partiti nascono sulla base di un confronto e di uno scontro interni alle proprie componenti, e non in base a un accordo di tregua che riconosce a ciascuno spazi garantiti.
Se è vero che il partito democratico non dovrebbe essere una “caserma” o un a pratica condominiale di correnti ciascuna rivendicante un pezzo di rendita, ma il tentativo di trovare e di dare nuove motivazioni all'impegno politico, ancor più vero è il fatto che proprio all'interno di quello scontro si strutturano i linguaggi, le parole, e i temi dell'identità politica di domani.
Nella storia della società italiana i partiti politici hanno spesso rappresentato identità consolidate e non contrattabili. In breve si sono configurati come una setta. Chiusa, o esclusiva, in alcuni casi, aperta ma gerarchica in altri. Comunque hanno avuto la fisionomia di associazioni dove si stava perché si era conformi.
La sfida del partito democratico è quella di voler rompere questa consuetudine. Per costruirlo, tuttavia, non basta dichiarasi pronti al confronto interno. Occorre praticare lo scontro, confrontandosi non su scenari incerti ma rispetto a scadenze pratiche (la scelta delle prossime elezioni europee nel 2009 è una scadenza concreta e abbastanza lontana da permettere che si sviluppi e si concluda un confronto) in cui misurarsi in termini di programmi, di linguaggi e di coniugazione e creazione di nuove sintesi politiche, talora anche ibride rispetto alla propria identità storica.
Ciò che sta avvenendo all'interno del Partito socialista in Francia è significativo. Uno scenario che chi vuole muoversi verso il Partito democratico dovrebbe leggere con attenzione. Il tema non è come si costruisce un candidato “piacione”, ma come si sviluppa un confronto interno, come si rinnova un vocabolario politico e come si individuano nuove priorità. Non senza durezza nello scontro. Ovvero: a prescindere dal ricatto della scissione e dunque senza la “mistica dell'unità”.
09.10.06 11:12 - sezione parole
il 09 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Gariele Illimano ha scritto:

Complimenti a tutti i cosiddetti ONOREVOLI per il loro darsi da fare circa il partiot unico o come diavolo si chiamerà.
Andate a vedere questo sito per scoprire come sarà la vostra IRPEF :
http://www.kataweb.it/utility/pop_up/irpef07/frameset.html.

Vi posso dire che questa è la mia situazione:
Reddito annuo lordo Euro 18.154,00
Attuali imposte annue Euro 3.157,00
Imposte annue secondo la nuova finanziaria: Euro 3.069,00
RISPARMIO DI IMPOSTE ALL'ANNO: Euro 88,00
Devo precisare che il mio stipendio NETTO mensile è di Euro 1.153, QUINDI RICCHISSIMO!!!
Inoltre pago di addizionale irpef regionale altri Euro 254,16.
Con il risparmio di Euro 88,00 all'anno vorrà dire che nel 2007 potrò finalmente concedermi una lussuosa crociera, visto che da nove anni non posso più fare ferie, cambiare auto, andare al cinema e così via.
Da considerare che in conseguenza del tagli agli enti locali e siccome non mi aspetto che i signori "amministratori locali" taglieranno spese superflue quali consulenze del tipo "perchè la banana è ricurva" e simili, e non potranno non aumentarsi i loro stipendi, premi e cotillons vari, tanto per non fare diversamente dai SIGNORI ONOREVOLI ( vedere “Il Giornale” del 4 ottobre 2006 – “il fatto” titolo: “ I Senatori copiano i deputati: stipendi più alti)

ma DOVRANNO imporre altre imposte locali, la situazione sarà ulteriormente peggiore.
GRAZIE UOMINI DI SINISTRA, DAVVERO TANTE GRAZIE.
Anche se so che con Bellachioma non sarebbe andata meglio, abbiamo visto come si è comportato quando era allo sgoverno, da voi mi aspettavo qualche cosa di più serio e concreto, anche perché finchè non ci saranno sanzioni severe, simili agli USA, per chi evade il fisco, chi non paga le tasse CONTINUERA’ A NON PAGARLE. Il resto sono tutte palle!!!!
Evidentemente ci sono interessi “bipartisan” (che bella parola!) di destra e di sinistra per lasciare le cose così come stanno.

il 09 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
laciliegina ha scritto:

ottimo spunto di riflessione, peccato che in tutti i thread relativi al PD e ad Ovieto stiano imperversando persone in preda a cridsi isteriche...

Mi piacerebbe discuterne più pacatamente... L'intervento di Bidussa è un esempio.

il 09 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

credo che bidussa si illuda, il partito democratico altro non sara' che l'unione di piu' idee di tecnocrazia oligarchica.
ricordiamoci che siamo uno dei principali laboratori politici dell'occidente, questa deriva di pedissequa ed asinina imitazione degli stati uniti ha sicuramente delle ragioni che al momento ci sfuggono, ma prima o poi usciranno fuori.

il 09 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
laciliegina ha scritto:

eccomi: illusa insieme a bidussa! perchè non provavare a cambiare le cose? perchè arrendersi al "tanto qua andiamo avanti così da anni"?

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