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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Il carburante del ciclista (ovvero come si forma un gruppo d'acquisto solidale)
da tempo ci rimuginavo sopra, per via della massima parte delle mie 17 o 18 personalità. quelle preminenti, cioè il ricreatore di biciclette, l'artistoide di biciclette, il pensatore di biciclette e il biciclettaro in azione, premevano da mesi per ampliare la ricerca socio-estetica che conduciamo tutti insieme sulla bicicletta alla "benzina" del ciclista: il cibo.

nel corso di un affollato cda di personalità coabitanti, e mentre fuori dalla porta premevano quelle altre che si riconoscono nel gruppo squatter del condominio rotafixa, la decisione di fondare un gruppo d'acquisto solidale (gas) nel luogo in cui abito, e cercare un'azienda agricola biologica che ci fornisse la materia prima (pappa).

le motivazioni che spingevano la rotafixa spa (non quell'altra, quella interiore) a mettersi in un guaio siffatto erano le seguenti, come ho sintetizzato in una mail recapitata a qualche centinaio di persone che fanno parte della locale associazione rionale:

"- anzitutto la mia personale ricerca sulla vita in bici, e come noto la "benzina" del ciclista è il cibo. cibo di buona qualità equivale a carburante di buona qualità.

- un modo migliore, e opposto alla tendenza attuale (andare in ipermercati a comprare robaccia e riempire il carrello), di fare la spesa, spendendo oltretutto poco.

- la creazione di ulteriore socialità all'interno del rione, che una volta era equo e solidale prima ancora che venisse espresso questo concetto, e poi è diventato anche questo un luogo dove la gente non si conosce e si guarda pure male. non è necessario essere amici, ma conoscersi anche attraverso la creazione di una "socità d'acquisto" è una cosa che andrebbe fatta, anche per aumentare la formazione di una idea comune del posto in cui si vive. "

una domenica inforco la bc e me ne vado verso un posto dove ricordavo ci fosse una grossa fattoria bio ecc., a decima-malafede. per chi non è di roma vi dico che è fuori dal raccordo anulare e per arrivarci ho rischiato la pelle un paio di volte. ci arrivo, un piccolo spaccato di mondo rurale subito dopo l'orrenda visione delle autostrade cittadine. mi spiegano che devo fare, prendo accordi di base e faccio un primo ordine (solo per me), me ne vado. e scrivo agli altri: "e tiritì e tirità, chi vuole partecipare mi scriva" poi ho sparso la voce nel rione a quelli che conoscevo, ne ho parlato continuamente per un paio di giorni e poi, quando mi è sembrato di aver radunato un po' di gente interessata, ho scritto a tutti convocandoli per martedì scorso alle 19 nel punto che avevo scelto come centro di raccolta della merce, una bottega equo&solidale vicino casa mia (conosco la proprietaria e ha aderito subito alla mia proposta).
iall'appuntamento sono venuti in una decina, in neanche cinquanta minuti (con solo due persone qualificabili come "scassacazzi") abbiamo messo su il primo ordine. sabato c'è stata la prima consegna.

ora sto ricevendo: a) una serie di apprezzamenti per la qualità delle cibarie da parecchi dei membri del gas; b) continue richieste di entrare nel gruppo; c) continui accenni a quanto s'è risparmiato.

è bastato poco. secondo me la cosa era nell'aria solo che nessuno si muoveva. chissa quanti vorrebbero partecipare a un gruppo d'acquisto e non fanno niente. lo vedo come uno dei tanti esempi paradigmatici nei nostri difetti: tutti ci lamentiamo, nessuno si muove in prima persona. così è per la bc: tutti a dire che è impossibile ecc perchè ci sono troppe macchine, ma nessuno che scenda dalla macchina.
17.10.06 01:32 - sezione le storie
il 17 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Drizzt ha scritto:

rotafixa...
carina l'idea..., spero che duri...

sulla tua considerazione finale..., probabilmente, l'italiano medio, non ha la spinta per scendere in strada a protestare/difendere i propri diritti, nonchè scendere dalla propria auto per andare a piedi, in bici o in autobus...
perchè non ne intravede la necessità...,
sui grossi centri commerciali, dico da sempre tutto il male possibile...
ma... mi pare che lo "stato" o chi per lui, in tutto questo sia complice, se non istigatore...

in molti centri urbani, non puoi andare in bici, perchè non ne esci vivo...
devi tenere la destra, ma ci sono buche che fagociterebbero un tir...
dalle mie parti, hanno appena fatto una circonvallazione, che unisce Pinerolo alla Val Pellice, ebbene, di fare una pista ciclabile, non se ne è neppure parlato...
mentre dove le hanno fatte, sono tratte di un centinaio di metri, che finiscono nel pieno traffico, dove per non essere stirato, ti conviene scendere dalla bici e attraversare a piedi...
in bici, siamo più o meno sempre i soliti..., anche se ultimamente, ci sono facce nuove...

il 17 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Andrea_Riot ha scritto:

Io mi sono avvicinato piu' volta al Gas locale, con il quale condivido l'uso di un magazzinetto e molti spazi dell'Arci, ma il fatto che, forse per il sangue brianzolo, si ponga l'accento molto sul risparmio, porta all'acquisto di quantita' industriali di merce e ad estenuanti ricerche del fornitore appena appena piu' economico, per cui da single di una cassa di pesche o di 5kg di parmigiano me ne faccio ben poco, e soprattutto il mio tempo lo spendo volentieri a cercare un vinello od un formaggio particolare, magari con gita alla fattoria, ma non riesco ad entrare nella mentalita' della ricerca estenuante per risparmiare cinque euro.
I soldi li risparmio in benzina, cellulari, abbigliamento, ma riguardo a cibo e bevande mi tratto piu' che bene, tanto mangio poco.
Detto questo, al di fuori della situazione personale di single morigerato, penso che i gruppi di acquisto solidale siano una forma di organizzazione dal basso che, se ben gestita, possa permettere di svincolarsi almeno in parte dalla dittatura della grande distribuzione, ed abbiano anche un notevole valore di aggregazione sociale.

il 17 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

fin dal primo momento ho comunque messo l'accento sulla qualità dei cibi, più che sul risparmio (che c'è e l'ho evidenziato). mi sembra che questa impostazione stia dando frutti. alcuni di questi fanno la spesa a piazza vittorio, dove ci sono parecchi vignaioli che producono da sè la roba che vendono, ed hanno comunque trovato un salto di qualità nel gusto. che è poi il cavallo di troia per introdurre il discorso sulla qualità della vita in senso lato, movimento personale incluso.

il 17 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Antonio ha scritto:

congrats! ci stavo pensando anch'io in questi giorni. L'impulso mi è venuto dalla contemplazione della quantità di imballaggi e confezioni che finisce nel bidone nell'arco di una giornata. Che dite, coi GAS si riesce a venire incontro anche a questo problema?

il 17 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

sì. chi consegna i pacchi si riprende gli imballaggi della volta prima

e li riutilizzano.

il 17 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Contesticolo ha scritto:

malafede?? dovrebbe essermi vicina, visto che sto piu o meno ad acilia!
cel hanno un sito internet rotafi'? o come li trovo?
gracias

il 18 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

www.officinaebio.it

si parla con anna

il 18 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Drizzt ha scritto:

per chi fosse interessato..., sono segnalati anche i negozi equo solidali per regione...

http://www.altromercato.it/

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