qui giace OneMoreBlog2.31
«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Spendiamo il doppio di quanto incassiamo
53363_bilancia.jpg «Dopo due anni di studi gli esperti, che hanno analizzato lo stato naturale del pianeta ed il ritmo attuale di consumo delle risorse (quali il terreno fertile, l’acqua, le risorse forestali, le specie animali, comprese le risorse ittiche), indicano che la popolazione umana entro il 2050 raggiungerà un ritmo di consumo pari a due volte la capacità del pianeta Terra, un ritmo davvero insostenibile visto che il pianeta Terra è un sistema biologico chiuso. Il Living Planet Report conferma anche una continua perdita di biodiversità, così come analizzato nelle precedenti edizioni. I grafici degli andamenti delle popolazioni delle specie viventi dimostrano globalmente una pericolosa discesa: il rapporto dimostra che in 33 anni (dal 1970 al 2003) le popolazioni di vertebrati hanno subito un tracollo di almeno 1/3 e nello stesso tempo l’Impronta Ecologica dell’uomo - ovvero, "quanto pesa" la domanda di risorse naturali da parte delle attività umane - è aumentata ad un punto tale che la Terra non è più capace di rigenerare ciò che viene consumato.».

Il report del WWF, ripreso in questi giorni da giornali e TV di tutto il mondo, apre una prospettiva inquietante sul futuro dell'umanità.
25.10.06 06:57 - sezione società
il 25 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Ellroy ha scritto:

Ma tanto è come con il fumo. Non ci pensi agli effetti fino a quando non stai male veramente. E poi quando non hai nulla da perdere continui comunque a fumare.

il 25 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Andrea_Riot ha scritto:

Nel 2050 saro' anziano, e per me mi frega poco, ma stiamo condannando i nostri figli; pero' per qualche anno saranno comodi e coccolati, riscaldati d'inverno e condizionati d'estate, a scuola in macchina, un cellulare ed un pc nuovo all'anno, poi cazzi loro.

il 25 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Pino ha scritto:

I paesi industralizzati prima o poi si convertiranno alle energie rinnovabili. Il problema sono i paesi emergenti che dicono: "ma come, siete cresciuti per decenni fottendovene dell'ambiente e ora dovremmo rallentare la crescita proprio noi che abbiamo appena cominciato?".

il 25 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

www.decrescita.it

il 25 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
sensi ha scritto:

sensibilizzare gli inquilini di questo pianeta e' una priorita' degli stati piu' civili e democratici, piu' saggi e progrediti. tra questi gli stati uniti. una nazione che nel 2004 ha speso 141000000000 (migliardi!) di tollari in pubblicita'.

consumate, consumatevi, consumateci.

http://www.sf*gate.com/cgi-bin/article.cgi?f=/c/a/2005/03/10/BUG7TBN0JP1.DTL

(l* in sf*gate va tolto...puta censura!)

il 26 Ottobre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Andrea_Riot ha scritto:

Ma gli ammericani cianno la soluzione:

Perdi peso e consumi meno benzina...

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/10_Ottobre/26/peso.shtml

Vai in bici, perdi peso, e benza non ne consumi...

il 02 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
paul ha scritto:

Sono anni, no - decenni, che il Worldwatch Institute ci mette in guardia. Le analisi del WWf e quelle del IPCC di Parigi non devono purtroppo stupirci.
Quello che francamente mi spaventa, mi rattrista e mi fa incazare è che ci siano personaggi, gruppi d'interesse, e perchè no? - politici, che pensano unicamente a quale sia il miglior investimento possibile in questo scenario apocalittico.
Il primo, evidente, è l'acqua (ma qui la speculazione rampante è già stata fatta negli ultimi 5-8 anni).
Poi immagino ci saranno le future aree coltivabili risp. regioni di "stabilità climatica" (chi vuole vivere p.es. in Florida con il rischio uragani, tornado, gelate improvvise, inalzamento dei mari??). Già oggi come oggi buona parte della Patagonia per esempio risulta essere in mano dei pochi, "interessati", capitalisti di ventura.
Poi ci sono coloro che speculano sui contratti a termine ("futures") sulle "soft commodities" (soja, grano, mais, etc...). In fin dei conti in un mondo dove il clima diventa più violento, ci saranno meno derrate alimentari disponibili e di conseguenza il prezzo è destinato solo a salire...
Quello che mi fa realmente incazzare è che in un modo o nell'altro glielo stiamo permettendo.
Sono colto da una corrosiva tristezza, a quando una rabbia veramente furibonda??

Paul

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