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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
La ballata degli impiccati
Quasi quaranta anni fa, nell'anno topico 1968, Fabrizio De Andrè attraversò il periodo più cupo della sua vita troppo breve. Il risultato fu Tutti morimmo a stento, undici tracce con sottotitolo "Cantata in si minore per solo, coro e orchestra" che raccontano il fondo della miseria umana, in cui l'ascoltatore è portato a spasso in una cupa atmosfera invernale tra suicidi, impiccati e bambini impazziti nel mondo dopobomba. L'album è complesso, sontuoso, a tratti barocco (soprattutto negli arrangiamenti, tipici dell'epoca), ma regala ancora oggi momenti di straordinaria intensità poetica. La semplicità dei giri armonici fa da contrappunto alla complessità delle parole, di cui Mastro Fabrizio è padrone assoluto, muovendole con la destrezza di un giocoliere.

Nei giorni in cui la (presunta) civiltà occidentale pensa di vendicarsi di un nemico impiccandolo, può far bene riascoltare "La ballata degli impiccati". Per chi vuole saperne di più su "Tutti morimmo a stento" c'è un'eccellente recensione di Claudio Fabretti.
08.11.06 12:30 - sezione musica
il 08 Novembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
michele ha scritto:

Grazie Alberto. Non l'avevo mai ascoltata. Ero adolescente, i miei gusti musicali erano indirizzati a gruppi (anzi complessi) più rumorosi, e a dischi con le copertine piene di colori vivaci. De Andrè mi pareva noiosissimo e guardavo con compatimento le compagne di scuola che si scambiavano religiosamente quei vinili tristi e grigi e copiavano sui diari i testi delle canzoni. Poi un giorno, mia sorella maggiore arrivò a casa con un 45 giri, lato A Carlo Martello torna dalla battaglia di Poitiers, lato B Il testamento. Rivelazione.

il 08 Novembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Pino ha scritto:

Bellissima. E non è vero che l'arrangiamento è barocco: solo alcuni elementi stonano e denunciano l'età (la tromba che esce fuori a sproposito).
Quale distanza siderale tra la comprensione dolente del poeta e il malato distacco del boia francese che ieri, intervistato dalle Iene, faceva paragoni tra pena di morte e amputazione di arti malati, mostrando i feticci della sua lugubre carriera.

il 08 Novembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro ha scritto:

Ciao nino :)
Dici a sproposito? Io trovo che la tromba dia perfettamente il senso di riposo, di requiem: ha il carattere del tema che si suona ai funerali militari.
Purtroppo non è amalgamata bene col resto degli strumenti, e ho anche la sensazione che non sia una tromba vera, ma una tastiera col suono-tromba.

il 08 Novembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
rossana ha scritto:

De André, Brassens, Brel..."Mais où sont les neiges d'antan?"

il 28 Novembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
è unico ha scritto:

De André è unico

il 23 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
mardisco ha scritto:

E' vero, ci ho pensato dal primo momento. Queste impiccagioni saranno pagate a caro prezzo. Sono soluzioni che riportano ai punti di partenza.

il 21 Agosto 2007 (quando OMB accettava i commenti)
davide ha scritto:

vi risulta che Dean Martin ha reinterpretato la ballata degli impiccati del mitico? dove si potrebbe trovare?
grazie

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