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Il primo che sorride
Ilozzi ha scritto per OneMoreBlog: Martino Ferro è un trentenne di Firenze, laureato al Dams di Bologna. Da diversi anni vive a Milano e lavora come autore televisivo e radiofonico. Un paio di anni fa ha scritto il suo primo romanzo, che l'anno scorso ha ricevuto il Premio Italo Calvino per le opere inedite. Dal 17 novembre Il primo che sorride è nelle librerie, pubblicato da Einaudi. La protagonista è Nicòl, una ragazzina di dodici anni, che abita in una piccola frazione alle porte di Firenze. Il libro è che un viaggio attraverso quella delicata fascia temporale nella quale piano piano la bambina inizia a trasformarsi in una piccola donna.

Il racconto si svolge in prima persona perché Nicòl ha l'abitudine di raccontarsi le cose appena accadute per non dimenticarle, e noi leggiamo il suo diario mentale. “Ho scelto questo personaggio perché è magico e forte - spiega l'autore - Si sa, le ragazzine sono sempre un po' più avanti, rispetto ai maschietti, che sono sempre un po' più tonti... E poi - sottolinea - le bambine hanno una delicatezza estrema ma anche una forza pazzesca per seguire la loro fantasia”. Infatti Nicòl è una tipa molto tosta. Va dritta per la sua strada come un treno, senza guardare in faccia nessuno. A testa bassa. Non solo metaforicamente “a testa bassa” ma anche fisicamente, perché lei ha un problema: quando cammina deve guardarsi i piedi altrimenti se alza gli occhi sente di perdere l'equilibrio. Per questo motivo Nicòl non può correre e non può andare in bici. E in compenso è molto attenta a ciò che incotra per strada.
Parte del suo mondo è proprio lì, negli oggetti che le si presentano davanti mentre cammina. Li prende e li raccoglie tutti in un cassetto: un righello di legno, un fiocco rosa, un pezzo di specchio, un ombrellino di carta, una piccola scatola vuota, una cartolina proveniente dalla Francia firmata Louise. A ognuno di essi la protagonista da' un valore e un significato speciale, interpreta la sua vita anche in funzione dell'oggetto incontrato quel giorno. Per esempio trova una piccola corona con incisa una lettera B. B come “bella, buona e ben fatta” pensa Nicòl. “ oggi quale cosa potrebbe succedere che inizia con la B?” si chiede “una cosa breve, bizzarra o bagnata” oppure potrebbe essere “una bolla, una bambina, una bomba”. Ed effetivamente quel giorno un'amica di Nicòl gli racconterà una cosa molto importante che inizia con la B: un bacio. La sua amica Sanila è stata baciata. Da lì la nostra piccola esploratrice di oggetti smarriti inizia a cercare un bacio. O meglio qualcuno da baciare. Addirittura organizza una finta festa di compleanno e invita a casa sua il suo compagno di classe Carlo. Ma lui capisce l'imboscata e se la da a gambe...la ragazzina rimane delusa ma non si scoraggia, anzi, da quel momento iniziano le sue avventure: pedina un signore fin dentro a un cinema porno e riesce anche a entrare in casa sua...il suo primo atto di emancipazione si concretizza in due giorni passati con la sua amica Sanila che la trucca, la veste da donna e la porta in un locale...
Nicòl arriva quindi al suo bacio, un bacio a sorpresa e inusuale, come forse sempre deve essere il primo bacio. E da questo momento in poi non sarà più la stessa di prima, riuscirà a correre guardando davanti e una volta tornata a casa deciderà di buttare i suoi oggetti trovati per strada, anche l'ultimo trovato quel giorno: un tappo di bottiglia con su scritto “hai vinto”. Una svolta. Quando mi chiedono che se questo è “un romanzo di formazione” - spiega lo scrittore Martino Ferro - rispondo che lo è sicuramente ma in realtà per me è soprattutto “un romanzo di conformazione” perchè alla fine del libro Nicòl ha superato il suo problema ma ciò significa anche che perderà il suo mondo magico e si "conformerà" al mondo normale...”. Il libro è scritto con una freschezza e una leggerezza sorprendenti, il lettore rimane incantato da questa Nicòl, splendida dodicenne che vive tutto a pelle nuda.
18.11.06 12:10 - sezione libri
il 21 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
laura ha scritto:

appena finito di leggere qst libro, il primo aggettivo che m'è passato per la tasta è stato "strano"..poi si, è un bel libro, ma cn il fatto che nicòl confonde spesso il pensiero con la realtà, a volte nn capisco cos'è che succedere veramente e cos'è che invece viene immaginato dalla ragazza...
ho delle domande:
- il dottore che si presenta alla fine; era il padre?
- lo stesso dottore la bacia?o lo immagina?

cmq l'ho ritenuto un bel libro..mi sn identificata in alcuni atteggiamenti della ragazzina...colmplimenti..

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