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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Non ti sopporto più
Quando uno è stanco, febbricitante o comunque non in grado di andare a lavorare, semplicemente non ci dovrebbe andare perché i risultati sono quasi sempre catastrofici. Almeno per chi fa mestieri come il mio in cui si è davanti a delle persone che non hanno scelto di essere davanti a te, che vorrebbero essere altrove e fino a giugno inoltrato testano gli insegnanti per vedere fino a che punto possano spingere. Qualche giorno fa, stanca e con la luna storta, entro in quella classe che, purtroppo, nei giorni no continuo a considerare come una cosa subita, una cosa in più. Me l'hanno affibbiata il 29 agosto, è una classe di una scuola media di un'altra banlieue, a 40 km di distanza dal liceo dove insegno da 4 anni, e per colpa di quella classe passo ore e ore nei trasporti pubblici. Insomma, la digerisco male però mi rendo conto che i bambini sono davvero simpatici, anche se agitati, e cercano sempre il limite di sopportazione dell'insegnante.

Per farla breve, martedì scorso ho fatto il primo rapporto disciplinare della mia vita, e non ne vado per niente fiera anche se qui il rapporto è molto meno grave rispetto all'Italia, semplicemente perché banalizzato. E martedì era una di quelle mattine in cui, talmente stanca, non riesci ad attirare l'attenzione di tutti e 30, in cui dici a tizio di smettere di chiacchierare, ordini a caio di stare seduto, però non riesci a farti ascoltare da tutti insieme grazie alla competenza, l'autorevolezza che in giorni normali hai. Perché mentre tizio ascolta il tuo rimprovero, sempronio intanto si alza o insulta il compagno di banco o lancia oggetti.
Ripensandoci, quella mattina sapevo, sentivo che sarebbe successo l'irreparabile, non sapevo cosa, ma sentivo che non li avrei tenuti naturalmente per due ore. E infatti, annaspando per avere un po' di silenzio e attenzione, a un certo punto accanto alla porta vedo una scarpa, senza piede dentro. Chiedo chi sia il proprietario, è ovviamente Kevin. “Basta, non ti sopporto più. Rapporto!” “Ma non ce l'ho messa io” “Allora, hai un'ora di tempo per dirmi chi te l'ha tolta e l'ha messa qui” “Non posso, lei mi chiede di fare la spia” “Allora, rapporto”. Faccio il rapporto, e sono io la prima a non crederci, ma devo farlo. “Sono vittima due volte: di gente che mi leva le scarpe e di un'insegnante che non mi capisce; io le voglio bene, lo sa?” E intanto scrivo mentre lui implora: “Adel, chiudi la finestra ché ho freddo al piede…” La classe si calma, ma non perché io sia una insegnante competente o interessante, ma perché ho adoperato l'autorità, un mezzo dell'autorità. E quindi mi sento sconfitta: Kevin non ha ragione, anche se oggi so che l'episodio della scarpa non è drammatico, sono sconfitta come lo sono i genitori che mollano uno schiaffo ai loro figli. Intanto Kevin parla a mezza voce, gli dico di stare zitto e lui: “Sono di origini napoletane, sono cattolico quindi prego per questo problema” “Va bene, ma piano ché io intanto do un compito” E lui sussurra un Padre Nostro tutto suo in cui si parla di scarpe e donne insensibili. La frase conclusiva della preghiera è sublime: “Signore, perché mi hai fatto così simpatico e divertente?”
Sarebbe bello avere sempre il talento, la capacità di anticipare, prevedere l'ostacolo, saperlo riconoscere per poterlo schivare o adoperare a nostro favore, proprio come leggo nel sito del nostro mastro Rota. E la distrazione sarebbe solamente un elemento da prendere in considerazione nei nostri calcoli.
30.11.06 00:15 - sezione dalla banlieue
il 30 Novembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Giorgia ha scritto:

Cara Francesca,
so bene ke questo nn era l'intento del tuo post, ma m'hai fatto venire in mente quella volta ke son uscita dalla finestra sul cornicione al secondo piano x rientrare da 1 altra finestra dell'aula... E nn so come anke quell'anno ho preso 10 in condotta. Le mie interrogazioni oscuravano nelle menti dei Prof certe piiiiiccole marakelle... hihihi...

il 30 Novembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

felice che tu pensi alle cose che dico.
non voglio insegnare niente.
solo mostrare che alcune cose ritenute al di fuori della nostra portata sono invece ben al di qua.

detto questo, kevin non deve mai fare la spia ma al massimo menare chi gli ha fatto prendere la nota (dopo, e in separata sede)

a meno che non se la sia levata lui, tanto per fare lo scemetto.

note e sospensioni ne ho prese, e mi riordo di una divertente alle medie (credo prima): "(rotafixa) morde il compagno perché gli ha preso i colori". l'ho fatto d'istinto, ancora lo ricordo (anni '70) con simpatia.
poi le cose sono peggiorate, ma intanto sto qui e non me la cavo malaccio.

bacidibici. venite al bicycle film festival di milano. da venerdì a domenica la bella gente che si muove semplicemente s'incontra e sta insieme, e cerca di coinvolgere gli altri.

il 30 Novembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
beppe ha scritto:

forse invece del rapporto dovevi sequestrare il corpo del reato?

a parte gli scherzi, anche a me e' capitato di scrivere sul registro (a matita, ma gli studenti non se ne sono accorti). stessa brutta sensazione, e le premesse erano identiche. penso che le classi siano come le persone, hanno un carattere che le porta in un verso o un altro; a essere umane, vivaci, smorte, simpatiche, insopportabili e qualche volta anche intelligenti.

non credo la tua sia una vera sconfitta; il tuo obbiettivo non e' quello di essere la loro sorella ma la loro insegnante, e se ci sarai riuscita lo vedrai alla fine dell'anno.

il 30 Novembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Francesca ha scritto:

Beppe, è vero, ma io non voglio essere la loro sorella, voglio essere una brava insegnante che si fa rispettare, ascoltare grazie a quel che sa e a come lo trasmette, non perché usa un mezzo dell'autorità. Non ne faccio assolutamente un dramma, sono anzi contenta che Kevin sia punito per quel che ha fatto; semplicemente avrei voluto punirlo con le parole e il ragionamento, come faccio sempre, o, ancora meglio, avrei preferito istaurare in classe come ogni giorno un clima tale per cui a nessuno viene in mente di togliersi una scarpa, perché non ce ne è bisogno. Ma non è per niente grave. E poi il primo rapporto disciplinare dopo 5 anni di insegnamento, in Francia è puro lusso!
Rota, sono d'accordo con te, e un po' mi ricordi la mia maestra di Tai-chi di qualche anno fa...
A proposito di voto in condotta: proprio quest'anno è reintrodotto in Francia, chissà che ne sarà del povero Kevin!

il 02 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
livia ha scritto:

Sono un'insegnante sbarbatella e decisamente con poca esperienza...Quante volte, però, ho già perso la calma e alzando un pò la voce ho dovuto fare ragionare i miei alunni che sembravano aver perso il lume della ragione! Credo, Francesca, che tu non abbia fatto male: alcune volte, una punizione scritta può far capir di più. E poi non credo che tu abbia usato "l'autorità" con cattiveria... Nessuno di noi insegnanti lo fa, spero!

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