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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Milano col cappello in mano
Milano che chiede pari dignità con Roma nella finanziaria, Milano che chiede risorse per le infrastrutture, Milano che chiede rassicurazioni per Malpensa, Milano che chiede più forze dell'ordine, Milano che chiede poteri metropolitani. Milano che chiede al Governo appena può. I bisogni elencati sono reali ma colpisce il profilo di città sempre più con il cappello in mano, immagine fedele di una fragilità che in fondo sta autoalimentando sé stessa. E colpisce anche il contrasto tra invocazione e proposizione. Ha toccato il tema Prodi nella sua ultima visita di lunedì scorso, con una riflessione risuonata come un'autentica sferzata: “Nelle favole del mondo le città o vengono ricordate per qualcosa o scompaiono. E per essere ricordati bisogna buttarsi”.

Tradotto: al di là delle richieste di sostegno, quali sono i contenuti sfidanti che Milano vuole offrire alla nazione e al mondo? E con quale voglia di rischiare? Kennedianamente parlando, è la reciprocità della relazione: chiedersi cosa gli altri possano fare per te, ma anche cosa tu possa fare per gli altri. Il pensiero è molto attuale per una città che ha bisogno di idee e di un nuovo racconto di sé. Un racconto la cui trama non potrà essere scritta con il cuore o con il cappello in mano, ma solo con il cervello della classe politica che la amministra.

Annunciamo con piacere che da oggi, in collaborazione con Il Riformista, proponiamo i commenti scritti da Davide Corritore per l'inserto milanese Ambrogio.
01.12.06 07:45 - sezione miii...
il 01 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Carol ha scritto:

la reciprocità è fondamentale (anche perché entro certi limiti è una legge dell'esistenza, quindi a meno che la politica sia fatta da e fra alieni...)!
Carolina

il 01 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Moreno Puiatti ha scritto:

Detta così sembra più una battuta da campanilismo italiota e leghista.
In ogni paese la capitale ha funzioni ed iniziative tali da avere fondi maggiori.
Milano perchè dovrebbe avere i fondi da capitale?
Milano deve proporre progetti, Torino ha saputo inventarsi un'Olimpiade (nel bene e nel male la FIAT e gli Agnelli avevano e hanno progettualità e visioni per il presente ed il futuro).
Milano non ha una famiglia regnante, ma un'aristocrazia in cui gli uni sono gelosi degli altri e le alleanze si fanno e disfano, questo è forse il guaio?

il 01 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Davide Corritore ha scritto:

Hai detto bene Moreno. A MIlano manca, tra le varie, una grande borghesia illuninata. Che sia di destra o di sinistra, a Milano vive di rendita e non sa guardare lontano...

il 01 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Carol ha scritto:

Oh, a Milano c'è gente legata al Risorgimento e alla Resistenza anche. A me non passa più che si taccia di questo per non parlare delle responsabilità della gente. Non è che si debba essere ricchi o "aristocratici" per capire di diritti umani (e il sindaco a suo modo è una prova di questo).
Carolinac

il 01 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
arcovazzi ha scritto:

non credo che a milano manchi una borghesia manca una classe politica.
Prima della prima guerra mondiale vi fu la stagione del riformismo socialista (caldara) che disegnò un modello di città; con il fascismo vi fu la stagione della città gestita direttamente dal partito e da roma (ma che ha lasciato tangibili segni nell'urbanistica della città); nel dopoguerra vi èstata la classe dirigente socialdemocratica che riprendeva la tradizione di inizio secolo e che ricostruiva (greppi), poi quella laico socialista (aniasi bucalossi) che gestiva le lo sviluppo, poi quella di socialista con la sinistra (tognoli) che gestiva la maturità; tutti progetti che avevano alle spalle un blocco sociale una base di consenso politica organizzata, una cultura di governo. Dagli anni '90 questo non vi è più. La mediazione della politica è saltata prima con l'elezione del populista formentini poi con l'impiegato di assolombarda albertini, persone in sè non spregevoli ma che non avevano una visione un progetto purchessia, Quando albertini dice che è un gestore di condominio dice la verità, il problema è che la città ha bisogno di una classe dirigente non di impiegati. Non che la sinistra sia messa meglio essa ha alternato contro il populista formentini il populista giustizialista dalla chiesa, contro l'impiegato di assolombarda prima un altro impiegato (fumagalli) poi un impiegato della curia (antoniazzi) e per finire disperata di non avere uno straccio di candidato ha scelto quanto era disponibile sul mercato: un prefetto, tornando alla tradizione del fascio che nominava podestà i prefetti. insomma per chiedere bisogna essere e al momento milano non è.

il 01 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Davide ha scritto:

Si sono daccordo. L'impressione è della città che chiede, e spesso viene il dubbio che non si chieda per la città, ma per portare avanti interessi personali o para-personali.
Ad esempio mi ha sconvolto la mancanza di criticità (da parte quasi di tutti) nel confronto della questione dell'EXPO a Milano.
Nessuno che mettesse in dubbio l'utilità di un progetto a mio parere anacronistico e nato vecchio (come quello della fiera a Rho, tra l'altro). In più l'expo di milano dovrebbe essere una fiera del gusto e dell'alimentare. come se si potesse parlare di alimentazione sana e buona cucina ad una fiera da 12 milioni (presunti)di visitatori.
Ma l'impressione è che l'interesse rispetto a questi discorsi non sia centrato sulla città, ma sui vari propri o vicini tornaconti (cariche, fondi, spese pubbliche o simili).
In una realtà in cui ci sono ancora gli scheletri di italia 90' da abbattere.
ps. In particolare 2 cose mi hanno fatto girare particolarmente:
1)l'ipotesi di costruire una torre di fianco alla fiera, che è già una colata di vetro e cemento esagerata e sicuramente sottoutilizzata.
2) la minaccia del opposizione all'expo dell'ente fiera se non gli lasciano costruire i mostri-grattacieli in zona fiera a milano. ma chi credono di essere? i padroni della città?

il 01 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Carol ha scritto:

uh. io sono criticissima. secondo me è un abbindolamento se per il resto si vuol continuare come ora... infatti in questo caso significa che i milanesi verranno esposti loro negli stand!!!
Carolina

il 01 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Moreno Puiatti ha scritto:

Caro Davide, parliamo di Milano, ma non è che nel resto d'Italia la classe imprenditoriale e la borghesia siano migliori.
Si guarda al profitto immediato, alla speculazione dalla rendita facile.
I modelli sono i manager rampanti alla Ricucci e Fiorani a cui tutti, soprattutto le banche (ed una certa classe politica?) danno troppo credito.

il 01 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Gianni Esposto ha scritto:

Milano, per l'esperienza che ho accumulato in questi cinque mesi di consiglio di zona, non ha idee e chi al momento è in maggioranza si limita a fare il minimo indispensabile adeguandosi alle disposizioni che vengono dal centro. Lo spirito di iniziativa non viene quasi mai preso in considerazione ed è a volte avvilente trovarsi progetti già fatti da persone che non conoscono il territorio. Questa è oggi Milano, e mi domando come potrà riuscire a presentarsi come la capitale dell'innovazione laddove si è riusciti anche a vendersi la rete in fibra ottica. Se la borghesia milanese pensa che solo i privati siano in grado di progettare la città del domani, temo proprio che non abbiano colto e soprattutto non sfruttano la risorsa di capitale umana che è rintracciabile nei consigli di zona, organo più vicino ai cittadini e spesso composto da persone che il territorio lo conoscono e lo vivono. Forse è un problema anche di organizzazione territoriale e di amare realmente la città.

il 03 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro ha scritto:

Caro Gianni,

perche' tu che sei in consiglio comunale non promuovi un nuovo regolamento per le nuove costruzioni dove ad una certa volumetria in metri cubi si destina per legge una superficie di verde prestabilita?

Se non lo proponi tu o qualcuno dei tuoi colleghi che siedete in consiglio comunale, chi lo deve fare? I consulenti della Moratti?

Non vi abbiamo forse eletto per avere idee e progetti innovativi? Se non avete idee nuove, cosa ci state a fare in consiglio?

il 04 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Gianni Esposto ha scritto:

Caro Mauro, non sono un consigliere comunale, ma solo di zona. Di idee e progetti in consiglio di zona ne porto, ma finisce che siamo sempre sotto di numero. Nonostante porti controproposte alternative valide, purtroppo dall'altra parte hanno già deciso tutto. Questa è la realtà.

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