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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Epitaffio per una generazione
Zoidr ha scritto a OneMoreBlog: «Questa nazione che mi delega / ad un trafiletto di cronaca locale, / non mi vuole nemmeno da morta. / Nemmeno da cadavere mi lasciano parlare». Sabato sera c'è stato un festone tecno alla Fiera di Roma, è una bella festa, solo che un gruppo di ragazzi ha esagerato, dopo la festa si è messo a dormire in macchina. Dopo qualche ora si sono svegliati, tutti tranne una ragazza, di 21 anni.

Epitaffio per una generazione

Voglio valanghe di scuse ufficiali,
il cordoglio palese, le esequie di stato,
perchè evete permesso alle droghe mortali
di ridurmi, corpo misero e avvelenato.

Qualcuno ha riempito il mio sangue di noia,
quell'impasse che frena l'ardire,
che non conosce il senso del mondo
del collettivo alzarsi e partire.

I saccenti urleranno che non avevo idee
per le quali lottare,
ma era solo che io, come voi, io
mi rifiutavo di diventare.
Sessantottini che dei vostri valori avete fatto
il mondo di oggi.

E permesso l'Italia che ci rifiuta, che non ci paga,
che ci rinchiude a casa dei nostri vecchi,
che ci permette solo il sabato quell'oblio bastardo.
Per sempre ripetere, puerilemente,
che è colpa di qualcun'altro.

Questa nazione che mi delega
ad un trafiletto di cronaca locale,
non mi vuole nemmeno da morta.
Nemmeno da cadavere mi lasciano parlare.

E giù, tra vecchi, a dibattere
perchè non siamo arditi come loro.
A ciarlare in sterili chiacchiere
che di niente facciamo tesoro.

Non lottiamo perchè il vostro esempio è misero
perchè nessun politico ci ha mai dimostrato con le propre scelte ardite
che vale la pena di avere coraggio.
Io dico: meglio essere onesti e farsi un viaggio.

Meglio fare la rivoluzione dentro di sé
scombinare i codici dei nostri neuroni
ed arrivare all'estasi da soli.
Decidi tu quando e come voli.

Ed io che ho 21 anni posso farlo solo stasera
in mezzo a mille luci, io, finalmente, da sola
padrona della pista e del mondo che mi avete lasciato,
così grande che finisce con me, da dove è cominciato.

Sono l'anarchico che si getta per i suoi ideali,
muoio sull'altare della strobo con i miei fratelli.
Che adesso capisco quella vecchia canzone:
"Gli eroi son tutti giovani e belli".

Muoio stasera, ma muoio onestamente,
anche se non ne avevo l'intenzione.
Solo perchè i dotti non hanno avuto idee e coraggio,
solo per aver fatto parte della mia generazione.

13.12.06 17:43 - sezione riflessioni
il 13 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Pino ha scritto:

Ma di una ragazza di ventuno anni, venuta come tante dalla Basilicata a Roma per studiare, tu Zoidr, che ne sai?
Chi ti dà l'autorità di attribuire il significato che più ti aggrada ad una morte di cui neppure si sa ancora la causa?
Chi ti ha nominato giudice di una generazione che condanni per omicidio
(o istigazione al suicidio)?
Capisco l'emozione che ti spinge, ma le tue idee mi sembrano incerte e confuse come la metrica della tua poesia.

il 13 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Gabriele ha scritto:

Non giudico la morte della ragazza ma solo la poesia.

Ha dei bei contenuti ribelli, ma non riesce a convincermi fino in fondo che e' tutta colpa dei genitori sessantottini.

Il finale, poi e' patetico. Come si puo' incolpare lo Stato per la propria tossicodipendenza?

Baudelaire fu tossico dipendente e Rimbaud tossico dipendente e suicida. Ma le loro poesie erano di unaltro spessore.

il 13 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

veramente zio arturo è morto di setticemia.

povera bimba.

il 13 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Gabriele ha scritto:

rotafixa, grazie della precisazione. Dovro' andare a togliere un po' di polvere ai miei libri di poesie decadenti.

il 14 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
caino e abele ha scritto:

Certo vedere in giro personaggi che si dichiarano ex-sessantottini quali, ad esempio, Mughini, Liguori e compagnia cantante, può fare pensare ad un'intera generazione che si è venduta o, nel migliore dei casi, che ha sbagliato tutto e non ha costruito nulla, lasciando solo macerie; in realtà non è così e chiunque abbia vissuto quegli anni di lotte sa cosa gli è rimasto dentro e cosa, sul piano personale e dei valori, ha trasmesso ai suoi figli. Il discorso è lungo e complesso e andrebbe affrontato sotto i diversi aspetti, da quello che prende in considerazione il semplice vissuto politico/partitico, a quello che esalta la costruzione di un modo di rapportarsi con gli altri che non ha avuto uguali nella nostra storia. Comunque, da (ex?) sessantottino, anziano pensionato, non posso continuare ad accollarmi tutte le sfighe del mondo: le colpe dei padri ricadono sui figli (si dice), ma qui si parla ormai, purtroppo, di nipoti.

il 14 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
alberto biraghi ha scritto:

berja: pubblico tutto ciò che ricevo. Il mio giudizio non ha mai a che fare con la pubblicazione. Non mi sento in colpa, perché "lottavamo così, come si gioca".

il 14 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Zoidr ha scritto:

Incredibile, come sempre, l'egocentrismo di quella certa generzione che nomino solo in un verso.

Come incredibile che debba chiedere il permesso per guidicare le scelte politiche di chi mi ha preceduto.Voi l'avete mica chiesto.

Certo, siete voi a dover dare il premesso, voi gli unici detentori di pensieri,incapaci di ascoltare, a subito feriti da una parola. Non era per voi la poesia.


Nessuno ha commentato sul merito, nessuno ha cercato di capire che il grido di dolore era rivolto alla società italiana tutta, ed in particolere a quella sinistra, una volta comunista, che non è capace di scelte ardite, neanche adesso che governa. La voglia di lottare si infonde con l'esempio. Ma la sinistra asfissiante dei nepotismi di partito, quella che ha preferito Mastella a Scalfarotto, quella che non ha coraggio, fa imputridire l'Italia, e da ai ventenni la spernza solo di una pasticca.

il 14 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

zoidr, che commenti di merito vuoi.
è morta una ragazza.
che cazzo c'entrano i sessantottini.
crescere è sempre un'operazione a rischio.

il 14 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Zoidr ha scritto:

E' vero non c'è proprio niente su cui riflettere.

Giusto. E quei giovani...che ci vuoi fare...sono ragazzi...crescono e il sabato si ammazzano, è normale.

Prendersi una pasticca non è nè come farsi una canna, nè come assumere sostanze che danno dipendenza. Si fa come si beve una birra, è una droga "di consumo". E se migliaia di giovani normalissimi, ripeto, senza nessun problema particolare, la prendono "tanto per", secondo me la società che gliele vende, si DEVE interrogare, sforzandosi di capirci qualcosa, tentando nuove strade d'analisi, andando alla radice.

Perchè se si ha speranza nel futuro, se lo si guarda con sfida, non ci si gioca il proprio cervello, è troppo presioso. Ma se il futuro è privo di prospettiva allora ,del prorpio cervello, chissenefrega.

Perchè nomino i "sessantottini" ? che età ha, mi scusi,l'attuale classe dirigente? E quali sono le grandi strade del cambiamento che propone?
Quale Italia è stata costruita negli ultimi 30 anni? Quanti e quali ottimi presupposti sono diventati realtà politica?

E' vero, scusate, voi non c'eravate.

il 14 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

nella merda ci siamo tutti, grandi e piccini

una delle strade più note per crescere è smetterla di dare la colpa agli altri e cominciare a modificare sé stessi.

il 15 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
cauz. ha scritto:

belin zoidr,
nemmeno su avvenire pubblicano piu' roba del genere.
e' impressionante come a sinistra ci sia gente che si lamenta di mastella (tanto per fare un esempio) e poi gli dia due giri di distacco in quanto a moralismo.
e dire che qualche volta su questo blog si leggono pure cose intelligenti. teniamoce caffarra, vah...

il 15 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

questo e' moralismo e non fa alcuna giustizia nemmeno alla morta.
ai rave illegali degli anni '90, prima che diventassero una moda come tante altre, c'era sempre grande informazione sulle sostanze e sul loro consumo e le sostanze facevano parte del "rito" rave; adesso che le sostanze stupefacenti sono ovunque e di consumo diffusissimo, anche se si fa finta che non sia cosi', di informazione sul consumo non se ne fa per niente ed i ventenni crepano, magari per aver bevuto troppo poco.
che minchia c'entrano i sessantottini, i settantasettini, i panterini? hanno altre responsabilita', ma non di certo riguardo la diffusione ed il consumo irresponsabile delle sostanze.

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