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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Ciò che è mio
Alberto Biraghi «Visto che qualcuno insiste tanto a far passare l’eutanasia per “dolce morte”, perché non ribattezzarla “dolce kaput”? Un krapfen, insomma. Invitante, ma avvelenato. E offerto a chi, sconvolto nel corpo, nella mente e nell’anima, spesso non è del tutto cosciente di aver davvero fame di morire. Io non penso che la morte sia un diritto, ma un fatto di quel dono inviolabile e indisponibile che è la Vita». Così scrive Luca Volontè, agente provocatore infiltrato del Vaticano nel parlamento di una repubblica che la Costituzione vorrebbe laica, in un articolo intitolato "E' stato commesso un omicidio" pubblicato a pagina 3 de Il Giorno di oggi (che peraltro apre con i caratteri cubitali "Welby ucciso"). E' solo una tra le tante avvisaglie dell'aggressione al diritto naturale di vivere e morire in pace che - accanto a riflessioni intelligenti sia pro sia contro - il caso Welby ha scatenato.

Vogliamo provare a proporre in sequenza gli eventi che hanno portato alla morte di Welby?

1) Welby era ridotto da anni in una condizione peggio che vegetativa. Chi vegeta almeno non soffre, Welby era cosciente, lucidissimo, rinchiuso in un corpo totalmente sottratto al proprio controllo e (attenzione!) incapace di vivere autonomamente.

2) Welby ha deciso di averne abbastanza, la vita era per lui una tortura insopportabile. A chi non lo crede, proponiamo un semplice esercizio: contate le vostre respirazioni per un minuto e poi, rimanendo distesi e immobili, riducetele di 1/3. Continuate per almeno 10 minuti. Avrete una vaghissima idea di quello che deve aver provato Piergiorgio Welby per anni.

3) La Costituzione sancisce il diritto alla libertà di terapia. In Italia un cittadino può rifiutare farmaci e interventi chirurgici sotto la propria responsabilità. Ogni giorno un esercito di malati di tumore sceglie cure non convenzionali (omeopatiaa, medicina steineriana, trofoterapia, eccetera) rifiutando chemioterapia e bisturi, un gesto che molti medici che non hanno fiducia nella medicina non convenzionale definiscono (legittimamente) "suicidio", senza però che la DIGOS ci faccia caso.

4) A rigor di logica, Welby non si è ucciso, semplicemente ha rifiutato una terapia (il respiratore) accettandone le conseguenze note (la morte per soffocamento) nella massima consapevolezza.

5) Il medico che l'ha assistito, dottor Marco Riccio, non ha ucciso nessuno. Ha solo rispettato il diritto di Welby a curarsi come meglio credeva e ha svolto il suo compito di aiutarlo a superare una morte inevitabile senza soffrire.

Leggiamo ancora, sempre dallo stesso giornale (purtroppo una delle poche fonti di notizie disponibili online, la meno peggio in un silenzio stampa che mette in seria difficoltà il diritto dei cittadini a essere informati) il commento di Luigi Negri, vescovo di San Marino e Montefeltro.

«Cari amici laicisti, perché è solo il laicismo deteriore e un po’ becero, che può sostenere la legittimità e addirittura il valore dell’eutanasia, la questione è molto radicale. O la vita è possesso dell’uomo, e quindi può diventare un progetto e quindi può essere manipolata al suo sorgere, nel suo svolgersi, nel suo compiersi. Le manipolazioni biologiche, l’eutanasia, sono due modi in cui si esprime il delirio di onnipotenza dell’ideologia tecno-scientista. E poi progetto di che? Di una vita che non si sa da dove viene e si sa bene dove va: verso il nulla. Allora il problema non è come si muore, ma come si vive. O la vita è così, o la vita è il trasbordare del mistero di Dio, che gratuitamente genera dal fondo della sua stessa vita l’uomo, dentro la straordinaria bellezza del cosmo: e l’uomo partecipa della vita stessa di Dio e il tempo dell’esistenza è il tempo del ritorno a Dio, di una vita piena di verità, di bellezza, di bene e di giustizia».

Con tutto il rispetto per chi ci crede e davvero senza sarcasmo, a me «il trasbordare del mistero di Dio, che gratuitamente genera dal fondo della sua stessa vita l’uomo» non suona diversamente dall'ampolla di acqua del Po levata al cielo o dalle creme dimagranti di Wanna Marchi. Ora - sempre con molto rispetto per chi ci crede - perché dovrei delegare la sovranità su ciò che è più mio, il mio corpo e la mia vita, un fardello che porto da mezzo secolo, a persone convinte che siamo prodotto e proprietà di un fantomatico essere superiore che non ho mai visto e (credo) non vedrò mai?

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Alberto Biraghi

PS: dopo sette anni di OneMoreBlog, ho deciso di avere anche io una mia rubrica, "ciò che è mio". Abbiamo molti progetti per il 2007, alla base dei quali sta il presupposto che OMB sia un luogo in cui opinioni diverse possono convivere con pari dignità. Mettendo la mia faccia (si fa per dire) accanto a ciò che scrivo, sottolineo che ormai OMB non coincide (più) con chi l'ha creato e con le sue idee (io), ma è il risultato dell'impegno di tanti che vi contribuiscono con passione. E poi posso smetterla di scrivere in prima plurale come D'Alema, che è un bel sollievo...
22.12.06 18:30 - sezione ciò che è mio
il 22 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
rossana ha scritto:

Indipendentemente dalla fede o meno in una qualsiasi religione, io rivendico il diritto di disporre del mio corpo. Mi sembra che, escluso l'argomento"dolce morte", si riconosca a chiunque questo diritto. In questo includo gli interventi di chirurgia estetica(spesso distruttivi), il tatuaggio, il nutrirsi troppo o troppo poco , l'assunzione di droghe devastanti e medicinali non necessari e così via. Per questo, nessuno si sogna di interferire, e siamo d'accordo. Non riesco a darmi una spiegazione logica del perché in tanti si straccino le vesti quando si tratta di consentire ad una persona che soffre in maniera tale da non poter più vivere la propria vita , di decidere in piena coscienza di porre fine alle sue sofferenze. Io ci vedo addirittura una dose di sadismo.Ho vissuto di persona il terribile dolore di vedere un carissimo fratello essere progressivamente imprigionato in un corpo che non vedeva più , non sentiva bene, non parlava quasi più, non poteva mangiare o bere senza strozzarsi né poteva provvedere a se stesso per nessuna cosa ma in tutto questo gli restava la capacità di pensare e di capire. Questi signori tanto pietosi sanno quanto sia terribile vivere 24 ore al giorno in queste miserevoli condizioni? E questo non per un solo giorno, ma per due, dieci, mille , finché la morte non giunge, lei sì, pietosa, a liberare il prigioniero? Ho dei problemi con la fede, ma, ipotizzando l'esistenza di un Dio misericordioso,di sicuro non potrà fare altro che accogliere fra le sue braccia chi ha tanto sofferto.

il 22 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro (quello coi dredds...) ha scritto:

Se ci fosse una top ten dei post questo andrebbe sul podio.
Hai scritto delle parole bellissime, bravo, bravo, bravo.
Un buon natale a tutta la redazione! :)

il 22 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Ellroy ha scritto:

Sto leggendo questo post dove avere appena sentito al tg le solite considerazioni di comodo dei politici cattolici e pseudo-tali. Ho una rabbia che non posso contenere, gli occhi gonfi. Sentire parlare gente che non ha un briciolo del coraggio di Piergiorgio mi fa veramente vomitare. In questi casi sarebbe d'uopo solo il silenzio da parte di alcuni individui. Invece la parrocchia di Welby ha rifiutato di fare un funerale religioso, mentre c'è già chi vorrebbe mettere al muro il medico curante. A queste persone direi solo una cosa, questa notte guardatevi nello specchio e fatevi schifo per un minuto.
Sarebbe ora che la popolazione civile scendesse in piazza a manifestare contro la chiesa. Sogno una manifestazione con ampia partecipazione di chi vorrebbe uno stato laico.
Grazie Alberto per il tuo post, si sente la forza dello sfogo. Buon Natale!

il 22 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
massenzio ha scritto:

"Il medico che l'ha assistito, dottor Marco Riccio, non ha ucciso nessuno."; al contrario, secondo il mio personale parere, ha compiuto un gesto di Amore supremo.

il 22 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Persio ha scritto:

Volontè è una testa di cazzo. Il fatto è acclarato da anni e non mi pare nemmeno sia più il caso di metterlo alla berlina.

il 22 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Drizzt ha scritto:

concordo appieno...
ascolto la radio e resto allibito dal numero di sedicenti opinionisti, che sproloquiano di punire, di perseguire, di demonizzare...
in questo momento, occorre essere uniti e stare vicini al medico che ha dato a Piergiorgio la possibilità di essere finalmente libero...

il 22 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
dedalus ha scritto:

La vita è proprietà dell'individuo, non dello stato (visto che non siamo in un regime comunista).
E l'individuo ha il diritto di farci ciò che vuole.

il 23 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
alberto biraghi ha scritto:

Sono contento di scoprire che anche tra le file di Forza Italia ci sono persone ragionevoli. Ecco cos'ha dichiarato Max Bruschi, vicecapogruppo in provincia: «La vicenda di Piergiorgio Welby si è conclusa secondo la Costituzione che all’art. 32 recita “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.” E tanto dovrebbe bastare. Di fronte al ponziopilatismo di medici e magistrati e alle lacrime di coccodrillo dei tanti politici che, spaventati dalla forza di questo “caso”, hanno cercato di evitare di interrogare fino in fondo la propria coscienza, quest’anno brinderò in onore di Piergiorgio Welby e della sua volontà nel fare della sua storia un atto di coraggio politico, e al dottor Riccio che ha saputo obbedire alla Costituzione e alla volontà del paziente»
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il 23 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

Bruschi era a scuola mia e faceva "Iniziativa Laica", mentre io facevo prima la figiciotta e poi la trotskista. ci siam divertiti e son lieta di sapere che sulla laicità non demorde. Auguroni Alberto e auguroni Max!
Carolina

il 23 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
charlie ha scritto:

Intanto plaudo all'iniziativa della rubrica, perché potrai essere più palesemente presente. Il che non può che farmi piacere.


D'altro canto l'idea che una macchina possa respirare al mio posto, e non transitoriamente ma per sempre, e contro la mia volontà (soprattutto, perché se la cosa è accettata) trovo che sia un delitto contro la dignità umana.


E questo da quelli che si preoccupano della vita delle cellule staminali embrionali....

Ggessù...

il 23 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Marco S. ha scritto:

Caro Alberto,

semplicemente grazie, e poi, BELLALì.

M.

il 24 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Francesca ha scritto:

E bravo Alberto che ora scriverà in prima persona!
Basta solo che tu mantenga la promessa che mi hai fatto qualche giorno fa. Ti ricordo che hai detto "Promesso"...
Grazie mille, sempre con passione.

il 25 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
alberto biraghi ha scritto:

Franci: ribadisco la promessa.

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