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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Siamo comunque dei vecchi
Gli insegnanti di una delle mie classi hanno tutti fra i 25 e 38 anni; per noi può sembrare una classe insegnante giovane, per i ragazzi siamo comunque dei vecchi (l'unanime sentenza che ho recentemente subito dice che si è giovani fino a 22 anni, poi adulti fino a 40, e vecchi da 40 in poi; non c'è differenza fra un 42enne e un 84enne, vecchi entrambi). L'insegnante 31enne (io) che ammette di aver inviato la sua prima mail a 20 anni compiuti già da un po' è un reperto archeologico da osservare e conservare preziosamente.

Quando poi rincara la dose dicendo che da piccola ascoltava i 45 giri con le canzoni dei suoi cartoni animati preferiti, 2 canzoni per disco, lato A e lato B, lascia tutti a bocca aperta, e forse un po' racconta frottole. Quando poi dice che spesso il disco si inceppava ed era difficile toglierlo, sinceramente sfotte. C'è sempre quello che dal fondo sussurra: “Sembrerebbe pure giovane, invece…”
Abbiamo studiato un pezzo del primo atto di Ti ho sposato per allegria di Natalia Ginzburg. La scena si chiude con una lite perché la madre del marito non è contenta del matrimonio di suo figlio con una donna conosciuta da pochissime settimane e appartenente a una famiglia non benestante. Come compito per casa i ragazzi hanno dovuto immaginare e scrivere il seguito di questa scena. C'è ovviamente chi si è lanciato in una descrizione trash della madre che muore soffocata dal risotto; chi ha preferito riappacificare tutti in un batter d'occhio (diagnosi: l'allieva guarda troppi telefilm); chi ha creato una serie d'infarti a catena per cui alla fine resta viva solo la sorella dello sposo; chi pensa che la giusta morale sia che ognuno torni a casa dai suoi genitori ché comunque l'amore materno è il più importante; c'è chi dice che la mamma capisce, si arrende ed è pure contenta perché suo figlio ha sempre ragione (mi sa che spiegherò “ogni scarrafone è bello a mamma sua”). Ma c'è anche chi, specchio dei tempi, ha raccontato cose che io a 16 anni mai avrei pensato: l'uomo e la donna non si sono sposati per amore, ma per una scelta comune svincolata da un'unione di tipo amoroso: lui è omosessuale, si sono sposati per avere un figlio insieme perché entrambi vogliono diventare genitori. E si sono sposati anche perché per la società è comunque meglio. Aggiungo che l'autrice non è assolutamente eccentrica né provocatoria.
Il tempo passa, gli adolescenti non hanno bisogno di cercare di cambiare a causa della società che va avanti e si trasforma, semplicemente loro sono la società nuova. Per loro ci si può sposare con l'unico scopo di avere un figlio, anche se poi ognuno ha la propria vita sentimentale e sessuale all'esterno della famiglia; le coppie omosessuali che crescono dei bambini non sono più strane delle coppie di genitori eterosessuali, mi sembra anzi che lo sguardo verso questo tipo di famiglie sia simile allo sguardo di cui erano oggetto, anche in una città toscana negli anni 70-80, i bambini figli di genitori separati; un single, uomo o donna che sia, può crescere i propri figli soprattutto se lo Stato dà i giusti e meritati aiuti economici e non.
Sinceramente di fronte a tutto questo noi 30enni, sembra impossibile, siamo già un po' vecchi.
28.12.06 09:56 - sezione dalla banlieue
il 28 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Fabrizio ha scritto:

ho il sospetto che siamo vecchi o quasi solo per dei giovani che quantomeno non sanno apprezzare la cautela nei giudizi e che non conoscono il valore del dubbio. Prima di far loro svolgere temi di pensiero e non di conoscenza (ovvero di "prova di conoscenza") mi sembrerebbe necessario fornir loro delle basi conoscitive adeguate per poter esercitare in modo sensato funzioni di critica e auto-critica. Basi che appunto non dimostrano di possedere. Niente di nuovo, si ripete ad ogni generazione.

il 28 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Gabriele ha scritto:

Nel tema della sedicenne nè eccentrica nè provocatoria, io non vedo niente di male, anzi. Sono il segno che anche l'omogenitorialità iniza a essere riconosciuta. E perché mai non dovrebbe esserlo? Peccato sia una classe francese. Perché non inviare il tema, per esempio, alla senatrice Serafini, che oggi auspica che i Pacs non diventino il terreno di una "rivalsa ideologica" degli omosessuali? Chissà che non le serva come "base conoscitiva adeguata per poter esercitare in modo sensato funzioni di critica", per dirla alla Fabrizio.

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