qui giace OneMoreBlog2.31
«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Per favore, per il 2007 dateci una Milano viva
Tempo di bilanci. Quali sono le questioni che ci ritroveremo nell'agenda milanese 2007? Intanto diciamo subito che Milano non riesce ancora a fare i conti con il suo passato prossimo. Nella discussione che si è aperta per l'ennesima volta intorno alla figura di Bettino Craxi sulla scorta della decisione della Tunisia di intitolare una strada a suo nome a Hammamet, il tema è ancora riaprire con tranquillità e distacco i conti con una stagione politica che ancora segna nell'immaginario profondo i tormenti e gli incubi, ma anche i sogni di in una parte rilevante della società italiana.

E' difficile dire che cosa sia più rilevante se la riflessione su una stagione chiusa tragicamente e violentemente, o il rimpianto per un tempo di splendori che poi non è tornato, ma è certo che dall'abolizione di un tabù ne guadagneremmo tutti. Non si risolvono i problemi dichiarando che non ci sono.
Ma la discussione su quella stagione non è solo un referendum a favore o contro Craxi. Sarebbe anche un modo di discutere nuovamente sia di una sinistra di governo che da allora a Milano non ha avuto né spazi né occasioni, sia i problemi di Milano, del suo modello di sviluppo. Sul primo aspetto è la questione del Partito democratico o di un rinnovato partito della sinistra riformista. Un tema che non riguarda i problemi della città , ma che è lo specchio del malessere politico della città.
Sul secondo aspetto sono i problemi strutturali di Milano.
Quelli, per esempio, di una città attanagliata dai problemi del traffico e incapace di decidere su come regolarlo. Un problema che non è solo contabile o tariffario - mettere o meno un ticket di ingresso, controllare e regolamentare il traffico in entrata - ma che richiede una discussione su tutto il territorio metropolitano in cui coinvolgere a diverso titolo i comuni. Un tavolo di discussione che stenta a trovare ancora una forma..
Di una città che dice e vuole essere una città europea ma che alla fine non ci riesce perché città ancora segnata da forti localismi che non la fanno essere una città cosmopolita e in cui la presenza di una realtà composita di immigrazione non riesce a trasformarsi in risorsa civile, in spazi di proposta culturale, comunque in città “aperta”.
Città ancora strozzata da un sistema di traffico aereo e stradale che non riesce ad avere una sua razionalità perché, non solo per sua responsabilità, non si definisce una geografia dello sviluppo e dunque non si decidono gli assi della futura area di Milano (se verso la Baviera, se verso Lione, se lungo l'asse Ovest-Est), ma senza una razionalità vedibile e, soprattutto, misurabile.
Città che ancora vive di tradizionali poli di eccellenza (la Scala, La Boccconi, l'Istituto Europeo, la Triennale, giusto per stare ai simboli) ma che non ha dato forma a nessuna grande opera che ne disegni una nuova topografia (eccetto il polo fieristico. Ma una rondine fa primavera?) ridiscutendone quindi gli assi strategici.
Città che stenta a trovare un'organizzazione del tempo in grado di eliminare le paure urbane. Città che al calar della notte diventa per molte sue parti insopportabilmente insicura, non coperta di servizi, di vita e punti agglomerazione (perché la paura non si supera né esclusivamente né prevalentemente con una militarizzazione del territorio), dotata di una rete di trasporti che funziona a basso ritmo. In breve città diurna ma non notturna.
Insomma sono questi i grandi temi politici che la città dovrà affrontare se vuole rilanciarsi. Milano da qualche mese ha un nuovo sindaco, ma a partire dal 2007 qualcosa inizierà a muoversi?
30.12.06 10:49 - sezione parole
il 30 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
CarloP ha scritto:

Bene, s'è centrato bene il nodo che occlude lo slancio europeo che Milano dovrebbe avere. Forse è sempre mancata la volontà di dotare questa città di slancio. Mi ha sempre colpito il detto secondo cui un buon sindaco di Milano avrebbe dovuto avere la nebbia nei polmoni! Colpito in negativo, certo.

Ho alcune speranze nella Moratti. Spero nella sua conoscenza del "mondo". Ma temo il suo essere legata ad una coalizione a sua volta legata a localismi e paura di "volare europei".

il 30 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
attilio ha scritto:

Milano è una città periferica al mondo ed al mercato globale (forse si salva solo il quadrilatero della moda, che potrebbe esssere anche altrove) chi non lo riconosce è solo un provinciale o un inguaribile ottimista di destra. La città è degradata come le peggiori baraccopoli senza salvare neanche la dawntown abbandonata al degrado ed ai peggiori imbrattatori coglioni (altro che graffitari!).
Non c'é città in Europa, in U.S.A, nel mondo (nemmeno le baraccopoli di Capetown) così conciate nelle parti storiche più rappresentative. Il traffico è congestionato, l'aria inquinata, le scuole pubbliche di ogni ordine e grado fatiscenti senza docenti e susssidi didattici, mentre le scuole pubbliche prosperano. Le università pubbliche sono affollate e senza piani di studio credibili a differenza dim quelle private fatte per pochi ( si fa per dire!). I poliambulatori dell'ASL sono chiusi da un pezzo passati ad un ente, gli ICP, gestito dalla Compagnia delle Opere, mentre il 39 % dei cittadini si rivolge al mercato sanitario privato. Privato è anche l'IEO del prof. VERONESI, il più grande bluff mediatico ed economico degli ultimi anni: non-profit solo per i finanziatori, ma molto profit per gli operatori. La ricerca non è finanziata perché rende poco, molto meno dei mercati finanziari. E allora via col tango... con la Dott.ssa Letizia Brichetto Arnaboldi, che ha i soldi, le conoscenze giuste mediatiche e non solo, tanto da mettere in soggezione i paraculi ormai dilaganti anche a sinistra (sinistra?). Casqué.

il 31 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
max ha scritto:

Ohi Attilio, c'hai ragione, ma allora se vai a Napoli ke fai, ti spari?!

il 31 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
attilio ha scritto:

Caro Max, prima di tutto facciamoci gli auguri di un 2007 di riscossa! Napoli e Milano sono storicamente diverse. Milano è nettamente peggiorata, Napoli ha tentato di migliorare ed è rimasta sostanzialmente la stessa, come del resto la Campania intera. Non si può paragonare due realtà così diverse. Milano aveva una borghesia illuminata, una nobiltà impreditoriale, un socialismo riformista, una aristocrazia operaia, un movimento sindacale organizzato, la più grande federazione europea di un partito comunista con 350.000 iscritti, un Comune che gestiva scuole elementari, medie e serali, scuole speciali per disabili, scuole di lingue straniere, la Centrale del Latte, l'AEM (gas ed elettricità), l'ATM (trasporti urbani ed extra-urbani), Il Pio Albergo Trivulzio ( la Baggina per gli anziani )ed altro ancora. Tutto finito. Milano ormai è una città mordi e fuggi, governata dalla finanza, di cui Letizia Brichetto Arnaboldi è un esponente di spicco.
Ho una storia personale per dimostrare di non essere razzista, ma Davide qualche tempo fà non credeva ai dati dell'ISTAT sul censimento 2001, in cui si indicava come 700.000 milanesi (compreso il maestro D'Anzi autore di oh mia bèla Madunina)fossero di origine pugliese, anche lontana di terza o quarta generazione. De Corato e Colucci non vi dicono niente?
Tango: promenade, olé.

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