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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Il Grande Capo
la Socia ha scritto per OneMoreBlog: Dopo Idioti, avevo deciso che Lars von Trier non mi piace. Ieri però mi hanno convinta a vedere questo suo ultimo film e il mio giudizio è cambiato. Parafrasando una battuta del film (riferita a Ibsen) che sembra messa là apposta devo ammettere che "Lars von Trier non è un cattivo regista. E' un regista cattivo". In questo film la satira feroce e la voglia di provocare a tutti i costi è filtrata attraverso la leggerezza del genere (commedia) e un'ininterrotta sequela di situazioni decisamente divertenti. Il risultato è ottimo.

Il proprietario di una ditta di informatica danese inventa un Grande Capo al quale attribuire ogni scelta impopolare. Quando però un acquirente islandese (la scelta non è casuale, evoca la storica rivalità tra i due popoli nata dalla lunga dominazione danese sull'Islanda) pretende di negoziare l'affare solo con il capo, il proprietario deve assoldare un attore per recitare il ruolo del Presidente. L'ignaro attore dovrà scoprire a poco a poco le dinamiche con cui il Grande Capo teneva sotto controllo i suoi collaboratori lontani e finalmente capirà di essere anche lui una pedina nelle mani del proprietario per portare a termine un'operazione che metterà a dura prova i suoi principi morali. Il film è un'impietosa analisi dell'ambiente lavorativo. Nessuno nell'azienda è normale. Insicurezza, debolezza, incapacità di assumere responsabilità, mancanza di comunicazione, bugie sono alla base dei rapporti. Al centro giganteggia il bisogno di sentirsi accettati e amati. Da tutto questo nascono comicità e ritmo di un film intelligente e divertente. La vita è una commedia in cui ognuno recita un suo ruolo. E infatti alla fine del film a vincere sarà proprio la commedia.

Un avviso per chi non ama la sperimentazione tecnica: per le riprese è stata utilizzata una una tecnica (Automavision) che prevede una camera fissa senza operatore, ma azionata da un computer che in tutta autonomia sceglie cosa e come riprendere. Tagli, salti ecc. non sono errori da attribuire al regista, ma scelte del computer.
06.01.07 16:54 - sezione cinema
il 06 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Lorenzo ha scritto:

Socia, la differenza rispetto ad "Idioti" è che in quel caso la provocazione non era, per l'appunto, filtrata attraverso la leggerezza della commedia: restando quindi "trasgressione massima, attacco violento al conformismo, ma anche alla disciplina sociale, pamphlet anarchico, rappresentazione capace di far sentire molto a disagio" (Lietta Tornabuoni - La Stampa), insomma reale provocazione. Già all'epoca, dunque, Lars von Trier dimostrava di essere "un regista cattivo". Riguardalo, scoprirai di apprezzare quell'"omaggio alla anormalità" anche senza la necessità che la commedia renda il messaggio più "facile".
...E poi non mi dire che non hai mai visto "Dancer In The Dark", perchè non ci credo.

il 06 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
la Socia ha scritto:

Lorenzo: Idioti era ancora troppo vicino per decidere a cuor leggero di vedere Dancer In The Dark. Probabilmente lo recuperererò a breve. Che fosse un regista cattivo era evidente fin dalle Onde del destino. Ma con Idioti mi era sembrato prevalente
mente un cattivo regista, uno di quelli che fanno di tutto per rendere difficile la comunicazione con il pubblico.

il 07 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Lorenzo ha scritto:

Socia, il mio era solo un consiglio, un invito alla visione: "Dancer In The Dark" è semplicemente un capolavoro, sono sicuro che ti piacerà. E, se già non la ascolti, probabilmente ti ritroverai anche a comprare dischi di Bjork!

Quanto ad "Idioti", l'intenzione di Von Trier e del Dogma 95 non era di "rendere difficile la comunicazione con il pubblico", bensì di renderla più diretta e reale: è chiaro che ad occhi abituati ad Hollywood - come lo sono i nostri - la realtà di un cinema purificato "dalla "cancrena" degli effetti speciali e dagli investimenti miliardari" (http://it.wikipedia.org/wiki/Dogma_95) appaia di più difficile accettazione. Ma sta a noi fare lo sforzo di superare tali difficoltà: la prima volta che ho visto le immagini traballanti della macchina da presa portata a mano m'è venuto quasi da vomitare dalla nausea, oggi la nausea mi viene a vedere certe sconcezze hollywoodiane (la maggior parte di esse).
Ciao

il 07 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro (quello coi dredds...) ha scritto:

A me Dancer in the dark non è piaciuto.
Credo di essere l'unica persona sulla faccia della terra ad ammetterlo.
E' brutto, e dalla scena del processo diventa anche stupido.
Peccato, perchè l'idea dell'abbinamento di un musical a una storia così triste era molto bella.

La colonna sonora è un capolavoro assoluto.

il 07 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Lorenzo ha scritto:

Brutto? De gustibus.
Ma stupido non direi proprio.
Semmai si può affermare che il messaggio sia fin troppo evidente: e meno male che lo è! In un mondo in cui c'è ormai troppa confusione è tempo di dire le cose forti e chiare.

il 08 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
prefe ha scritto:

qualcuno ha mai visto "le cinque variazioni" ?
io volevo uccidermi solo per aver pensato di metterlo nel lettore dvd.

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