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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Altra democrazia da esportare
«Il presidente americano George W. Bush ordinerà l'invio di altri 21.500 soldati Usa in Iraq: 17.500 a Baghdad, altri 4 mila nella provincia sunnita di Anbar. Lo hanno rivelato fonti della Casa Bianca. I rinforzi destinati alla capitale irachena saranno l'equivalente di cinque brigate. La prima giungerà a Bagdad già lunedì prossimo, la seconda arriverà entro il 15 febbraio. Le tre altre brigate arriveranno a Bagdad progressivamente a distanza di circa un mese una dall'altra, riferiscono le stesse fonti».

Da Corsera. Grazie alla trentina di onebloggari che hanno segnalato l'atroce notizia.
10.01.07 22:25 - sezione guerra e pace
il 11 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Vincenzo ha scritto:

Che senso ha essere così testardi e ottusi come il Sig. G. W. Bush? Che senso ha mantenere nuove truppe in Iraq? Che senso ha parlare di democrazia in un paese dove la destabilizzazione politica è lo strumento subdolo e meschino per salvaguardare gli interessi economici di pochi grandi potenti? Che senso ha tutto questo?....

il 11 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Lorenzo ha scritto:

Il senso è noto: "(...) il genocidio non è un aspetto dell'imperialismo primitivo, una pagina nefasta del passato: è la natura propria e insopprimibile dell'imperialismo stesso, uno strumento usato tutte le volte che è, o sembra, una strada utile alla propria politica" (da Weathermen: il sogno della prateria in fiamme).
Quel che più turba è il silenzio dell'opinione pubblica dinanzi a tutto questo. Ai tempi del Vietnam la gente sembrava più sveglia.
Forse la lotta alla guerra e la lotta alla repressione sono temi ormai "fuori moda"...forse sono poco "trendy", e non è bene parlarne all'ora dell'aperitivo.

il 11 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Svolte Epocali ha scritto:

Paese che vai, multinazionale che trovi

Già ad una indagine preliminare risulta evidente che dietro la guerra in Somalia si muovono i grandi interessi minerari e petroliferi della sfera d'influenza britannica. Questi interessi sono particolarmente attivi nello stato somalo del Puntland, a cavallo del Corno d'Africa tra Somalia Meridionale e Somaliland. C'è da notare che sia il Puntland che il Somaliland sono fortemente autonomi. Il primo si è dichiarato stato autonomo indipendente con governo proprio, mentre il secondo ha richiesto il riconoscimento completo dell'indipendenza. Gli etiopi hanno sostenuto le manovre secessionistiche dei due stati. Tra i motivi c'è il fatto che negli anni Settanta la Somalia iniziò una guerra rivendicando il possesso territoriale della regione etiope dell'Ogaden, così come il desiderio di Addis Abeba di procurarsi lo sbocco al mare che le fu tolto con la secessione dell'Eritrea. Nel 2005 il governo del Puntland firmò un contratto con una misteriosa impresa chiamata Consort Private Ltd., registrata alle Maldive ma guidata dagli uffici dell'avvocato inglese Anthony Black. Con quel contratto la Consort ottenne la concessione completa dei diritti minerari e petroliferi del Puntland.

[continua su...

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