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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Erba e il mito della buona provincia
Intorno alla vicenda di Erba è probabile che la sensazione della violenza gratuita oppure dell'eccesso d'ira costituisca l'elemento scenografico più forte di tutti. Alla fine, dunque, la collera, per molti forse inspiegabile, magari essenzialmente gratuita, rimane il vero attore principale di tutta la sceneggiatura. Molti hanno insistito sulla banalità del male, un rapporto sproporzionato tra causa e atto e soprattutto dell'irrilevanza che ha avuto la percezione della violenza nel profilo personale di Rosa Bazzi e Olindo Romano. Altri hanno insistito sul tema della vicinanza, delle liti fra vicini facendo un gioco di scala e ricordando come proprio le liti fra vicini abbiano generato nel corso dell'ultimo secolo gli stermini (le guerre balcaniche, o il genocidio in Rwanda) e i conflitti duraturi (è il caso del conflitto isarelo-palestinese).

Tutti aspetti autentici, certamente presenti nella scena di Erba. Tuttavia ci sono altri elementi inconfessati che dobbiamo prendere in considerazione Sullo sfondo molti hanno ricordato le certezze che hanno caratterizzato le prime 48 ore dalla scoperta del delitto: la convinzione profonda che quella violenza fosse espressione di una potenza aliena, propria di qualcuno che non viveva lì. Meglio che non era nato lì.
E' questo un aspetto che è stato valorizzato poco o che è stato valutato solo a proposito di un'accusa poi caduta. Eppure allude ad un dato su cui sarebbe bene riflettere. Questo dato della diffidenza, infatti, di là dalla questione della xenofobia, o del razzismo latente, chiama in causa un dato più profondo della condizione collettiva: quello della comunità e soprattutto del piccolo villaggio come luogo protettivo rispetto ad un mondo esterno ignoto e temibile.
Non è una novità. In questi due ultimi decenni altre scene di delitto agghiaccianti hanno scatenato identiche movenze: sconcerto per la violenza, futilità o comunque governabilità di quei sentimenti che invece la fanno esplodere in forma incontenibile, convinzione che quella violenza nascesse altrove; scoperta che invece essa nasceva lì, spesso all'interno della famiglia. Ripercorriamo alcune di quelle scene.
E' la sera del 17 aprile 1991 Pietro Maso, assieme con tre amici, uccide i propri genitori nella villetta di Montecchia di Corsara, provincia di Verona. Dopo, simulano una rapina e poi vanno in discoteca. A portare i carabinieri sulle tracce degli autori del delitto, qualche giorno dopo, sono proprio le due sorelle di Pietro, le quali scoprono che dal conto della madre erano stati prelevati 25 milioni con un assegno recante la sua firma contraffatta. Era stato proprio per evitare che i genitori se n'accorgessero che Pietro Maso aveva deciso di ucciderli.
Novi Ligure, 21 febbraio 2001. Sono da poco passate le 20.30, quando una ragazzina urlante, in preda al panico, esce di corsa dalla villetta di Via D'Acquisto 12, nel quartiere periferico di Lodolino. A chi la soccorre, la ragazza, Erika de Nardo, 16 anni, racconta tra le lacrime che due uomini, probabilmente degli albanesi, penetrati nella villetta hanno massacrato a coltellate la madre ed il fratellino, mentre lei, dopo una colluttazione con uno degli assassini, è riuscita miracolosamente a fuggire. Poco dopo Erika chiama con il cellulare il suo fidanzatino, Omar Mauro Favaro, 17 anni, che la raggiunge immediatamente. Saranno sufficienti 48 ore per smontare questa versione e scoprire un'altra verità.
Il delitto di Erba ha molti tratti in comune con queste due scenari. Soprattutto invita a sbarazzarci di una convinzione profonda. Quella del paese piccolo non violento, comunitario, accogliente, in opposizione alla realtà urbana anonima, alienata, angosciante. Diversamente: un circuito "caldo" e dunque protettivo alternativo a una realtà "fredda" e non comunicativa, soprattutto nelle sue periferie "violente".
A differenza di quelle nel paese piccolo a forte impronta comunitaria entrano in gioco altri conflitti spesso inconfessati. Conflitti protetti dalla comunità, talora anche occultati, destinati nel tempo ad esplodere con violenza che appare inspiegabile, ma che ha un solido fondamento.
A lungo nella vicenda italiana Strapaese ha segnato il sogno del ritorno alla natura, la riscoperta di un'Italia virtuosa, serena, tranquilla. E' stato così anche per quel richiamo nostalgico che è stato propagandato con le sirene del "piccolo è bello", della comunità "accogliente" oppure l'elogio del "naturale". Da molto tempo non è così. Forse non lo è mai stato. In ogni caso i fatti di Erba dicono che è meglio togliersi quest'illusione dalla testa.
13.01.07 15:25 - sezione parole
il 13 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
luigi morsello ha scritto:

nel rapporto di coppia la dominante è la moglie, senza figli, allontanata dalla madre che la definisce cattiva e malvagia.
lui rappresenta la forza fisica ma è il succube.
con simili caratteristiche psicologiche (lei irascibile e rancorosa, incapace di comunicare ed interagire con le persone, lui stolido ed ottuso, entrambi crudeli con totale assenza di freni inibitori) fatalmente si sono autoisolati in una cuccia tenuta con cura maniacale, impermeabile ai rapporti umani e sociali (non ne avevano) nel cui ambito non tolleravano intrusioni od intromissioni di sorta da parte dei vicini, salvo a restare indifferenti al rumore del traffico stradale.
è fortissima una componente razzistica, mentre disumana mi appare la freddezza con la quale la collera di lei si è scatenata contro il bimbo che piangeva anche quella volta.
ovvio che la difesa chieda la perizia psichiatrica, ma sono sani di mente e solo socialmente ammalati, per me, cioè degii amorali e degli asociali.
garantiti più di un ergastolo.

il 13 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Annamaria ha scritto:

'mmazza Luigi a te Crepet ti fa un baffo!

il 13 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

bravo Al. ho letto anche un'altra riflessione molto bella, diceva perché i giornalisti che vanno sulla scena non vi svolgono un'indagine del tipo "come mai se italiani commettono atrocità figurano pazzi? la cattiveria è solo degli stranieri?" e poi ho letto questo pezzo http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/01_Gennaio/13/erba.shtml che considero puramente cronachistico, non è che sia foriero d'illuminazioni insomma. però è interessante. per esempio dice che la Bazzi sta cercando di farsi scagionare adducendo la scusa della cefalea a grappolo. ma come? metà della popolazione mondiale avrà questo disturbo, non è che autorizzi a compiere stragi.
infine ho svolto qualche riflessione personale. una sul linguaggio violento della Bazzi, nei confronti della sua vittima usa parole come "puttana", dice che "non meritava di vivere"... un'altra a questo punto è: che cosa si fa in via preventiva, affinché le donne non delinquano anche contro minori oltretutto, e affinché non diventino vittime di delitti?
Carolina

il 13 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

ah David, non Al. si vede che mi ero proprio inquietata, mi son buttata sul pezzo senza leggere l'autore...mmmhhh...
Carolina

il 13 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Monica ha scritto:

Per me sono sanissimi ma cattivissimi, persone invidiose e gelose degli altri, poi lei mi sembra una di quelle che non si fanno mai i cazzi propri, una di quelle che vive per dar fastidio, dove anche un piccolo rumore gli dà fastidio.
Ha ragione Luigi sono degli asociali.
Ma non sono malati e credo che l'unica maniera per avere uno sconto di pena sarà proprio questa linea cioè l'infermità mentale, ma questo ai fini della vera giustizia non lo trovo giusto, hanno premeditato e organizzato tutto nei minimi particolari, come dei veri assassini criminali, con una ferocia inaudita (specialmente verso il bambino), per conto mio spero che gli daranno l'ergastolo anche se penso che sia anche troppo poco perchè per me si meriterebbero una pena più severa come tutto il resto della loro inutile vita ai lavori forzati. Ma siamo in Italia quindi prevedo che tra 20 o forse anche meno, saranno già fuori mentre due famiglie sono state distrutte dal dolore dalla loro ferocia disumana di odio e rancore.

il 13 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

si è saputo che gli altri detenuti le han battuto colpi coi cucchiaini della mensa sulla porta della cella... della serie che l'aspettano.. tanto son già dentro, a loro non costa niente qualche altro reato... infatti pare che sarà spostata...
Carolina

il 13 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
luigi morsello ha scritto:

per esigenze di giustizia è difficile che siano spostati da Como. I detenuti hanno manifestato due volte la loro ostilità, battendo sui blindati con pentole, piatti ed affini: quando hanno fatto ingresso in carcere e quando è stata data la notizia che avevano confessato.
inoltre, ci sono speciali sezioni c.d. "protette" ed infine è difficile oggi che ci siano nelle carceri lombarde detenuti disponibili a far giustizia sommaria.
le regole di sicurezza per quei due saranno molto severe, nessun direttore nè il provveditore vogliono correre rischi.
il periodo degli omicidi in carcere, su commissione o per odio, è molto lontano nel tempo e si riferisce a quando nelle carceri c'era una rivolta al giorno (ora un carcere, ora un altro) e continui episodi di violenza, nel c.d. "decennio degli anni di piombo", dal 1972 al 1982 circa.
ma un errore può sempre accadere.

il 13 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Monica ha scritto:

Sicuramente resteranno in isolamento e forse anche spostati in altri carceri. Spero comunque che non gli lascino incontrare come da loro richiesta, non sono nella condizione (a mio avviso dopo quello che hanno fatto) di permettersi di fare richieste come quella di potersi vedere tra di loro anche solo per una volta alla settimana.
Credo comunque che se rimangono in quel carcere e gli altri detenuti avranno la possibilità si vendicheranno, non dimentichiamo che Azouz marito della donna uccisa è stato proprio in quel carcere per droga quindi avrà delle conoscenze in quel carcere che sicuramente agevolerà la sua voglia di vendetta.

il 14 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
antonella_c ha scritto:

vabbè monica non esagerare il fatto che sia stato in galera per droga non ne fa automaticamente un potenziale mandante di omicidio ,un conto è dire certe cose in un momento di rabbia un conto è ritenrerlo capace di farle .

@luigi :sei tornato ! ti ricordo solo , e lo sai meglio di me ,i vari collassi cardiocircolatori o gli infarti fulminanti che disgraziatamente (e molto opportunamente) sono fra le cause di decesso più ricorrenti ad esempio fra i pedofili in galera ...

il 14 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Monica ha scritto:

Antonella guarda che non hai capito volevo dire che essendo stato lì può aver fatto amicizia con qualcuno che sicuramente se avesse la possibilità darebbe una lezione a quei due, non volevo dire che comissiona la vendetta ma può essere una solidarietà verso una persona che hanno conosciuto e poi lo ha detto lui stesso che chi tocca le donne e i bambini, in carcere vivono male.

il 14 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
luigi morsello ha scritto:

grazie antonella, capisco il tuo augurio nei confronti dei pedofili, ma collassi cardiocircolatori ed infarti fulminanti non sono fra le cause di morte degli stessi, che in galera non muoiono affatto, anzi, fanno in tempo ad essere scarcerati per fine pena, visto che le pene dententive irrogate per pedofilia e altri reati a sfondo sessuale quando non associati ad altri reati (sequestro di persona e/ o morte delle vittime) non assurgono al rango ed alle dimensioni, severe, di 30 anni di carcere o dell'ergastolo.
ovviamente, io sono favorevole ad un inasprimento delle pene, ma la cultura giuridica non la fanno gli (ex) addtti ai lavori.

il 14 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
antonella_c ha scritto:

mi riferivo proprio a quel tipo di assassini , mi sfugge in questo momento il nome ma non è molti anni fa che uno di questi è uscito dal carcere orizzontale la stessa sera dell'incarcerazione.

comunque non era un augurio nè tantomeno un'esortazione ,era solo un dato di fatto .

il 14 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
luigi morsello ha scritto:

antonella, tu hai parlato di pedofili, non di assassini.
per questi ultimi la tua revisione/constatazione (ti dò atto che non era un augurio, ma l'ho inteso male io) è corretta.

il 14 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

"non tutti nella capitale
sbocciano i fiori del male
qualche omicidio senza pretese
lo abbiamo anche noi in paese
qualche omicidio senza pretese
lo abbiamo anche noi in paese"

a volte ritornano:
ma la cultura giuridica non la fanno gli (ex) addtti ai lavori
grazie al cielo!

per quanto riguarda la morte "accidentale" in carcere, molto piu' frequente di quanto non si creda, spesso i certificati di morte vengono redatti da medici compiacenti quando non complici; un caso per tutti: Marcello Lonzi.

links:
http://www.ristretti.it/areestudio/disagio/morte/index.htm
http://www.ristretti.it/areestudio/disagio/lonzi/index.htm

il 14 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
luigi morsello ha scritto:

Il caso Marcello Lonzi: grazie, berja, ho cominciato a leggere ed ho chiesto anche l'invio dei reperti fotografici.
Ho iniziato a leggere la perizia di parte e mi sono fermato, in attesa delle fotografie.
Ciò che ho letto mi lascia se non sgomento, certamente molto perplesso.
Io so quanta violenza si esercita in carcere, non solo morale ma anche materiale, contro la quale è difficile lottare, specie in carceri come quello del tipo di Livorno.
Lo so perchè ne ho diretti due.
C'è un solo modo di sperare di contrastarla, quella di far sentire il fiato sul collo di tutti, detenuti e sorveglianti, ma senza appoggi e sostegno della scala gerarchica si finisce male, come è successo a me.
molti anni addietro, durante gli 'anni di piombo' fui costretto a responsabilizzare i sottufficiali con un ordine di servizio riservato, nel quale minacciavo loro di denuncia al P.M. in caso di violenze durante il loro turno di servizio: era un 'bluff', una denuncia generica non serve a niente, ma funzionò.
più di recente le violenze le bloccai ugualmente ma io fui a mia volta 'sbloccato' e mandato via, da entrambi i carceri nuovi che avevo messo in funzione.
il caso che hai segnalato fa meditare molto.

il 14 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

era un 'bluff', una denuncia generica non serve a niente, ma funzionò.

guardi egregio dottor carceriere, mi fa male dirlo, ma credo che contro le violenze all'interno delle carceri fossero piu' efficaci le gambizzazioni all'esterno piuttosto che tutte le denunzie del mondo; di cio' ne riportano diffusamente le memorie di chi stava in carcere a quel tempo.
le violenze in carcere colpiscono sempre detenuti isolati, non organici ad alcuna struttura, e poveri; in pratica il ritratto della stragrande maggioranza dell'attuale popolazione carceraria, formata da stranieri e tossicodipendenti.
son comunque soddisfatto di averle fornito argomento di riflessione, sia mai serva a qualcosa prima o poi.

il 14 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
luigi morsello ha scritto:

non mi offendo per come mi qualifichi, berja, voglio solo dirti che io non ho mai permesso nè tollerato violenze di nessun genere.
aggiungo che ho salvato più persone io, sia da una parte che dall'altra, di quanto tu non puoi immaginare.
sei pieno di odio e forse hai ragione ma non sono io il tuo bersaglio.
mi sono appena arrivate le foto di Marcello Lanzi, le ho stampate.
quello è un caso che dovrebbe essere riaperto e non sarà gambizzando qualcuno che ci si può riuscire.
la perizia di parte sembra corretta, vi sono segni di percosse sulle spalle inferte con lo sfollagente o simile.
il taglio obliquo sull'occhio sinistro sembra essere conseguenza di un violento urto contro uno spigolo o il taglio di un mobile.
non è temerario ipotizzare la conseguenza mortale di un eccesso che NON voleva infliggere la morte, è ipotizzabile un omicidio preterintenzionale.
non credo questo mio intervento sarà lasciato sul blog.
in carcere è successo e succede di tutto.
io mi sono sempre sforzato che NON accadesse e vi sono quasi sempre riuscito.
in 40 anni una sola volta vi fu un omicidio di un detenuto sardo ad opera di tre camorristi, nel lontano 1980 ed io svolsi le indagini che portarono alla condanna degli assassini a 30 anni di carcere.
continua pure a chiamarmi carceriere, non mi offendo, perchè io l'ho fatto, ma nel rispetto della legge, SEMPRE.

il 15 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

giammai oserei odiare una persona che non conosco, se devo odiare odio il capitale, il capitalismo e le sue dinamiche; il carcere rientra in tali dinamiche.

in quanto al resto, mi guardo bene dal giustificare gambizzazioni e violenze di sorta; rifletto solo sul fatto che quando il potere delle istituzioni e' controbilanciato dall'azione diretta o dalle rappresaglie la violenza istituzionale viene somministrata con maggiore cautela.
riguardo al rispetto della legge, non vorrei sembrare specioso od opportunista, ma il rispetto della legge o degli ordini e' sempre stato il caposaldo difensivo di qualsiasi aguzzino.
non me ne voglia, viviamo in due mondi paralleli, destinati a non incontrarsi mai.

il 15 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
luigi morsello ha scritto:

bene, vedo, caro berja, che il tono è molto misurato e che la discussione ha accenti di civiltà.
ciò detto, non capisco perchè lei non capisce.
vorrei porle una domanda: immagina forse lei un modo dominato dall'arbitrio e quindi privo di leggi e di legalità ?
quanto alla violenza delle istituzioni siamo d'accordo, ma vorre ricordarle un dettaglio: il terrorismo, di sinistra e di destra, che lei definisce 'controbiliancimento mediante azioni dirette o rappresaglie' (sto riassumento il concetto, non sto riportando le sue parole esatte) e che, come lei dovrebbe ricordare, io conosco benissimo per averlo vissuto quel periodo, non produsse altro effetto che la reazione delle istituzioni, lenta, tardiva ma inesorabile.
produsse anche, il terrorismo, morti e distruzioni in Italia, come adessso le sta producendo, su una scala molto più alta e vasta, altrettanto nel mondo.
non ci fu partecipazione popolare, non ci furono sollevamenti di sorta, ci furono solo delle affinità ideologiche negli opposti estremismi ("nè con lo stato nè con le br", per esempio), gli operai ed i sindacati si mobilitarono contro.
quando poi gli ideologhi li abbiamo conosciuti in comparsate televisive (qualcuno io personalmente in carcere) la domanda che si sono posta le persone attente e sensibili al mondo in cui viviamo, è stata: come hanno potuto persone così povere intellettualmente e culturalmente mettere per 10 anni a ferro e fuoco l'Italia ?
l'equazione: AGUZZINO = RISPETTO DELLA LEGGE è davvero curiosa.
perchè non mi scrive direttamente e me la spiega meglio ?
detta così mi sembra una tautologia.
la saluto.
P.S.: finchè il dialogo si svolge così correttamente ci sto, se dovesse deragliare non avrà alcuna mia risposta.

il 15 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

lei ha rispettato la legge ma confessa la sua impotenza nell'impedire le violenze ai danni dei detenuti; poi fa un minestrone tra "cattivi maestri", anni di piombo e violenza delle istituzioni, rifletta su questo: c'e' piu' violenza nelle carceri ora di quando ce ne era tantissima nella vita reale, perche'?

il 15 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

"la legalità" eventualmente comincia a interessare dopo il compimento dei 60 anni. è *la logica* che interessa sempre.
Carolina

il 15 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
luigi morsello ha scritto:

caro berja, io NON ho confessato affatto la mia impotenza, tutt'altro.
io ho detto che ho contrastato SEMPRE la violenza nelle carceri.
e l'ho fatto a mie spese, riuscendoci però, perchè sono stato mandato via, meglio cacciato via, sia da Busto Arsizio che da Pavia per viltà dei superiori gerarchici e rancore di alcuni sorveglianti, tra l'altro anche sindacalazzati, che non potevano fare più i propri comodi, ivi comprese le 'spedizioni punitive'.
dopo di me le violenze sono riprese (vi sono stati processi) , perchè non c'era più un direttore che aveva a cuore il rispetto della legalità e che si sforzava, riuscendoci, di dar corso alle misure alternative alla detenzione.
quanto alla violenza FUORI oggi, basta scorrere la cronaca nera.
nelle carceri ce n'è di più oggi rispetto al passato.
il personale di polizia penitenziaria raggiunge la ragguardevole cifra di 43.000 unità, tutti giovani e giovanissimi di ambo i sessi, mentre nei decenni precedenti, segnatamente 1960-1980, erano molti di meno e scaglionati in varie fasce di età: gli anziani insegnavano ai giovani il mestiere, trasmettendo loro la propria esperienza, ma alla fine degli anni'70 erano andati, tutti quelli che lo potevano fare, in pensione anticipata. La violenza terroristica fuori era troppa e tutti 'tenevano famiglia'.
a carolina (ben tornata) faccio presente che io sono stato assunto il 1° febbraio 1967 e nel decennio 1974-1984, degli anni di piombo, quando era difficilissimo controllare pulsioni aggressive (ci sparavano addosso !), io controllai la violenza del personale di sorveglianza (che la scambiava per uso legittimo della forza, ma in realtà era una ritorsione per ciò che accadeva fuori) con l'espediente dell'ordine di servizio riservato.
contavo sul fatto che, essendo i sorveglianti digiuni di nozioni di diritto in genere, penale in particolare, avrebbero preso per buono il mio bluff, senza andarlo a vedere: così fu.
ma c'è stata una circostanza in cui denunciai quarantaquattro agenti alla magistratura militare di La Spezia, nel 1983, compresi tre brigadieri.
se interessa, posso raccontare in privato questa storia.
sul blog non lo voglio fare.
P.S.: a me la logica non ha MAI fatto difetto.
P.P.S.: a me piace il 'minestrone'

il 16 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Monica ha scritto:

Parliamoci chiaro, se qualcuno all'interno del carcere dove sono richiusi quei due, gli da una scarica di botte per ricordargli il giorno che sono nati, non mi dispiacerebbe a fatto; anche se si tratterebbe di addetti ai lavori, quando ci vuole, ci vuole!!!!
Hanno ammazzato, anzi sgozzato, un bimbo di appena 2 anni non so se mi spiego!!!
Non dico che in carcere ci deve essere violenza ma ritengo che in certi casi (limite come questo) ci starebbe bene!!!
Visto che è nell' ambiente Signor Luigi perchè non ci racconta qual'è la giornata tipo di un carcerato in isolamento, così forse ci renderemo conto se la punizione di un ergastolo a testa è consono a quello che hanno fatto, oppure si limitano a stare rinchiusi in una cella, mantenuti da NOI? Non sarebbe più logico mandarli a lavorare?
Mi scusi se parlo fuori dal rispetto della legge, ma quelli della legge sai cosa se ne fanno?
Ha sentito che volevano uccidere ancora il testimone?
Mi scusi ma questa storia mi ha messo una rabbia che non può immaginare, quando toccano i bambini divento una bestia, una cosa è certa per queste persone la Legge và cambiata!!!!

il 18 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
luigi morsello ha scritto:

x Monica.
22 ore su 24 in cella da soli, due ore d'aria nel cortile di passeggio solo per gli isolati e da soli, colloqui con parenti (mi pare sei al mese, telefonate agli stessi (non ricordo quante), televisione se non è isolamento per motivi disciplinari, niente lavoro.

il 18 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Monica ha scritto:

Allora hanno ragione, fanno i mantenuti, da NOI.

il 18 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
danjar ha scritto:

La sconfitta collettiva nel caso di Erba è che siamo ancora "tutti" qui a parlare del caso, delle vittime, degli autori. Come se la cosa ci riguardasse personalmente. Invece di preoccuparci di quello che abbiamo sotto gli occhi.
Riflettere sulle violenza è importante, ma purtroppo l'attenzione è soprattutto sul "caso" e ben poco sui "perché". Ci appassioniamo tanto a dei "personaggi" creati dai mezzi d'informazione, anche se non hanno alcuna attinenza concreta con la nostra vita "reale"... Fatti i debiti distinguo, è un po' come il "Grande Fratello" (il reality show).

Consiglio la lettura di questo articolo di Umberto Galimberti (non tanto perché abbia per forza ragione, quanto perché espone concetti interessanti).

E grazie luigi per aver riportato la discussione su qualcosa di concreto (non che l'articolo di David fosse "inutile", anzi!)

il 10 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Paolo ha scritto:

Credo che la vicenda sia stata commentata abbastanza e che la condanna unanime hai colpevoli sia piú che doverosa.
Voglio solo aggiungere che delle pseudoanalisi da baraccone di esperti sui problemi di socio-razzismo che si applicano con tanta disinvoltura ai piccoli centri della provincia ormai danno la nausea. Come se un paese di poche anime non possa, a sapere perché, produrre mostri; e se li produce iniziamo con ste sgangherate analisi del povero immigrato vittima di ogni pregiudizio esistente. Sono veronese e ben ricordo l' immondizia che s' é titara sulla mia provincia dai una orda di pseudointellettuali. Un festival de la cazzata all' itagliana.
Vivo in Centroamerica da 5 anni, in un paese che viaggia a 15 morti al giorno, generalmente decapitati o mutilati. E non siamo in guerra. Poi apro Internet e leggo che "certi" itagliani sanno solo accusare gli stranieri...
Leggetevi la cronaca spagnola: gli albanesi tra un furto e l' altro accoppano gente nelle ville da Alicante a Elche, non solo in Veneto...e gli albanesi son pochi milioni. Le proporzioni tra criminali e "bbuona ggente" si fanno in base alla popolazione...e non alle chiacchiere.

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