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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
La ricerca della felicità
Gabriele Muccino ha avuto la forza di ottenere che Will Smith non facesse il Will Smith. E c'è riuscito, tanto che l'interpretazione del superdivo nero è la cosa migliore del film. Credibile, efficace, mai sopra le righe. Bravissimo. Poi c'è la storia, in cui il regista italiano più amato a Hollywood di questi tempi abbandona i suoi interni italiani e le urla di Stefano Accorsi per visitare l'America del sogno fasullo di Ronald Reagan. Un mondo spietato, in cui se non paghi una multa vai in galera, se non paghi l'affitto trovi le tue cose buttate in strada e la serratura cambiata. La storia è nota. Chris Gardner è intelligente, non ha studiato molto, è un buon venditore, ma fatto un cattivo investimento acquistando una camionata di apparecchiature medicali. Pensava di rivenderle facilmente, ma si sbagliava e ne paga le conseguenze. L'affitto è una scadenza angosciante a fine mese e ogni rata da pagare è un incubo. Una vita apparentemente senza speranza, che la moglie non regge. Abbandona figlio e marito e se ne va a New York in cerca di fortuna.

Ma Chris non si arrende. Con una tenacia incrollabile segue il suo sogno, un sogno peraltro molto americano, di farcela. Corre senza fermarsi, tra un appuntamento per vendere uno dei suoi apparecchi, lo stage per diventare broker di borsa, il figlio che esce dall'asilo, in una sequenza infinita di sfighe e contrattempi con cui il regista affatica lo spettatore, portandolo a condividere il peso che Chris Gardner ha portato sulle spalle prima di riuscire a fare fortuna.

Il film è un successone, le sale sono strapiene, Hollywood impazzisce per Muccino. Insomma, anche lui ce la fatta, ma sul serio, come il suo protagonista. Una volta usciti il sapore che resta in bocca è positivo, addirittura migliora man mano che passa l'effetto delle mazzate sui coglioni (un po' come successe con La stanza del figlio), mazzate che proseguono inarrestabili per entrambi i tempi, fino agli ultimi cinque minuti liberatori per tutti. Ma nel buon sapore c'è una punta di amaro per quel po' di paraculaggien di troppo, di cedimento alle richieste della produzione, che forse impedirà a qualcuno di partecipare veramente ai travagli di Chris.
20.01.07 17:56 - sezione cinema
il 21 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

forse muccino, che e' sempre stato un ottimo direttore di attori, ce l'ha fatta perche' ha smesso di scrivere quelle orrende e banalissime sceneggiature insieme a quell'incapace del fratello (che non a caso e' rimasto in italia).
cio' ci dovrebbe far riflettere: perche' in italia i pochi che fanno cinema dignitosamente sono quelli che si autoproducono ed autoscrivono (crialese ad esempio per non fare il nome di moretti) e tutti gli altri vivacchiano di commesse statali?

il 22 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Lorenzo ha scritto:

"Il film è un successone, le sale sono strapiene, Hollywood impazzisce per Muccino."

Tutti buoni motivi per non andare a vedere questo film.

il 22 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Pino ha scritto:

Muccino ha messo un gusto neorealista in una sceneggatura stra-americana (le citazioni abbondano, da Ladri di biciclette a Umberto D.). Funziona, ovviamente. Tanto che dopo un certo numero di pugni nello stomaco mi sono rifugiato in bagno per non assistere all'ennesimo colpo di sfiga.
Tutto bello. poi, prima dei titoli di coda si scopre la morale: il competitivo Chris mette su una società di broker poi la vende e fa palate di soldi. Titolo di coda omesso: per strada rimangono gli altri disgraziati (che mica sono competitivi come lui e quindi, in fondo, la strada se la meritano).

il 22 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Davide ha scritto:

pino, conosci il significato della parola "spoiler"?
c'è chi il film non l'ha ancora visto, e magari avrebbe piacere a non conoscere il finale...

il 22 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Pino ha scritto:

Scusa Davide, ma la storia (vera) è arcinota e tutte le recensioni la raccontano dall'inizio alla fine. Muccino ha pure raccontato in televisione la scena finale dicendo che l'ha cambiata rispetto alla sceneggiatura originale.
Quindi spoiler de che? Mica ho detto che l'assassino è il maggiordomo (a proposito, la guerra di Troia l'hanno vinta i greci: ops, ho fatto lo spoiler e ti ho rovinato la visione di Troy, scusa ancora...).

il 22 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
paul ha scritto:

Mi è piaciuta l'interpretazione di Will & Son. Mi è piaciuto vedere che al di fuori del solito contesto di "produzioni all'italiana", il linguaggio fotografico acquista quello spessore che ci si attende da un Film di quelli seri.
Il finale mi ha fatto cascare le palle. Di tutti i finali possibili forse quello è il "più peggio". Peccato... forse così vince l'Oscar!

Paul

il 22 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Davide ha scritto:

ma la storia (vera) è arcinota

sì, quanto la guerra di troia, esempio azzeccato, devi averlo scelto fra mille

il 23 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
gab ha scritto:

è veramente PATETICO pensare che la felicità si riduca tutta nell'aver trovato un lavoro. per il resto è una bella storia.

il 30 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
SweetBreathOfTheSea ha scritto:

Questo film è la dimostrazione del fatto che gli italiani sono bravi registi ma che qui in italia non hanno piena possibilità/opportunità di esprimersi al meglio...e quindi vengono fuori le classiche cretinate di natale...senza fare troppi nomi!!
Il film è molto molto bello, non è strappalacrime e l'interpretazione di Willy Smith è a dir poco eccelsa...come ogni sua interpretazione el resto. Siamo di fronte ad un grande attore diretto da un grande regista. Questo Muccino farà strada.

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