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Il nonsenso di dirsi di sinistra
Kyra ha scritto a ONeMoreBlog:: Questa mattina ho ascoltato un microfono aperto di Radiopopolare sulla mobilitazione contro il campo Rom di Opera. La domanda del giornalista ai manifestanti era: "Cosa è a infastidire gli abitanti di Opera?". Due, in estrema sintesi, le risposte. Scontata e piena di pregiudizi la prima "Ci tolgono la tranquillità quelli" (non lavorano, rubano, sono sporchi ecc). Più convincente la seconda "Le nostre case si svalutano". Argomento oggettivo: uno lavora, risparmia, compera la casa e alla fine arrivano i Rom a fargli perdere di un botto metà del capitale.

Capitale? Ma Opera non è tradizionalmente un comune di sinistra? Che centra la sinistra? Beh, se non sbaglio da quelle parti si parla di valori come solidarietà, pace...Vero, ma si fa presto a dire solidarietà. C'è solidarietà e solidarietà (esattamente come c'è pace e pace...). Per esempio si può scegliere di essere solidali con i Rom oppure di essere solidali con gli abitanti di Opera che quei Rom non gli vogliono.

Infatti hanno vinto gli operosi cittadini. Saranno loro a votare alle prossime amministrative, mica i Rom. Dunque il campo sarà chiuso e il capitale salvo. Allora perchè la manifestazione? Semplice, spiega uno dei manifestanti "perchè non ci fidiamo delle promesse dei politici e degli amministratori".

Una volta, quando essere di sinistra aveva un senso, la sinistra si attivava per organizzare mobilitazioni contro il razzismo e la discriminazione. Allora la solidarietà con i più deboli era prioritaria rispetto al capitale. Allora c'era fiducia in una politica fatta di valori.
20.01.07 18:13 - sezione parliamone!
il 20 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
liblib ha scritto:

Ho avuto la ventura di ascoltare anch'io quel microfono aperto di Radio Pop.

Vorrei mettere in luce un altro lato della questione. Quando la sciura preoccupata diceva " Quelli non lavorano ...!" etc il solerte conduttore subito mandava le risposte di alcuni rom alla domanda "ma voi cosa fate...lavorate?".

Allora: due hanno detto che "la prossima settimana" avrebbero avuto un lavoro, un altro che in 4 anni di permanenza in Italia aveva lavorato 1 anno come muratore... Una radio che fa una bella trasmissione sull'ideologico quotidiano dovrebbe fare un po' di autocoscienza ( e di autocritica).

ciao

il 20 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

"le case si svalutano"è la tipica cosa che fa tanta impressione a sentirla e che non vuol dire un lella a pensarci sul serio. in realtà è intuitivo che le case si rivalutano se uno bada solo ai soldi perché infatti da 10 - 15 extracomunitari insieme si può guadagnare molto bene. rischiando. es. rischiando la distruzione della proprietà affittata per incuria o perché già che c'è dentro l'illegalità, magari essa si esprime anche con pistolettate o altro di simile. se invece una casa è legata alla memoria del nonno o a esigenze di aiuto o integrazione diventa una faccenda impossibile (per i prezzi dettati dalla presenza del mercato illegale oltre che per cose dall'apparenza "metafisica" come gli affetti).
C.

il 21 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
paolo zinna ha scritto:

Kyra, apprezzo il tuo impeto (giovanile, immagino). Ma vorrei spendere una riflessione per quei poveri abitanti di Opera, quelli di sinistra. Si può credere in Dio, ma non essere disposti a fare il missionario o il martire, non ti pare? Allo stesso modo si può sentire sinceramente solidarietà e praticarla, ad esempio trattando gli immigrati con rispetto, assumendoli regolarmente nel proprio negozio di verdura o bottega artigiana o ditta di pulizie, magri andandoci insieme a vedere l'Inter. E però non volere che, per la presenza di un campo Rom, si svaluti del 50% il trilocale comprato col mutuo, che ho pensato di lasciare ai miei figli dopo morto. Non mi pare che tutti gli "Operesi" volessero mettere i Rom al gelo. Se gli abitanti del campo sono stati assegnati a "comunità più piccole, a Milano e in provincia" come mi pare di aver letto, non mi sembra una cattiva soluzione.
Pretendere da tutti una dedizione estrema, da "avanguardia rivoluzionaria", può portare solo a regalare consensi agli avversari. Lenin, che la pretendeva, coerentemente non si poneva problemi di democrazia.
PS a scanso di malintesi: non abito ad Opera, non investo in appartamenti.

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