qui giace OneMoreBlog2.31
«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Riformisti sì, riformismi no
«Un partito a rete, non gerarchicamente piramidale; fatto di gruppi dirigenti diffusi. Il partito democratico può assumere così la forma di quel partito centrale alla politica italiana e alla coalizione di centro sinistra che dia continuità all’azione, alla ricerca e al rinnovamento dei riformisti collocati sul versante progressista dei due poli che si contendono la maggioranza e il governo del Paese. Per dare la dimensione dell’innovazione, anche rispetto la tradizione, che pure va valorizzata, preferisco, più che dei riformismi, definire questo partito come il partito dei riformisti. A parte che è inutile unire ciò che c’è già, occorre unire ciò che sino ad oggi è sfuggito al percorso unitario dell’Ulivo:tutti i riformisti dentro i partiti di riferimento attuali e fuori di essi».

Nonostante la buona volontà, il superamento a pieni voti dell'esame di "politichese moderno", il superamento con un'abbondante sufficienza dell'esame di "politichese antico", non siamo riusciti a tradurre questo brano di poesia riformista tratto dal noto blog che non sostituisce il modo tradizionale di fare discussione politica ma anzi lo amplifica, lo arricchisce, lo innova (!).
22.01.07 14:09 - sezione politichese
il 22 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
marco ha scritto:

geniale... questo tal Erminio Quartiani se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Mi limito a fare una sola osservazione: se andate sul sito "linkato" e guardate il banner, vedrete che la sigla Verso il partito democratico - Ulivo campeggia su un bel paio di binari che si perdono all´orizzonte. Peccato che tra i binari cresca l´erba e non si vedano le traversine. Ergo, si tratta di un binario morto. Il genietto che ha scelto questa immagine o li voleva prendere per il culo, oppure, da bravo "riformista", non sa quel che fa.

il 22 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
ragiunatdegauche ha scritto:

traduzione:

un partito dove chi è eletto fa i fatti suoi, dove non c'è una linea e un programma da rispettare che non sia quello dell'occupazione del potere, dove ci si incontra solo per le campagne elettorali quando è inevitabile per non far vincere l'avversario etc

il 23 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
dedalus ha scritto:

Un partito a rete, non gerarchicamente piramidale; fatto di gruppi dirigenti diffusi.

versione cibernetico-telematica della "gioiosa macchianda guerra" della paperella..
ma quando la finirime di dire stronzate?
E veniamo al sodo: un bel partito socialdemocratico moderno, laico, assimilabile a quello degli paesi civili (inghilterra, francia, spagna, germania, olanda etc.).
O qui dobbiamo sempre inventarci di essere "più oltre" al solo fine di conservare l'anomalia italiana?

il 23 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
gennaro ha scritto:

dedalus questo non lo faranno mai, la sinistra italiana ha nel dna il gusto del "diverso", della terza via, del "siamo superiori". Non a caso non ha mai avuto peso e ruolo internazionale eccetto un breve periodo con il "ladro" craxi.
Bisogna ripartire da quella monumentale castroneria di Berlinguer: "non si governa con il 51%" per capire come sia incistato nella cultura della nostra classe dirigente il germe del "famolo strano". bisogna rendersi conto che buona èparte degli attuali dirigenti ds sono figli dell'eurocomunismo, che sta alla società europea moderna più o meno come alvaro vitali alla poesia vittoriana.
Fassino non a caso è un excomunista che non riesce a dirsi socialista, Rutelli è un "folgorato sulla via di damasco" io penso che bisogna attendere un salto generazionale. grande riesponsabilità peraltro è anche della stampa che quando i politici dichiarano che per il partito democratico si ispirano al partito del congresso indiano, non sbeffeggiano il dichiarante.

il 24 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
nicola ha scritto:

io non riporrei soverchie illusioni sui salti generazionali..."natura saltus non facit" . Bisogna semmai capire cosa significa essere di sinistra oggi in italia ed in europa. Esempio? Guerra in Iraq.... quanti socialdemocratici europei hanno fatto cose simili ai democratici USA? per dire di rifuggere dalle etichette , non portano mai da nessuna parte. Se poi invece si parla di forze politiche che si occupano della redistruibuzione del reddito, della giustizia sociale, dell'allargamento del benessere, allora li possiamo pensare di vedere "la sinistra" (non il defunto quotidiano dell'MLS). In europa ci sono 2 schieramenti, i conservatori (con qualche reazionario annesso) e i progressisti (chiamiamoli pure come ci piace, socialdemocratici, democratici, progressisti, socialisti, pippo, pluto, paperino eccetera la sostanza non cambia affatto) .
Posso solo pensare che la sinistra italiana, sotto ogni sua forma, faccia sempre riferimento a questi ultimi. Il resto lo lascio volentieri ai vari Tafazzi che abbondano... Che come nelle vecchie lezioni di organizzazione " ogni organizzazione ha almeno un 20% di persone..... il problema non è espellerli ma solo lavorare perchè non danneggino il restante 80%"

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