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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Cioccolato
Agli studenti universitari che vogliono diventare insegnanti il ministero propone stages di osservazione nelle classi. Nei primi mesi dell'anno scolastico, nelle scuole arrivano queste persone che portano un'aria fresca: il ministero sceglie alcuni insegnanti da osservare e con cui dovranno poi parlare molto per capire se si tratta della strada giusta. L'anno scorso una ventiduenne mi ha letteralmente seguito per 2 mesi, già in classe non mi sembrava molto attratta dall'insegnamento e alla fine ha deciso che aspetterà qualche anno e poi rifletterà.

Quest'anno invece sono arrivate 3 future insegnanti, sicurissime ed entusiaste. Si presentano ed elencano gli insegnanti con cui dovranno lavorare. A me tocca una futura insegnante di francese; reagire dicendo che io lezione la faccio sempre in italiano sembra non cambiare niente e la ragazza, molto simpatica: "E vabbè, qualcosa capirò! So che insegnare oggi è difficile perché dobbiamo lottare contro la timidezza dei ragazzi, la loro passività, il loro disinteresse. E poi dovrò soprattutto analizzare la sua lezione sotto un punto di vista particolare" "?" "Sì - e mi dà una scheda con tanti sì e no da cerchiare - dovrò capire se lei in classe mette in atto una vera politica di prevenzione." "Ma prevenzione di che?" "Prevenzione, così, in generale". La campanella suona e interrompe la conversazione. Per le scale penso che per il ministero la prevenzione di solito riguarda la droga, l'AIDS, la violenza…e mi ripeto che se chi insegna a insegnare continua a pensare queste idiozie di passività, timidezza, soprattutto in certe zone, non andremo da nessuna parte.

La lezione va bene perché è una classe splendida: decidono di metter su un processo per Baudelaire, per capire cosa avessero da rimproverargli 150 anni fa, e si appassionano all'inizio di Se un notte d'inverno un viaggiatore.
La futura collega, molto contenta dei ragazzi, mi ringrazia e se ne va. Le chiedo di dirmi se comunque ho fatto una vera politica di prevenzione. "Ma certo, eccome!" Boh, non mi hanno menato, forse era questa la cosa che dovevo prevenire. Conoscendo il ministero, è proprio questo: non ci sono stati incidenti in classe. Intanto, mi rendo sempre più conto di quanto i miei ragazzi siano timidi e bloccati di fronte alla comunicazione orale (cito il ministero). Un paio di giorni fa, durante un compito in classe, mentre sgridavo un allievo che tirava calci nella sedia di quello davanti a lui per sapere il participio passato di "egli è" (la risposta è stata "egli ha essuto"), sento un rumore strano e un tonfo. Minaccio di punizione quelli in fondo all'aula, poi vado a vedere. La colpevole confessa: "Ho lanciato un po' di cioccolato" "Ma scherzi? Perché?" "Perché François da mezz'ora dice che ha fame, allora gli ho lanciato un mars." "Lo sai, ti tolgo dei punti al compito perché hai disturbato i tuoi compagni e alla fine dell'ora resti con me." " Ma no! No! Ma perché? Scusi, ma se reagisce così perché ho lanciato un po' di cioccolato come reagirebbe se lanciassi una bomba?" Un quarto d'ora dopo, la campanella ci salva; un'altra tipa viene alla cattedra e, sorridendomi, dice: "Su, sia più cool". Cadendo, il mars ha colpito un poster dell'Andalusia. L'immagine finale della giornata è un pavimento sporco e un mars spiaccicato sull'Alhambra.
Oggi chiamo alla cattedra la colpevole della cioccolata, voglio che capisca perché è stata punita. "Sì, ho capito, non lancio più niente, però non è giusto che per una volta che uno vuole fare un gesto generoso sia punito. E' ingiusto. Aveva fame… E poi, lei se ne è accorta perché gliel'ho lanciato con la mano sinistra. Se l'avessi lanciato con la destra, il mars non avrebbe colpito il poster dell'Andalusia che ha fatto rumore cadendo e non saremmo qui a perder tempo."
25.01.07 21:47 - sezione dalla banlieue
il 26 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
maria cascella ha scritto:

francesca immagino che sarai rimasta senza parole!
il bello dell'avere a che fare con i ragazzi sono sempre le improbabili risposte che ci rifilano con il sorriso da gattone sornione e l'astuzia di una volpe famelica.
mi spiace dirtelo ma chi esce disarmata sei tu e il ministero della pubblica istruzione non solo francese ma mondiale.
ho due figlie ed è da una vita che sono convinta di dover fondare l'AAAIAI(associazione anti adolescenti incantatori adulti inermi).
L'iscrizione è libera e gratuita.
maria

il 26 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

per me ha ragione la ragazza. ha dato una mano a uno (sempre che sia vero).

imho

il 26 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
maria cascella ha scritto:

rota non avevo dubbi che tu prendessi le difese della ragazza, sarai stato l'incubo dei professori, in classe in 5a elementare avevo un'amica faceva di cognome Sfregola , ad un rimprovero della maestra aprì la finestra e disse " Ora mi butto giù "! per fortuna eravamo al piano terra!
maria

il 26 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

non posso fare a meno di sentirmi da questa parte della cattedra, da sempre

all'asilo mi levavo il fiocco sempre (se lo ricorda mia zia, che faceva la maestra all'asilo dove andavo a roma) e ho sempre protestato contro sto coso al collo. il risultato è che ho sempre rifiutato la cravatta, e questo mi ha portato guai e piccole avventure


ps

al liceo (primo scientifico) dalla finestra mi ci stavano buttando quattro del quinto, accannati (fumati: thc), dal quinto piano. non ricordo di aver mai avuto le mani così forti, aggrappato agli stipiti come se fossi saldato.

ma era il '78, la gente era strana. (come sempre)

il 26 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

l'AAAIAI è simpaticissima. :-)
Carol

il 26 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Francesca ha scritto:

Il dramma che vivo quasi quotidianamente è che anche io vorrei essere dall'altra parte della cattedra. Proprio poche ore fa avrei avuto voglia di trasformarmi in allieva e partecipare al casino che loro stavano facendo a quella povera insegnante, che poi sarei io.
Spero che i miei allievi non leggano mai queste parole.

il 27 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

tempo fa mi ha fermato l'insegnante d'inglese di mia figlia#1, una bella donna che si chiama francesca.
mi chiedeva conto e ragione di alcuni cmportamenti strani della gnàppera (che io per altro trovo perfettamente normali: quella si rompe le ovaie, si distrae e sogna per i fatti suoi).
e daje che te ridaje comincio a parlare della SUA, di figlia, che io conosco perché veniva in ciclofficina eccetera.
e lei tentenna, incespica e farfuglia, povera mamma.

poi ci siamo fatti un caffé, voilà.

educare la gente secondo i vari sistemi scolastici è impegnativo, lo so (mia madre era professoressa)
capirla è invece un'impresa improba.

solidarietà alle persone che affrontano questi scogli: ma altrettanta, se non di più, alle persone che devono crescere, senza sapere cosa succede e perché subiscono questo percorso incomprensibile.

sono un padre pessimo, almeno da questo punto di vista.

la cosa migliore che io possa fare, in queste condizioni, è tacere il più possibile.

il 27 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

ps
intendiamoci: la figlia della professoressa d'inglese della mia figlia#1 è un'ottima persona, e mia figlia pure (finora).

purtroppo i ruoli sono di guardia e ladr*.

questo è ciò che m'irrita del sistema educativo a noi noto.
docenti e discenti ne sono vittime, in misura maggiore i discenti per il semplice motivo che sono più giovani.
per quel che riguarda me ho sempre avuto problemi a scuola, eppure ora campo bene e non emetto solo grugniti.

tanto basta.

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