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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Riforme e senso civico
Giuseppe ha scritto a OneMoreBlog: Caro OneMoreBlog, ti racconto una piccola storiella di oggi. Stamattina, il giorno dopo il "pacchetto liberalizzazioni", andavo in bicicletta in facoltà. Passo accanto ad un distributore di benzina, ed i due addetti sbraitavano contro il governo, decorando con attributi irriferibili i nomi di Bersani, Rutelli, e Prodi; manifestavano la loro volontà di fare scioperi serrati, "finché 'sto decreto non gli rientra da dove gli è uscito"; e così via. Poco più avanti, mi fermo in una tabaccheria a comprare due francobolli; mentre uno dei due negozianti mi server, l'altro è seduto dietro il bancone e legge il giornale, e si cimenta in espressioni degne dei benzinai di cui sopra, lamentandosi in particolare contro l'abolizione dei costi di ricarica.

Quello che voglio riportare con questi piccoli esempi è: quand'è che abbiamo perso il senso civico, il senso del bene comune?

Com'è possibile che la gente continui a guardare solo ed esclusivamente al suo orticello, e sia contenta se paga 5? di tasse in meno pur avendo servizi non funzionanti, aumenti indiscriminati dei costi ovunque e così via? È l'ennesimo residuato egoistico dei 5 anni di governo precedente, o è la classica mentalità italiana del cavolo?

Prodi e questo governo si stanno attirando le ire di numerosissime fasce... invece di dire che il Paese è impazzito o che scontentare tutti significa che va tutto bene, potrebbe gentilmente dire "qualcosa di sinistra" e far presente a tutti che lo scontento è legato esattamente a questo modo di ragionare?

Ed infine: succederà come per la Finanziaria, cioè che ora gli scioperi a raffica faranno indietreggiare il governo? Avranno una buona volta la decenza (e la coerenza) di non tornare indietro sotto le minacce di sciopero e gli attacchi della destra?

Grazie della disponibilità (se hai avuto la pazienza di leggere fin qui :-)

Giuseppe D'Angelo
26.01.07 13:39 - sezione parliamone!
il 26 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
bubbidolo (ceto culturale medio basso) ha scritto:

Beh...mettiamola così:
5% di tasse in meno e servizi fatiscenti e disastrosi.
Oppure:
5% di tasse in più e servizi fatiscenti e disastrosi.
Ora, caro candido amico, tu cosa sceglieresti?
Chiosando sul secondo punto potrei pure aggiungere che nel secondo caso, ovvero l'ipotetico 5% in più, quest'ultimo non sarà MAI destinato a finanziare servizi decenti, bensì a foraggiare le taschine di questo burocrate piuttosto che di quel capitano d'Industria (senza stellette e, spesso, senza neppure industria...).
Merda per merda...si sceglie quella più a buon mercato, e vorrei ben vedere...

il 26 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Diddy ha scritto:

Caro bubbidolo,
il problema e' semplice: la merda e sempre la stessa merda e il prezzo e' sempre lo stesso prezzo, al massimo lo stanno adeguado all'inflazione, solo che chi c'era prima ci incartava la stessa merda, ci dava lo stesso scontrino e ci diceva col sorriso in faccia "Buono questo prosciutto, vero?"

il 26 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Davide ha scritto:

a se', senti sto presciutto, è 'n zucchero!

il 26 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
darth wanax ha scritto:

No, Diddy, "quello di prima" lo scontrino non lo metteva neppure... ;-)

il 26 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
TreviZeroSei ha scritto:

E chi lo decide il senso del bene comune? Tolto il provvedimento sulle ricariche dei cellulari, fatto apposta per evitare cause per miliardi di Euro alle compagnie telefoniche che mi pare sacrosanto, siete poi sicuri che sto pacchettino di norme serva a qualcosa?
Se si beati voi...

il 26 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
dedalus ha scritto:

È l'ennesimo residuato egoistico dei 5 anni di governo precedente, o è la classica mentalità italiana del cavolo?

E' qualcosa di molto, ma molto peggio.
E' la struttura corporativa e clientelare di un paese da tempo abituatosi all'autarchia protezionistica dei secoli democristiani (ma figlia del corporativismo fascista) saldatasi col blocco sindacale.
Il risultato: un paese morto, illiberale, privo di concorrenza, clericale, incapace di affrontare la modernità; e con i sorci che scorrazzano, a loro rischio e pericolo, per i corridoi degli ospedali.
Ci sarà pure l'evasione fiscale, ma il gettito delle tasse è enorme (superiore a quello di molti paesi più organizzati e civili) che finisce nel la grande pattumiera della spesa corrente.

il 26 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
lucio ha scritto:

E' semplicemente il risultato di un modo di pensare che caratterizza l'Italiano da ormai un secolo. Purtroppo per noi il 1992 e il completamento del mercato unico è stato solo sulla carta. Francamente è ora che si traggano le reali somme del quinquiennio Berlusconiano: la destra italiana rappresenta il sistema "corporativo" dell'economia tradizionale; vanta Libertà solo dalle ISTITUZIONI e presuppone un controllo padronale sull'economia di stampo monopolistioco PRIVATO. Se è questa l'Italia che si vuole presentare per la sfida della Globalizzazione, allora io penso che abbiamo perso in partenza. Anche la sinistra più estrema ha sacche "corporative" determinate dalla mancanza di un ruolo propulsivo dei Sindacati (anche se ultimamente ogni tanto azzeccano qualcosa)ma di freno con la quale il riformismo di sinistra deve fare i conti. Ma tutte le operazioni volte a favorire la concorrenza e che pongono al centro il comsumatore e il suo benessere non possono che essere accolte con FAVORE da chiunque. Il costo della vita singolo e di una economia nel suo complesso si misurano anche da questo. Se la concorrenza perfetta è un luogo ideale ed utopico tanto quanto l'economia pianificata, il centrosinistra riformista è l'unico in grado al momento di dirigere l'economia nazionale verso forme di concorrenza che premiano il merito, che combattono i furbi e che mirano alla crescita e allo sviluppo delle nuove tecnologie. E' sono queste le ricette per rispondere seriamente alla globalizzazione dei mercati e alla crescita del benessere collettivo. Questo è pensare proprio in senso opposto e contrario al centrodestra!!!!

il 27 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Theymademed0it ha scritto:

"il centrosinistra riformista è l'unico in grado al momento di dirigere l'economia nazionale verso forme di concorrenza che premiano il merito (AHAHAHAHAHA!!!!! n.d.r.), che combattono i furbi(AAAAAAAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA n.d.r.) e che mirano alla crescita e allo sviluppo delle nuove tecnologie (AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!!!!!!!!!! n.d.r."

Sei fantastico...veramente!!!

il 27 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Paolo Zinna ha scritto:

Nel centrosinistra ci sono folle di "amici dei furbi corporativi"; facciamo un solo esempio che spero faccia inc... qualcuno: tutti i parlamentari che hanno mantenuto l'esenzione dall'ICI per gli immobili commerciali della Chiesa + tutti coloro che non hanno voluto introdurre un criterio meno sporco per assegnare l'otto per mille, primi tra tutti Prodi e Rutelli. Ma è solo un esempio a caso, ne potrei fare mille.
Però qualche riformista vero c'è.
Nel centrodestra, invece, sono QUASI TUTTI "amici dei furbi" o peggio.


il 28 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
luigi morsello ha scritto:

@ Giuseppe: non demordere, il tuo sdegno è linfa salvifica solo che si estenda a macchia d'olio e non resti lo stupore di un "candido amico".

oggi il cinismo impazza e i 'candidi amici' non devono essere considerati dei fessi.

il nostro disprezzo dovrebbe essere indirizzato verso e contro i furbi di ogni ordine e grado, senza eccezione e senza limiti di schieramento politico.

il 28 Gennaio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
TreviZeroSei ha scritto:

"il centrosinistra riformista è l'unico in grado al momento di dirigere l'economia nazionale verso forme di concorrenza che premiano il merito"

(Fassino a Consorte: Abbiamo una Banca?)

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