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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Ad occhi chiusi
copt13.jpg Seconda puntata delle storie dell'avvocato Guerrieri, che questa volta diventa difensore di una ragazza complicata, finita tra le grinfie di uno sporcaccione figlio della Bari-bene. Ci vuole coraggio, tutto è contro di lui, ma Guerrieri non molla l'osso, nonostante la paura. La storia in realtà appare come una scusa che dà a Carofiglio la possibilità di raccontare un piccolo mondo italiano, fatto di mafie e slanci di generosità, di abusi e solidarietà. Protagoniste, ancora una volta, le relazioni tra le persone, complesse, sfaccettate, mai solo bianco-solo nero, in cui l'autore riesce a calare chi legge con la forza del suo periodare scarno, essenziale, eppure intenso e coinvolgente.

Straordinaria in questo senso la descrizione del rapporto con Margherita, compagna recente che vive al piano di sopra, ex-alcolizzata, donna intensa e complessa, personaggio tanto reale che sembra di conoscerla da sempre. Altrettanto affascinante è "suor" Claudia, custode delle donne bistrattate, vendicatrice biona, esperta di boxe cinese (un pensiero riconoscente a Carofiglio che puntualizza l'inaccuratezza della definizione "kung fu") che passa nella storia come una meteora. Non c'è mai lieto fine, ma neppure disperazione in questi libri che raccontano - benissimo - realtà di ogni giorno, mettendone in luce gli aspetti più segreti e sottili. Imperdibile.

PS: nel testo si cita il brano Loosing my religion dei REM. Eccolo. Enjoy!
05.02.07 00:11 - sezione libri
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