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Sulla via di Nicolini
“Che a Roma, rispetto a Milano, ci sia più attenzione per gli eventi e le iniziative culturali di carattere popolare, è un fatto di cronaca e di storia”. L’opinione dell’artista Claudio Bisio ha rianimato un’antica querelle che taceva da tempo, riproposta dalle reazione dell’assessore Sgarbi: “A Roma hanno forse un teatro come il nostro Piccolo che celebra ora i suoi sessant’anni di gloriosa attività? Hanno forse la Scala? O il Conservatorio?”. Non sfuggono in queste battute le diversità concettuali: Bisio non cita mai luoghi di accesso, manifestando una concezione della cultura legata alla sua fruibilità; Sgarbi si appella ai monumenti culturali della città, sacri ma accessibili a pubblici segmentati. Sono gli stessi antipodi concettuali emersi trent’anni fa quando prese il via l’Estate romana dell’assessore Nicolini: Roma trasformata in un’infinita serie di spazi di rappresentazione teatrale, musicale, letteraria e cinematografica.

L’Estate romana fu contestata da chi riteneva che la cultura esigesse spazi tradizionali e raccolti, ma divenne un evento civico insostituibile ed esportato in tutto il mondo. Chissà che un giorno anche l’eclettico Sgarbi non venga fulminato sulla via di Nicolini, per il bene di quel 77% di milanesi che nell’ultimo anno non hanno partecipato a eventi culturali promossi dal Comune.

In collaborazione con Il Riformista, proponiamo i commenti scritti da Davide Corritore per l'inserto milanese Ambrogio.
13.02.07 00:03 - sezione miii...
il 13 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Moreno Puiatti ha scritto:

Gli eventi culturali "popolari" a Milano effettivamente mancano.
Milano è da sempre concepita come la città del glamour, dei localini sui Navigli dove bere l'aperitivo, dove tutto è bussiness dare svago gratis sembra quasi una bestemmia a chi ragiona "da milanese".
Poi se pure i "divertimenti" non sono neppure "divertenti" non importa, l'importante è apparire, l'immagine è tutto.
In questo la Scala e il Piccolo sono l'espressione della Milano dalla cultura spocchiosa e noiosa, la prima della Scala è l'esibizione del lusso delle toilette delle signore, il lirica viene dopo e non è neppure importante.
Un manager che invoca meno Marketing, meno Bocconi e più umanità.
Davide tanto di cappello, sei un grande!

il 13 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Igor ha scritto:

Milano è sfigata. Nel senso che la sua immagine da copertina - città del glamour, del Piccolo, della Scala e del Conservatorio - offusca tutta una serie di cose che invece sono di cosiddetta cultura popolare, che non sono poche e che vengono seguite (a parte che allo stesso Piccolo mica fanno solo Ronconi; c'è anche la Finocchiaro).
Al cuore di questa sfiga c'è un dialogo tra sordi. Bisio dice una fesseria ruffiana (elogia Roma a Roma), Sgarbi gli va dietro con il luogo comune di Milano-Scala-Piccolo-eccetera, Corritore si concentra solo sulla cultura promossa dalle istituzioni (ok, -77% per gli eventi del Comune; ma degli eventi promossi dai soli privati, nessuno dice niente?).
Ho un'impressione: che anche per la cultura su Milano si ragioni come per il suo aspetto esteriore. E' pacifico che Roma abbia scenografie di un certo tipo, valorizzate da un clima più affettuoso. Ma da qui a dire che Roma è meravigliosa e Milano fa schifo, ne passa. Allo stesso modo, dire che a Roma si fa cultura popolare e a Milano no, mi sembra una esagerazione. Ma soprattutto, cosa diavolo è la cultura popolare? Non è che, richiamando le estati romane, si confonde il popolare con il gratis?

il 13 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Mascalzone Diessino ha scritto:

Pensate a Firenze... dove, per non sbagliare, non si fa assolutamente nulla e ci si bea del vecchiume sotto teca.
Anni fa d'Estate andavamo tutti alle Cascine, in un bello spazio all'aperto, gratuito.
Poi lo chiusero, perchè c'erano gli spacciatori.
Bene, ora restano solo gli spacciatori.

il 13 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro (quello coi dredds...) ha scritto:

E' vero, a milano l'offerta teatrale è molto ampia. Più o meno ogni sera si può scegliere fra opera, classici grechi, goldoni, avanguardia e teatro popolare.
Peccato che in media il ridotto sia di 20-25 euro.
E' frustrante avere voglia di teatro, guardarsi nel portafoglio, e decidere di scaricarsi un film.
Almeno alla scala ci sono gli appelli a 10 euro e al conservatorio gli allievi entrano gratis. Stasera c'è Il ventaglio allo Strehler: prezzo 29.50/23.50.

Ragazzi cosa posso scaricarmi?

il 13 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
ragiunatdegauche ha scritto:

Peccato che in media il ridotto sia di 20-25 euro

perchè secondo te attori et similia vivono d'aria?

il 13 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
sevivon ha scritto:

Ma almeno, gli spacciatori di Firenze, fanno "prezzi culturali"? ;)

il 13 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

è un pirla Sgarbi. adesso mi vien solo in mente l'accademia di Santa Cecilia come cosa culturale che hanno a Roma, ma ce ne sono altre migliaia anche in tutte le vie più sperdute. finiamola - finitela - di fare i cialtroni!
Carolina

il 13 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Moreno Puiatti ha scritto:

Brava Carolina!
Ma a parte le pirlate di Sgarbi e Bisio e le alzate di scudi campanilistiche tra Roma e Milano, il problema permane ed è un problema di mentalità.
A Milano ci si mette a far "cultura" cercando il quattrino, a Roma qualcuno lo fa ancora per passione. Poi chissà come mai a Roma gli spettacoli divertono di più.
Potremmo fare lo stesso discorso in mille altre situazioni: i talenti calcistici a Roma nascono e crescono (Totti, De Rossi, Aquilani, etc.) a Milano li importano (Kakà, Adriano, etc.).

il 13 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Moreno Puiatti ha scritto:

Lungi da me mettere il dito nella piaga, ma a Roma hanno come sindaco Veltroni che organizza il concerto di Billy Joel e Bryan Adams gratuito facendoselo sponsorizzare da Telecom.
La Moratti una cosa del genere manco la concepisce, ma neanche Ferrante se permettete.
Politici senza idee, espressione di una città morta.

il 13 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
michele ha scritto:

Lascia stare billy joel, quest'anno ci regala la reunion dei Genesis, per chi li ha amati la data è il 14 luglio.

il 13 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Mascalzone Diessino ha scritto:

sevivon, non sono aggiornato sui prezzi... comunque di sciuro l'aver ridotto il "target" di consumatori ha opure alzato i prezzi... La solita sinistra socialdemocratica antisociale e nemica del popolo!!! Kif e martello!

il 13 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Moreno Puiatti ha scritto:

Michele a Milano in contemporanea alla Scala vedranno un altro tenore lasciare la rappresentazione ed un secondo cantante lirico salire in mutande per sostituirlo.
L'abisso c'è ed è evidente.
Davide fai qualcosa!

il 13 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
attilio ha scritto:

Milano tenta ancora di offrire una scelta culturale di grande livello. ma è riservata ad una élite chiusa su se stessa, non aperta a offerte popolari. D'altro canto è difficile per gli operatori culturali dialogare con il popolo dell'happy hour. Intrinsecamente coglione, che non capisce che il tex-mex di periferia non è proponibile sui navigli. Oltre tutto assessori ed architetti non "milanesi" e quindi non interessati al rispetto della storia e delle tradizioni di Milano. Il padellotto della Scala dietro la facciata del Piermarini, lo sconcio della darsena e dei navigli non solo di porta ticinese, l'importazione di artisti come Ronconi molto romani e quindi estranei al sentimento della città, la non apertura del teatro Lirico, la scomparsa del teatro Puccini e del Filodrammatici,la non agibilità del teatrino Gerolamo, la non valorizzazione del teatro Dal Verme e dell' Auditorium, che sono patrimonio insostituibile della città, indicano una tendenza irreversibile di tutti gli amministratori, avvicendatisi in comune negli ultimi quindici anni, di distruggere la Milano dei milanesi, costruendo alternative culturali deboli. La proposta universitaria è ancora di grande livello: Statale, Cattolica, IULM, Bocconi, Bicocca, S. Raffaele, ma non offre infrastrutture degne del livello di molti corsi.
L'é il dì dei mort, aleger.

il 13 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

grazie. ma son cose normali, che dovrebbero essere ovvie. poi son stata migliaia di volte a Roma, e quasi mai in hotel, anzi quasi sempre direi con persone del luogo (di cui due happen to be registi, quindi che sanno di cultura, spettacoli e affini, e altri che ne sanno comunque come fruitori). Roma dava già un'aria più... capitolina nel 1988 per dirla tutta. che strano eh?! sulla lirica eh beh ma insomma... a Capodanno ero a Salisburgo... gli austriaci non sono più illuminati di noi, ma voglio solo immaginare che putiferio verrebbe fuori oltreBrennero per le sceneggiate che abbiamo visto da noi..
Carolina

il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
nemo ha scritto:

scusate, ma m'be, oh, de che? l'alter uh gesù la kultura con la q maiuscola. maradona è megl' è pelè.

salario garantito agli artisti (e non!), cessione delle aree dismesse e fondi per l'usofrutto creativo. cazzo sembra il komunismo a frisko '68. aaaahhhhh blasfemo pazzo idealista sciaugura iattura della sinistra!

però anche io a londra in effetti mi trovavo meglio, lì sono di più, e c'è più scelta che a cantù.

dicevate? ah, stavate ragionando, pardon, credevo fosse uno spettacolino surreale nascosto... vabbè, scusate il disturbo, continuate pure...

il 30 Luglio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Franco ha scritto:

Mi fa piacere che qualcuno abbia citato il Teatro Gerolamo di cui sono stato vicedirettore artistico!Ora coordino la "Compagnia Carletto Colombo"che tanto si è data da fare quest'anno perchè il teatro fosse riaperto.Abbiamo bussato a tutte le porte e tutti ci hanno risposto tranne gli interlocutori che possono decidere:Sgarbi e l'Immobiliare sanitaria Ceschina.Delusione perchè intanto corre voce che i Colla saranno ospitati dalla zona 9

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