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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Nel pantheon della bella politica
archimede.gif Venerdì 9 febbraio sono andato al Dal Verme, dove Walter Veltroni presentava la sua allocuzione “Cosa è la politica?”. Parterre affollato di vip e leaders locali, sala non pienissima, nemmeno nei posti davanti, riservati a chi si fosse registrato per tempo. Quasi due ore di performance oratoria, alleggerita da numerose videotestimonianze, non sono bastate, a mio parere, a dare una risposta convincente e ragionevole alla domanda del titolo né a quella che molti si chiedono da tempo a proposito dell'attuale Sindaco di Roma: ci è o ci fa? Qualcosa non torna, nella visione che W.V. propone: la politica “bella”, “alta”, rappresentata da grandi personaggi (M.L. King e i Kennedy, naturalmente, ma anche Koll e Gorbaciov, Mandela e Menciù, De Gasperi e Craxi, Berlinguer e Zaccagnini). Una rassegna di caratteri e vicende che dovrebbero evidenziare alcuni elementi distintivi della politica: la responsabilità, il coraggio, la prospettiva, i valori, ecc. Come se si cercasse, attraverso brani di celebri attori, di definire la natura e la missione del cinema. Ma cosa c'è dietro lo schermo? Come si usa una cinepresa? Come si costruisce una sceneggiatura? Quanto costa fare un film? Come si impara a recitare? Cioè, fuor di metafora: quali sono gli interessi, gli strumenti, le modalità, le finalità che muovono la politica? E come renderla più efficace e più democratica? O anche solo più legale…

La lezione veltroniana non si occupa di questi aspetti troppo complicati e poco suggestivi, preferisce dar voce alle testimonianze di alcuni angeli compassionevoli, comparsi nella storia per propugnare valori incontrovertibili come la fratellanza, la pace, la giustizia, il lavoro, la liberazione della donna e la sostenibilità ambientale. La loro missione - sembra di capire dall'ultima metafora sull'orizzonte sempre sfuggente - non è tanto quella di ottenere risultati, quanto di “indicare la via”, fornendo al popolo un esempio di abnegazione e di sacrificio da cui trarre speranza e conforto nella vita (di merda) di tutti i giorni.

Nel pantheon veltroniano, eventuale sacrario multiculturale per il partito democratico, c'è posto per tutti, da Charlie Chaplin all'anonimo “ragazzo con i sacchetti” che ferma i carri armati a Tienanmen. Basta un'immagine, una parola, un gesto, volendo, una vita, spesi per amore degli altri. Per imprecisate ragioni - forse il “lato oscuro” della politica - gli angeli sono regolarmente perseguitati ed eliminati, ma vivono per sempre sulle T-shirt dei diseredati e nei film. L'importante è non dimenticare che c'è ancora molto da fare.

E' certamente cosa buona e giusta ricordare e onorare le grandi anime che hanno contribuito a rendere più dignitosa la società umana. E' certamente importante in questo periodo, in special modo in Italia, sollevare la domanda “Cosa è la politica?”, anche per poterla distinguere dalla mafia, dalla chiesa, dalla televisione, ad esempio. Ma è altrettanto certo che la santificazione dei grandi protagonisti del passato rende ancor meno attraenti quelli, ben più modesti, del presente e produce semmai ulteriore disincanto.

Sicchè, alla fine della messa cantata, si esce con la sensazione di aver (ri)sentito una bella storia di profondo significato morale e di un certo impatto emotivo, ma così astratta e stridente con l'attualità da sembrare una favola. Ed è paradossale che a raccontarla e ad ascoltarla siano proprio quelli che dovrebbero sapere (e certo lo sanno bene) cosa è - davvero - la politica. E cosa dovrebbe essere, qui ed ora.

di Giorgio Tacconi
13.02.07 00:01 - sezione cittadini competenti
il 13 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
marco ha scritto:

l'anonimo ragazzo con i sacchetti che ha fermato il carro armato, a Genova, sarebbe stato tirato sotto dalle camionette della Celere...
sicché nel cosiddetto pantheon veltroniano ci stanno anche Kohl (suppongo "Koll" sia un refuso... altrimenti dovremmo deciderci tra la spumeggiante Koll ante-redenzione, e quella pia e cattolica di oggi), De Gasperi (?), Zaccagnini (?? "il peggior segretario che la dc abbia mai avuto" secondo l'Aldo Moro prigioniero delle bierre), Craxi (???????????????????????????????????????????????
????????????????????????????????????????????????)
dopo una tale caterva di idiozie, non si dovrebbe uscire "con la sensazione di aver (ri)sentito una bella storia di profondo significato morale e di un certo impatto emotivo", ma semplicemente con la sensazione di volersi liberare lo stomaco al più vicino angolo

il 13 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Enzo ha scritto:

Io Veltroni lo vedrei davvero bene in Africa, ma per davvero e non solo per propaganda.

il 13 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Moreno Puiatti ha scritto:

Rutelli aveva lo stesso seguito di Veltroni quand'era sindaco di Roma, poi una volta candidato come premier e, in seguito, come leader di partito è diventato la subrette mezza tacca che è.
Forse da sindaco di Roma a sindaco d'Italia un po' di cerone di più non basta.


il 13 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
dedalus ha scritto:

Avanza il partito delle pagine gialle.
Da marx, a mandela, a de gasperi ai tassisti (tassinari, chez vous?).
Sotto risuona un'elegante ed un po' vacua musica jazz, borgna arreda il palco con le figurine dei calciatori e dei cantanti, bettini in frac riceve gli attori nella hall dell'auditorium.
Tutti insieme, appassionatamente.
Il solito nulla che avanza; inesorabile.

il 13 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
gennaro ha scritto:

non è giusto attaccare veltroni. Il suo modello è un modello presidenziale. In pratica dice: per governare ci vuole il 51%, per ottenerlo oggi bisogna fare infinite mediazioni con partiti e partitini in genere in mano a funzionari clientelar/assistiti quindi io bypasso tutto questo e parlo direttamente a due popoli: 1) il popolo degli eletti direttamente e dei loro dipendenti: alcune migliaia di sindaci assessori e presidenti di regioni e provincie che sono il vero nerbo dei partiti 2) i generici elettori che conoscono la politica solo attraverso tv e radio.
In questo senso la definizione precisa del chi siamo e cosa vogliamo, tanto cara alla sinistra, viene completamente rimossa. I riferimenti ideali diventano solo icone pubblicitarie/emotive, una selezione del meglio per accontentare tutti. In sostanza è come la cucina fusion a la carte: io ti offro di tutto tu scegli e ti componi il tuo menù politico, tanto quello che conta è l'elezione del leader. Veltroni quindi è oltre i partiti e le organizzazioni politiche è un contenitore elettorale, come in genere tutti i sindaci. Scontenterà i pochi che considerano la politica coerenza, impegno, serietà, ma tanto in un sistema bipolare questi o lo votano o favoriscono l'altro contenitore elettorale simil/speculare. In sostanza veltroni non dice prendere o lasciare, pro o contro dice: fatevi voi il vostro partito e il vostro candidato, un fai da te innovativo. Non è detto poi che tutto ciò riesca e non partorisca un mostra, vedremo

il 13 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
ragiunatdegauche ha scritto:

veltroni è un martelli che non ha studiato

il 13 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
darh wanax ha scritto:

e poi Kennedy, ma dai, basta con 'sta favoletta dei due fratelli, belli e di successo, tanto bravi e tanto carucci... vedevano comunisti dappertutto, erano mafiosi, nel 1961 quasi scatenano una guerra (posizionare testate nucleari in Turchia va bene, ma a Cuba no?), fallimentari e patetici in poltica estera (il vecchio andava a fare la ramanzina sui diritti civili a Berlino, mentre negli Usa i neri li linciavano per aver guardato una donna bianca).
Ma PROPORRE qualcosa di nuovo no?

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