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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
A 15 anni da Tangentopoli
La memoria nazionale è fatta anche di ciò che non si ricorda, o meglio di una selezione dei ricordi. Quando ciò che non si ricorda è facilmente richiamabile alla memoria collettiva perché non si debba fare un eccessivo sforzo di rimenorizzazione, è bene chiedersi il significato di quell'atto mancato. La data di ieri, 17 febbraio, è stata evocata da molti per il suo anniversario tondo: il trentesimo della espulsione violenta di Luciano Lama dall'Università di Roma. Era certamente un evento memorabile nella storia italiana e del resto le recenti vicende che hanno visto l'apertura di indagini per questioni di terrorismo e apologia della lotta armata che riguardano militati e dirigenti locali e intermedi della Cgil, hanno reso automatico un collegamento della memoria verso quell'episodio.

Il 17 febbraio, tuttavia, è anche altro. E' il giorno in cui l'allora Pm Antonio Di Pietro irrompe nello studio del Dr Mario Chiesa al Pio Albergo Trivulzio, a Milano, e l'arresta per una “mazzetta”. E' l'inizio di Tangentopoli. Possiamo ricordare l'evento dal punto di vista della storia del costume italiano e invocare la soluta parabola percorsa al completo (nell'ordine: sorpresa - indignazione - condanna morale - ripensamento) per dedurre che ciò che rimane è il senso del pentimento per un eccesso di giustizialismo o di violenza immemore del diritto delle persone ad essere considerate innocenti fino alla sentenza definitiva.
Tuttavia, Tangentopoli non fu solo, e forse nemmeno prevalentemente, una vicenda giudiziaria. E' stata invece un segmento rilevante di una vicenda politica. Una vicenda che non nasce il 17 febbraio 1992, ma che è accelerata da quell'episodio e su cui si misura davvero la trasformazione o meno del paese.
La necessità della seconda Repubblica nasce nel momento in cui i partiti - non sono più rappresentativi. Finisce il partito dei cattolici in Italia, finisce il mondo di riferimento del Pci. I socialisti italiani che in quella contrapposizione hanno la loro funzione, non sono e non rappresentano la cultura di governo e nemmeno hanno l'ossatura culturale delle grandi socialdemocrazie europee, pur appartenendo a quella famiglia politica.
La destra sogna Margaret Thatcher, e invoca il mercato, ma si guarda bene dal farlo; la sinistra è sospesa tra il sogno di un altro socialismo che passa per il fascino del nuovo governo mondiale e il contenimento dello sviluppo su base ambientale, da una parte e la fondazione di una nuova etica della solidarietà, dall'altra.
In mezzo non c'è spazio né per il rilancio di una economia industriale che punti alla riqualificazione di un sapere tecnico e scientifico (la vera Cenerentola italiana), né una reale cultura e pratica dei diritti di cittadinanza, risolta sempre, delegando al sociale cattolico la gestione delle emergenze.
Ciò che rimane è un processo a metà, interrotto e sospeso, dove quella che era stata presentata come la rivoluzione del cittadino (i referendum elettorali che dovevano esprimere il fatto che il cittadino pesava di più e finalmente contava) si perde. Il risultato, infatti, è la fuga dalla politica: la solita rivoluzione politica delle coscienze si è risolta con una deriva qualunquistica e la classe dirigente viene ormai imposta per cooptazione, scelta da una quindicina di segretari di partito. Forse è per questo che ieri era meglio parlare solo di Luciano Lama.
19.02.07 00:53 - sezione parole
il 19 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
michele ha scritto:

Tangentopoli: molti indagati, quasi tutti al gabbio per un breve e provvidenziale periodo, due o tre che non hanno retto e hanno chiuso in tragedia, un latitante, pochi condannati. E la solita parabola sorpresa - indignazione - condanna morale - ripensamento percorsa in qualche anno.
Calciopoli: pochi indagati, nessuno al gabbio e la parabola percorsa in poche settimane.

il 19 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro (quello coi dredds...) ha scritto:

Bhè, michele, come in tutto, con l'allenamento si migliora! ^_^

Se continuiamo così i prossimi scandali potranno esaurirsi in giornata!

il 19 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
giuseppe ha scritto:

a nessuno viene in mente che, se "il processo si è arrestato", é perchè poggiava, fondamentalmente, su un assunto palingenetico del tutto mistificatorio su cui sono andati convergendo una serie di interessi tutti, anche se in maniera diversa, miranti all'indebolimento della politica a favore di altre centrali di potere (finanziario, burocratico, tecnocratico). i risultati, del resto, sono stati conseguenziali. al governo un ex boiardo di stato. all'opposizione l'uomo più ricco d'italia. la sinistra più inconsistente della storia patria. i ds (a 16 anni dalla grande svolta) ancora a metà del guado e sempre più boccheggianti. milano (l'epicentro della nota rivoluzione) saldamente in mano del centrodestra (dopo essersi pure beccata il demenziale quinquennio formentiniano). Qualcuno ricorda l'apprendista stregone? Ecco..

il 19 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
TreviZeroSei ha scritto:

tutta una gran farsa..come sempre...

il 19 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Pino ha scritto:

Il processo si è arrestato perchè i partiti, anzichè rinnovarsi, hanno fatto muro contro la magistratura. Gli interessi dei poteri forti sono una favola buona per i difensori dell'indifendibile. La Spagna (dove ci sono poteri forti, burocratici e finanziari, a bizzeffe) ha avuto la sua tangentopoli, ma i partiti coinvolti hanno fatto pulizia perchè una classe politica giovane e ambiziosa si è fatta avanti. Il risultato è Zapatero. Noi continuiamo ad eleggere i figli di Craxi.

il 19 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
giuseppe ha scritto:

Tangentopoli, da un lato, ha distrutto le strutture componenti il pentapartito dall'altro, preservando il pds/ds, ne ha congelato qualsiasi prospettiva di rinnovamento gettando i semi velenosi dell'attuale crisi politica che ammorba le tristi vestigia del fu p.c.i. Congelamento ben gradito in una prima fase in cui il vuoto politico determinato dalla procura di milano sembrava essere mallevadore di un'inaspettata ascesa al potere.
Ma, come al solito, l'eterogenesi dei fini ha svolto il suo compito.
E ci ha regalato berlusconi da 12 anni a questa parte. E i ds approdati al 16% e anelanti all'eutanasia del PD. Il saldo della nota rivoluzione é questo. La devastazione, a 360 gradi, del tessuto politico nazionale che (pur con tutti i suoi errori, limiti e anche nefandezze)oggi, non a caso, viene guardato con rimpianto rispetto alle miserie quotidianamente sciorinate dall'attuale nomenclatura, ciò ha prodotto. C'é ben poco da celebrare...

il 19 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Pino ha scritto:

giuseppe, vorrei davvero sapere chi rimpiange un sistema politico che non riusciva nemmeno a portare a termine una legislatura, che cambiava due governi all'anno, che faceva levitare la spesa pubblica senza produrre sviluppo o servizi. La logica nostalgica dei bei tempi andati non serve come elemento di dibattito; hai altri argomenti?

il 19 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
giuseppe ha scritto:

io più che nostalgia del passato (che é passato e buonanotte...) ho tristezza del presente. che poi nel paese sia diffuso (a destra, manca e centro) un sentimento di ampio rimpianto della classe politica che fu é un fatto. addirittura stucchevole. va bene, sarà la deprecatio temporum, sarà che la memoria tutto addolcisce, sarà quel che sarà ma é così. e, anche questo, é, per molti versi, da annoverarsi nel saldo della purificatrice azione dei noti pm. proprio perchè ritieni la prima repubblica la sentina di ogni schifezza dovresti rifletterci. credo...

il 20 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
TreviZeroSei ha scritto:

Ma veramente pensate che le cose siano cambiate? Veramente credete a quello che dite? Non ci posso credere...

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