qui giace OneMoreBlog2.31
«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Vacanze ed elezioni in Francia
Le elezioni francesi si avvicinano. Mancano 2 mesi. Anche 5 anni fa, le elezioni che hanno visto un ballottaggio sui generis, Chirac e Le Pen, si sono svolte fra la fine di aprile e l'inizio di maggio. Mi ricordo ancora l'imponente manifestazione anti-Le Pen fra i 2 turni, proprio il primo maggio. E, come nel 2002, il primo turno si svolgerà durante le vacanze scolastiche. In Francia, le vacanze scolastiche, tranne quelle di fine anno, quelle estive e quelle del Primo novembre, sono scaglionate. La Francia è divisa in 3 zone per le vacanze di inverno e quelle di primavera. Per esempio, la zona cui appartiene Lione è in vacanza dal 10 al 24 febbraio; noi della regione parigina siamo in vacanza dal 19 febbraio fino al 3 marzo; marsigliesi e nizzardi, fra molti altri, saranno in vacanza dal 24 febbraio al 12 marzo. Per le vacanze di primavera si rispetta lo stesso ordine, e noi saremo in vacanza dal 7 al 22 aprile, giorno del primo turno delle elezioni. Le vacanze sono scaglionate per evitare l'interruzione simultanea dell'anno scolastico in tutto il Paese, per permettere ai comuni di organizzare le colonie, alle stazioni sciistiche di accogliere tutti.

Nel 2002, al governo c'era Jospin, che era anche candidato all'Eliseo, e la destra era all'opposizione. Il primo turno delle elezioni era stato la domenica in cui i parigini e quelli di Bordeaux erano in vacanza, proprio la domenica di mezzo, per cui in molti erano (eravamo) già partiti per le ferie e in molti stavano partendo. Quindi parecchi parigini non sono andati a votare, anche se in Francia si può molto facilmente votare per procura, sicuri che comunque Jospin sarebbe andato al secondo turno. Quel che è successo dopo lo sappiamo tutti e bene. Ci sono state accuse al governo Jospin che ha messo le elezioni proprio durante le vacanze dei parigini (Parigi, da qualche anno, ha un'amministrazione socialista ed è qui che vivono tutti gli intellettualoni di sinistra), facendo così una scelta azzardata e ne ha pagato le conseguenze. Quest'anno, i parigini rientreranno dalle ferie proprio il giorno del primo turno quindi dovrebbero andare a votare, o almeno potrebbero andare a votare senza dover rinunciare alla vacanza in Guadéloupe.
Contemporaneamente però molti intellettualoni dichiarano di non voler votare a sinistra, anzi alcuni proprio dichiarano di votare per Sarkozy. Non sappiamo quanti voti siano in grado di spostare i vari philosophes, tipo Bernard-Henry Lévy che, mi si riferisce, perfino da Fabio Fazio dice di apprezzare Sarkozy. Probabilmente non spostano nessun voto, ma solo il loro.
Intanto discuto con un amico italiano perché, secondo me, intellettuali come Sartre e Pasolini non esistono più. Lui, più ottimista di me, mi risponde che esistono eccome, ma semplicemente non emergono, a causa dei media e dell'appiattimento generale. Ma se non emergono possiamo davvero dire che esistono?
20.02.07 09:25 - sezione dalla banlieue
il 20 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
sevivon ha scritto:

Scusa... ma è un post sul voto in Francia o sugli intellettuali d'Oltralpe?
Comunque...dato che - se non ho capito male - le banlieu sono il tuo pane quotidiano... ci sai dire che aria si respira lì? Da ciò che dice la gente, che si mormora al mercato, che si legge sui muri... c'è un orientamento al voto già definito oppure no? Ciao

il 20 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Francesca ha scritto:

Non lo so se è un post sugli intellettuali in Francia o sul voto. Tutto è partito da una chiacchierata in sala insegnanti, si parlava di vacanze, di Sartre, di elezioni. Di tutto un po'. Scusate per la poca chiarezza.
L'unica cosa che posso dire è che molte persone si stanno iscrivendo nelle liste elettorali, e la cosa rassicura la sinistra. Nella periferia in cui insegno io, la destra è al potere da sempre e credo che così continuerà. Moltissimi cittadini, anche se in possesso della carta d'identità francese, sono analfabeti e parlano molto male il francese. Quindi non faranno tutto l'iter necessario per iscriversi nelle liste.
Leggo sui giornali che Royal la settimana prossima dovrebbe modificare lo staff della campagna. Affaire à suivre...
E Repubblica oggi giustamente scrive che Sarkozy è personalmente amico di chi gestisce l'informazione.

il 20 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
daniela ha scritto:

scusa ma di solito di quanto è la percentuale di assenteismo? tu come la vedi la Segolene? io ne leggo ne leggo e non so che pensarne.

il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
nemo ha scritto:

la morte peggiore, ma già da mò, non è quella della politica, è quella del pensiero (critico) intelligente.

ancora politica 0 e tutti schemi, tipo quelli che il calcio : è meglio il 442 o il 3412 o l'albero di natale? con ibra è meglio adri o crespo? devo dire che almeno tra quelle robe lì un pò mi diverto, è rimasta un pò di sana ingenuità.

invece questa roba l'ho studiata fino alla nausea, e ho capito una cosa, ma dopo però, quando mi sono disintossicato. che le tante inutili chiacchere (i dibattiti) affondano la politica vera, non il contrario, come questa falsa idea di democrazia vuol farci credere, coi sui spettacoli pubblici e circolini più o meno privati.
certo ne fecero tante anche alle internazionali, porcate comprese. il più pulito c'ha sempre avuto la rogna, ma dove credete di essere a disneyland? belli anche quelli che : siamo seri, non facciamo gli estremisti radicali, siamo nazioni democratiche. ma raccontalo alla cia, o alle corporations multinazionali, pirla.

è proprio vero, da dentro non si vede niente. non vi vedete, siete patetici. senza distanza critica un culo può sembrare una mano, a 3cm dagli occhi che vedi? più sei intrippato e più ti bevi da solo le tue cazzate.
ho tanto la sensazione dell'impotenza. non contavano un cazzo prima le vostre opinioni politiche mò non contano più un cazzo manco quelle dei politici professionisti che son lì far cattiva amministrazione condominiale, e tanta cortina di fumo. e qui giù fiumi di parole sul colore da dare alla facciata. non sapete nemmeno distingure più burattini e burattinai. non è retorica, è evidenza elementare.
c'è da farsi venire la nausea a leggere la storia politica degli ultimi cent'anni. e voi qui ancora coi compitini. la modernità si è fottuta e ci ha fottuti, e voi ancora qui in coro a cantare.
tanto valeva andare allo stadio. fottuto anche quello.
l'anarchia individualistica sarà un delirio, ma almeno è bella. qui è una voragine di tristezza che manco fantozzi e filini che aspettano di essere ricevuti dal megadirettore galattico.

ma sono cose che ho già detto, e qui non è cosa. anche voi tanto attaccati alle poltrone dei vostri pc. mi farò togliere dalla mailing list, non so mica cosa mi immaginavo di trovare, scemo pure io.

il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Francesca ha scritto:

Quel che ho capito di Ségolène Royal è che una brava politica da sempre, dalla fine degli studi.
Sembra quasi che più cerca di prendere voti al centro più perde, perché al centro ci sono già troppi candidati. E la gente di sinistra si sente di nuovo abbandonata, come e anzi peggio dell'epoca di Jospin. Si rischia che i candidati, numerosissimi, di sinistra tolgano voti a Royal che però non riuscirà a recuperarne altrettanti al centro.

il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
oioi ha scritto:


Bernard-Henry Lévy non è un philosophe qualsiasi, è un nouveau philosophe: un teorico d'accatto e uno stronzo opportunista, uno degli pseudo-intellettuali blockbuster che hanno fatto più male alla cultura francese. nessuna meraviglia che voti sarkozy, né che una massa di bobo gauchistes prossimamente faccia lo stesso.
e le vacanze non c'entrano niente, la francia di ora non è l'italia dei tempi dell' 'andate al mare'di craxi. la francia di ora è un paese post-imperiale en mal de grandeur che ha perso il suo impero e non smette di piangerlo e di attaccarsi alle sue ultime briciole, come ne ha dato l'ultimo penoso spettacolo quest'estate durante la guerra in libano.
sarkozy-royal è una battaglia per finta, sono due facce di una stessa deriva autoritaria e populista che nemmeno osa dire il suo nome, o che non ha più bisogno di farlo, perché non c'è più 'classe operaia' da sedurre o turlupinare.
se ci sarà salvezza verrà dalla banlieu e solo dalla banlieu..


Altrove: A - rivista anarchica | Accordo | Anticatechismo | Chan Hon Chung | Ciclistica | Il Deposito | Don Zauker
Gruhn Guitars | Giordano Bruno | Libertaria | Movimentofisso | Brian Setzer | Shel Shapiro | UAAR | Il Vernacoliere