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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
No alla chiusura dei phone center
I phone center sono un servizio importante per gli stranieri residenti in Italia, per mettersi in collegamento con i propri familiari al di là del mare e continuare a coltivare i propri affetti, nonostante la distanza. La legge regionale, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti logistici e igienico-sanitari, si è rivelata troppo restrittiva: la stragrande maggioranza dei phone center rischia la chiusura. Se attorno a questi esercizi si sono in alcuni casi registrati problemi, questi vanno affrontati senza privare la città di un servizio importante e senza affossare iniziative imprenditoriali del tutto legittime.

Chiediamo da tempo che la legge sia rivista e che le scadenze che impone siano prorogate, perché – d’intesa con le associazioni degli operatori – si possa evitare che il servizio sia interrotto. Per sostenere la nostra richiesta, abbiamo promosso una raccolta di firme, a cui potete aderire inviando una email a campagnaphonecenter@dsregionelombardia.it : per la civiltà della nostra regione e per la dignità di tutti i cittadini che vi risiedono.

Giuseppe Civati, Ardemia Oriani, Arturo Squassina
Consiglieri regionali DS-Ulivo Regione Lombardia
di redazione
21.02.07 23:13 - sezione società
il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
ragiunatdegauche ha scritto:

ma perchè la sinistra deve sempre proporre deroghe a qualchecosa? perchè bisogna creare una categoria speciale di negozi che hanno diritto a non avere il begno? consiglieri regionali siate una volta decenti e fate rispettare una legge

il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
giuseppe civati ha scritto:

@ ragiunatdegauche
Per prima cosa è il caso di notare che non mi pare che sia fondamentale, per un phone center, mettere a disposizione questo servizio. Quello che chiediamo, tra l'altro, è che venga rinviata la data entro la quale i centri di telefonia fissa sono tenuti a trovare spazio per il bagno, per consentire a tutti di mettersi in regola ed evitare che molti, moltissimi siano costretti a chiudere (non di deroga, quindi, si tratta, ma tutt'al più di proroga). Rimane l'importanza del servizio per decine di migliaia di stranieri che vivono in Italia: un fatto, credo, non trascurabile per il 'legislatore'.

il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
antonella_c ha scritto:

non ho ben capito di che si tratta .
chi spiega x favore ?

il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
dedalus ha scritto:

potrebbero mettere la tazza nella cabina telefonica..

il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
ragiunatdegauche ha scritto:

è presto detto, la legge italiana e quella regionale prevede che nei locali pubblici ci sia un cesso per i dipendenti e uno per gli utenti, a sua volta garantito da antiporta e misure igieniche varie.Prevede inoltre strutture specifiche per i diversamente abili.è una normativa del cazzo ma è una normativa che tutela diversamente abili e dipendenti. L'astuta sinistra in regione, vittima del politically correct, come ha già fatto per i feti scambia i propri desiderata con la realtà e chiede che ci sia una proroga che consenta ai call center di discriminare disabili e dipendenti. Mi si spieghi perchè? il disabile che va in un luogo pubblico italiano ha diritti se va in un call center indiano no? possono pisciare solo i dipendenti della fiat e non quelli dei call center?

il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
antonella_c ha scritto:

come già fatto notare proroga non è deroga.
poi secondo me c'è un 'altra distinzione locale pubblico o pubblico servizio ?
le barriere architettoniche sono necessarie in entrambi i casi ma sui servizi nel secondo caso no. per i bagni si va già in deroga dappertutto nei centri storici (tranne che per la somministrazione) quindi non vedo dove sta il problema , almeno di non applicarlo anche ai casottini della telecom con 10 telefoni .

il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
antonella_c ha scritto:

a meno non almeno scusate

il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Mario ha scritto:

come sarebbe a dire che "proroga non è deroga"?. Si tratta della proroga di una deroga !!!!!!!

Comunque secondo me è ora di finirla con le deroghe . E anche con le proroghe . E anche con le deroghe alle proroghe . E infine con le proroghe alle deroghe .

il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
giuseppe civati ha scritto:

La legge regionale è dello scorso anno, quando i phone center c'erano già e non erano in deroga a nulla. La legge, pur migliorata rispetto a un testo superideologico della Lega, prevede un limite che chiediamo di procrastinare, a meno di non voler vedere chiudere tutti i phone center. Mi sembra chiaro e semplice.

il 03 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
franca ha scritto:

A Roma alla posta centrale di San Silvestro con telefoni a scheda , servizio fax, terminali per operazioni on line, negozio di gadget e cartoleria, servizio fotocopie, vendita di schede e tessere telefoniche e quant'altro mai oltre logicamente a tutti i servizi delle poste ( sicuramente una cinquantina di sportelli ) non c'è un bagno pubblico. e allora come la mettiamo ? si va al bagno solo quando si telefona?

il 11 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
manel ha scritto:

ma scusate qui si tratta di un phone center nn di un ristorante che uno deve entrare andare in bagno stare in attesa.. qui arriva gente che entra per chiamare la propria famiglia e poi se ne va... e ovvio che sono leggi discriminatorio che nn servono a niente..

il 15 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
tarek ha scritto:

basterebbe pensare ai phon center non come strutture ma come dei redditi di famiglie che hanno bambini che vanno a scuola e hanno mutui da pagare pur lavorando come schiavi per 13 ore al giorno non basta per campare

il 15 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
faisal ha scritto:

sono un uomo disabile che lavora in phon center ma vedo che non vale la pena tutta questa propaganda per la loro chiusura vedendo in migliaia di esercizi pubblici che non sono adatti a nessun disabile figuriamoci un phon center che uno può entrare solo per fare una chiamata di un minuto o due

il 23 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
toony ha scritto:

RISPOSTA :


Per la civiltà della nostra regione e per la dignità di tutti i cittadini (Italiani e Stranieri) che vi risiedono mi sembra giusto che in un anno di tempo avrebbero potuto adeguarsi alle nuove normative come lo è stato per tutte le altre attivita' e tutti gli altri esseri umani adeguarsi alle nuove leggi anche se talvolta non giuste.
E comunque mi sembra giusto che anche per i Phone Center ci siano le adeguate misure di norma di sicurezza (626) e di igiene nonchè di abbatimento delle barriere architettoniche.

il 28 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
et ha scritto:

Andando in un phone center oggi ho scoperto cos'è la legge regionale lombarda del 3 marzo 2006. E' giusto che i locali pubblici siano adeguatemente attrezzati e organizzati(anche senza la necessità di leggi)per tutti gli utenti che ne potrebbero usufruire. Ed è triste e ironico che non sia la (eventuale) mancata adempimento a questa norma da parte dei phone centers che suscita scandalo, bensì la applicazione di questo tipo di legge solo nel loro caso. Perchè da mamma con bambino e passeggino di conseguenza (problemi di agibilità), posso dire che ci sia un'infinità di locali pubblici (posta, banche, locali universitari, bar, ristoranti)che presenta barriere architettoniche e problemi di agibilità dei bagni. Anche se la norma stessa non è discriminatoria (e mi auguro che non sia più esigente che per altri locali!), mi sono proprio arrabbiata 1) per la sospensione di un servizio utilissimo; 2) perchè volendo applicare (finalente) la legge, ci sarebbero ben più gravi casi di inadeguatezza da affrontare, ma che finora sono state tralasciate dalle autorità locali.

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