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La dissidente Vacca Agusta
«Nessuno ricorda mai alla Craxi che suo padre nascondeva tre conti in Svizzera gestiti da un compagno di scuola, Giorgio Tradati, e poi da un barista di Portofino, Maurizio Raggio, che non c’entravano nulla col Psi e custodivano il suo bottino personale, 50 miliardi del ‘93 (“mio padre usava i soldi per finanziare il dissenso nell’Est”, delirava la poveretta, facendo sobbalzare financo Vespa: spacciare Anja Pieroni e la contessa Vacca Agusta per dissidenti antisovietiche pare un tantino azzardato anche a lui)». Marco Travaglio sulle balle passate nell'ennesima puntata di Porta a Porta dedicata a Mani Pulite.

da l'Unità del 22 febbraio 2007

Mani impunite
di Marco Travaglio

Ci volevano giusto il fair play di Antonio Padellaro e l’insolita freddezza di Antonio Di Pietro per mantenere la calma nel “Porta a porta” dell’altroieri dedicato - tanto per cambiare- al processo a Mani Pulite. Nel ruolo di pubblici ministeri l’insetto aveva invitato la solita compagnia di giro: la figlia dell’inquisito Moroni, la figlia del pregiudicato Craxi e il povero Giovanardi, quello che, alla sua età, non ha ancora capito la differenza fra assoluzioni, prescrizioni e condanne, dunque viene scambiato per uno storico. Ma, a parte l’assurdità di metter sullo stesso piano i rappresentanti delle guardie e quelli dei ladri, era chiaro a tutti l’elemento che rende asimmetrici questi dibattiti: i rappresentanti delle guardie hanno una reputazione da difendere e non possono spingersi oltre un certo limite, diversamente dai rappresentanti dei ladri che non temono di perdere la faccia che hanno già perso da tempo, o forse non ne hanno mai avuta una. Dunque non si fanno scrupoli di mentire a raffica, rendendo impossibile per la controparte smontare una per una tutte le loro bugie. È un po’ come la macchinetta lancia-palle per gli allenamenti dei tennisti: le palle sono troppo numerose e veloci per rispondere a tutte.
L’asimmetria era aggravata dal fatto che Stefania Craxi era come sempre sull’orlo di una crisi di nervi, tanto che persino Vespa ogni tanto vestiva i panni dell’infermiere e le dava una controllatina. In questi casi, per un malinteso bon ton, gli ospiti “normali” ritengono che non stia bene ricordare alle figlie i reati dei genitori: nessuno ricorda mai alla Moroni che suo padre, come ha appurato una sentenza e come lui stesso ammise nell’ ultima lettera, le mazzette le aveva prese. E nessuno ricorda mai alla Craxi che suo padre nascondeva tre conti in Svizzera gestiti da un compagno di scuola, Giorgio Tradati, e poi da un barista di Portofino, Maurizio Raggio, che non c’entravano nulla col Psi e custodivano il suo bottino personale, 50 miliardi del ‘93 (“mio padre usava i soldi per finanziare il dissenso nell’Est”, delirava la poveretta, facendo sobbalzare financo Vespa: spacciare Anja Pieroni e la contessa Vacca Agusta per dissidenti antisovietiche pare un tantino azzardato anche a lui). Il risultato è che chi dovrebbe difendersi accusa e chi dovrebbe accusare - tipo Di Pietro - è costretto sulla difensiva. Tutto è ribaltato, anche il vocabolario. “Di Pietro ha fatto il lavoro sporco”, diceva la figlia del latitante che faceva lavori sporchissimi. «Di Pietro ha fatto carriera politica sui suicidi», aggiungeva senz’accorgersi che chi ha fatto carriera politica su un suicidio sedeva in studio, ma non era Di Pietro. «Nel ’94 non poterono candidarsi i cinque partiti che hanno fatto grande l’Italia», gracchiavano le figlie d’ arte senza spiegare chi, nel ’94, impedì al loro idolo Berlusconi di candidare Craxi, Forlani e compagnia bella. L’insetto si barcamenava con l’aria del buon curato di campagna che dispensa buffetti e pateravegloria. Ma, per tenersi in allenamento, raccontava qualche balla pure lui. Per esempio, che il pm Nordio fece assolvere Occhetto e D’Alema perché rifiutava il teorema milanese del “non poteva non sapere” (in realtà fu proprio Nordio ad “avvisare” i due leader del Pds perché “non potevano non sapere”: espressione mai usata dai pm di Milano per nessuno). E che Gabriele Cagliari si suicidò perché il pm Fabio De Pasquale, dopo il suo arresto, se n’era andato in ferie (in realtà lo interrogò sulle mazzette Eni-Sai, scoprì che inquinava le prove anche in cella invitando al silenzio altri co-detenuti, disse no alla scarcerazione e, quando il gip confermò l’arresto, prese qualche giorno di riposo che non incise per nulla sulla durata della detenzione di Cagliari né influì minimamente sul suo tragico gesto: tant’è che Cagliari, prima di togliersi la vita, lasciò scritto ai parenti che lo faceva “per la vergogna”). Giovanardi lanciava alcune superballe d’annata: “Mani Pulite fu un pogrom, il 96% dei democristiani inquisiti furono assolti, le condanne si contano sulla punta di una dita”, testuale. “Se Craxi era latitante, lo erano anche Mazzini e Garibaldi” (ma non rubavano).

22.02.07 08:45 - sezione informazione
il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
dedalus ha scritto:

il 96% dei democristiani inquisiti furono assolti,

infatti; l'obiettivo dei giudici erano i socialisti (non perchè più ladri dei dc, ma perchè spingevano per la modernizzazione)

il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Carlo ha scritto:

Ma stefania Craxi sta proprio male,fate qualcosa,a proprio bisogno di "protezione"la poverina.Suo fratello non si smentisce deve dare ancora un sacco di soldi a delle tipografie che gli hanno stampato i manifesti per le elezioni.Buon sangue non mente.

il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Andrea ha scritto:

Ho seguito la puntata l'altra sera e aspettavo questo articolo di Travaglio. Perchè mi è dispiaciuto vedere Di Pietro lì seduto a rispondere ad ingiurie e calunnie di persone senza nè arte nè parte. Sono state dette frasi molto insensate e pericolose. come "Una sentenza non è verità", detta da Stefania Craxi. E' vero la sentenza è infatti una "verità processuale" e può essere condivisibile o meno, ma non deve per questo essere denigrata, perchè dietro c'è il lavoro di alcune persone che hanno compiuto il loro dovere per ricostruire al meglio gli eventi. La Moroni poi mi suscitava un misto di pena e ilarità: "Lei è l'ultimo che può citare la lettera di mio padre", ha detto rivolta a Di Pietro sbraitando e urlando come se Di Pietro fosse l'ultimo pezzo di merda di questa terra. E mi è dispiaciuto vederlo lì in mezzo a quelle persone. E mi auguro che non ripeta questo errore.

il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

ma perchè spingevano per la modernizzazione

dedalus fu olegna sei in piena crisi da neolingua, le malversazioni, la corruzione diffusa e l'interesse privato nella gestione della cosa pubblica adesso si chiamano "modernizzazione"?

il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
gennaro ha scritto:

effettivamente riggio e vacca augusta mi sembrano difficilmente riconducibili ai dissidenti dell'est. Forse è ora di cominciare a dire che gli ultimi anni di craxi sono gli anni di un uomo anche un pò rincoglionito

il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
dedalus ha scritto:

dedalus fu olegna sei in piena crisi da neolingua, le malversazioni, la corruzione diffusa e l'interesse privato nella gestione della cosa pubblica adesso si chiamano "modernizzazione"?

No, borja, la corruzione è vecchia come il mondo.
C'era prima e c'è ancora (lo so, non ti hanno avvertito).
Il problema è che, corrotti x corrotti, la guerra non è mai contro chi vuole conservare lo stato corporativo anomalo italiano, ma contro chi cerca (anche malamente) di inserire qualche elemento di novità.
O mi vuoi che i diccì erano persone tanto oneste?

il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Lorenzo ha scritto:

Ma cosa ci fa Craxi jr nel governo dell'Unione?
Più in basso di così non si poteva andare.

il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Lele ha scritto:

...«Di Pietro ha fatto carriera politica sui suicidi», aggiungeva senz’accorgersi che chi ha fatto carriera politica su un suicidio sedeva in studio, ma non era Di Pietro...

La frecciata di Travaglio alla Moroni è magistrale. Una delle coloriture tutte italiane del nepotismo è quella macabra del "vedova di", o "orfano di". Riflettiamoci.

il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Carlo ha scritto:

La moglie di Craxi ha preso la cittadinanza tunisina e ha deto che vuole riposare accanto al suo uomo,bene fuori due ora tocca ai figli togliersi dalle palle.

il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

la guerra non è mai contro chi vuole conservare lo stato corporativo anomalo italiano, ma contro chi cerca (anche malamente) di inserire qualche elemento di novità

quello che tu chiami "elemento di novita'" cosa sarebbe? una nuova corporazione?
un grande artista fece dire ad uno dei suoi personaggi:"bisogna che tutto cambi perche' tutto resti uguale"
tu nemmeno questo sei riuscito ad imparare.

il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
dedalus ha scritto:

un grande artista fece dire ad uno dei suoi personaggi:"bisogna che tutto cambi perche' tutto resti uguale"

alludi al gattopardo..ma: spiegami perchè la parte cattolica-conservatrice, corrotta al di la' di ogni limite (sbardella e gerace, gava, salvo lima etc. etc.) non ha mai avuto l'odio dei massimalisti, che -invece- pare concentrato verso i socialdemocratici..

il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

perchè la parte cattolica-conservatrice, corrotta al di la' di ogni limite non ha mai avuto l'odio dei massimalisti

se per massimalisti intendi gente come "straccio" liguori, e' perche' se l'e' comprata; se per massimalisti intendi gente come cicchitto (psiup) e' perche' ci mangia assieme; se per massimalisti intendi la sinistra di classe, beh la sinistra di classe combatteva e combatte il potere dei cattolici conservatori da molto piu' tempo di quanto tu non riesca ad immaginare.
i socialdemocratici invece coi cattolici conservatori ci fanno i governi.
e non mi pare di ricordare grande laicita' in uno come craxi che rinnovo' la vergogna dei patti lateranensi.

il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
giuseppe ha scritto:

quindi berlinguer, la cui unica strategia politica era il perseguimento del compromesso storico, non va annoverato nella "sinistra di classe"?

il 22 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

berlinguer defini' la sinistra di classe "untorelli rossi".
ma era una lotta edipica, quella.

il 23 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
giuseppe ha scritto:

a beh, allora capito.. il settantasette al governo dunque.

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